Cosa vedere a Formentera

Da Cap de Barbaria a Ses Illetes: fari, mulini, calette e l’anima hippie della più piccola isola delle Baleari.

Quando arrivo a Formentera la prima cosa che faccio è guardare l’orologio, e l’ultima cosa che faccio è decidere di non guardarlo più. È un’isola che funziona così. La più piccola e la più meridionale delle Baleari abitate non ha un aeroporto, e quindi ti obbliga a prendere il mare: il traghetto da Ibiza che attracca a La Savina diventa una specie di rito di passaggio, un cordone ombelicale tagliato a metà tra la frenesia che ti lasci alle spalle e il niente luminoso che ti aspetta davanti. Già sul ponte, con il sale che ti arriva in faccia e l’acqua che vira verso quel turchese quasi sfacciato, capisci di aver scelto bene. Formentera non è la sorella minore di Ibiza, per quanto te la raccontino così: è un’altra cosa, venti chilometri scarsi di terra piatta e battuta dal vento dove la fretta è semplicemente fuori posto.

In tre giorni la vedi tutta, ma solo se accetti i suoi tempi. Ti racconto del paesaggio lunare di Cap de Barbaria con la sua grotta a picco sul mare, dell’altopiano della Mola e del suo faro caro a Jules Verne, del capoluogo Sant Francesc Xavier con la chiesa che sembra una fortezza, del borgo di pescatori di Es Caló, dell’anima bohémien di Sant Ferran de ses Roques. Ti parlo del Parco Naturale di Ses Salines con i suoi fenicotteri, dell’isolotto di Espalmador, dei tre fari piantati sulle estremità, dei sei mulini a vento, delle torri di difesa erette contro i pirati, del sepolcro megalitico di Ca na Costa e del fortino romano di Can Blai, dei mercatini hippie, del vivace Es Pujols, del porto di La Savina, del Camí de sa Pujada e delle vie verdi che ti invitano a mollare l’auto. E poi delle spiagge, da Ses Illetes a Cala Saona, perché qui sono il motivo per cui molti tornano ogni anno. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.


I migliori hotel di FORMENTERA

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Cosa vedere a Formentera

Mettiti comodo, perché la lista è più lunga di quanto un’isola di venti chilometri lasci immaginare. Si parte dal selvaggio Cap de Barbaria e si sale all’altopiano di El Pilar de la Mola, si attraversa il capoluogo Sant Francesc Xavier con la sua chiesa-fortezza, ci si ferma a Es Caló de Sant Agustí e a Sant Ferran de ses Roques. Poi c’è il Parco Naturale di Ses Salines, l’isolotto di Espalmador, il terzetto dei fari e il sestetto dei mulini a vento, la movida tranquilla di Es Pujols e la porta d’ingresso di La Savina. Chiudono il giro le torri di difesa, il sepolcro megalitico di Ca na Costa, il Castellum romano di Can Blai, i mercatini hippie, l’antico Camí de sa Pujada e le vie verdi dell’isola. Te le ordino dalla migliore alla meno interessante, e ti avverto: anche le minori meritano la deviazione.


Approfondimento: Come arrivare a Formentera


Cap de Barbaria

cap de barbaria formentera

Se devi vedere una sola cosa a Formentera che non sia una spiaggia, vieni quaggiù. Cap de Barbaria è l’estremità più meridionale dell’isola, e raggiungerla è un’esperienza a sé: man mano che avanzi la vegetazione si dirada, gli alberi spariscono, la terra si fa brulla e sassosa fino a diventare quasi lunare. Alla fine della strada solitaria ti aspetta il faro, isolato in mezzo al nulla e affacciato su un mare immenso, un luogo che molti riconoscono per averlo visto al cinema e che al tramonto si riempie di gente arrivata apposta. Ma il capo non è solo il faro: poco prima cerca la Torre des Garroveret, antica torre di avvistamento, e soprattutto la Cova Foradada, una grotta spettacolare che si apre nella scogliera con un’imboccatura che incornicia il mare e il cielo come una finestra scavata nella roccia. Ci si arriva a piedi, con un minimo di attenzione e il vuoto sotto, e si capisce in fretta perché valga ogni passo.


Approfondimento: Come muoversi a Formentera


El Pilar de la Mola

El Pilar de la Mola Formentera

Per arrivare a El Pilar de la Mola devi salire, perché qui l’isola piatta si solleva di colpo in un altopiano che domina tutta la parte orientale di Formentera. La strada è di quelle che valgono il viaggio, tra curve e scorci sul mare, e ti porta in un mondo più verde, più alto, più appartato, fatto di campi coltivati, fichi e muretti a secco. Il paese è raccolto attorno alla chiesa settecentesca di Nostra Signora del Pilar, ma il vero richiamo è il celebre mercatino artigianale, che si tiene quassù da decenni ed è l’eredità più autentica del movimento hippie. All’estremità dell’altopiano c’è il Faro de la Mola, dove la roccia precipita nel vuoto, e quassù trovi anche il Molí Vell, l’unico mulino dell’isola che puoi visitare dentro. La Mola è la Formentera che il turismo di massa raggiunge col contagocce, ed è esattamente per questo che ci si sta così bene.

Formentera Highlights 4X4 Tour con Land Rover Defender

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Sant Francesc Xavier

Sant Francesc Xavier Formentera

Sant Francesc Xavier è il capoluogo, anche se la parola rischia di ingannarti: parliamo di un paese raccolto attorno a una piazza, dove la vita amministrativa dell’isola convive con un’atmosfera ancora profondamente locale. È qui che i formenteresi vengono a sbrigare le loro faccende, ed è qui che capisci come funziona davvero l’isola quando i turisti tornano in spiaggia. Attorno alla piazza trovi i negozi, qualche caffè per la colazione e una manciata di vie che esplori in pochi minuti, oltre alla piccola cappella di Sa Tanca Vella, una delle costruzioni più antiche di Formentera. Non è una tappa da una giornata intera, ma è il posto giusto per respirare l’isola che esiste anche d’inverno, quando le spiagge si svuotano e Formentera torna a parlare la sua lingua.

L’edificio che monopolizza la piazza del capoluogo è la chiesa di Sant Francesc Xavier, costruita nella seconda metà del Settecento, e a guardarla più che una chiesa sembra una fortezza: mura spesse, aspetto massiccio, pochissime concessioni alla grazia. Dietro a tutto questo c’è un motivo molto pratico. In un’epoca in cui le incursioni dei pirati erano una minaccia concreta, l’edificio religioso doveva servire anche da rifugio per la popolazione, e così la fede e la difesa finirono sulla stessa pietra. È uno di quei monumenti che raccontano un’isola intera: esposta, poco popolata, costretta a fortificarsi per sopravvivere. Vale qualche minuto di sosta proprio per questo doppio volto.

Es Caló de Sant Agustí

Es Calo de Sant Agusti Formentera

Es Caló è uno di quei posti che ti fanno innamorare proprio perché non cercano di piacerti. È un minuscolo borgo di pescatori incastonato in un’insenatura ai piedi dell’altopiano della Mola, e ha conservato un’autenticità che altrove sull’isola si fatica a trovare. Il dettaglio che lo rende unico sono gli escar, i tradizionali ricoveri in legno costruiti sull’acqua dove i pescatori riparavano le barche, una piccola architettura popolare che racconta secoli di vita marinara meglio di qualsiasi museo. Qui ti fermi per mangiare del pesce affacciato sul porticciolo, per un bagno nelle acque trasparenti e protette della caletta, o semplicemente per guardare le barche dondolare. Da Es Caló parte anche l’antico Camí de sa Pujada, il sentiero che un tempo era l’unica via per salire alla Mola.

Formentera Crociera sulle acque cristalline con snorkeling e pranzo

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Sant Ferran de ses Roques

Sant Ferran de Ses Roques Formentera

Sant Ferran de ses Roques è il secondo paese dell’isola per dimensioni, ma soprattutto è il custode dell’anima più bohémien di Formentera: se vuoi capire da dove arriva la sua fama hippie, è qui che è cominciato tutto negli anni Sessanta e Settanta. Il luogo simbolo è la Fonda Pepe, una locanda diventata leggenda, punto di ritrovo di artisti, musicisti e viaggiatori arrivati in cerca di libertà, e la patina di quegli anni si sente ancora. Oggi il paese conserva un carattere artistico e rilassato, con piccole botteghe, bar dove il tempo sembra essersi fermato e una chiesa ottocentesca dedicata a San Ferdinando. È un posto da vivere senza fretta, magari la sera, quando l’aria si fa fresca e i tavolini all’aperto si riempiono di gente che non ha alcuna intenzione di andarsene presto.

Parco Naturale di Ses Salines

Parco naturale di Ses Salines formentera

Il Parco Naturale di Ses Salines d’Eivissa i Formentera abbraccia il nord dell’isola, parte del sud di Ibiza e il tratto di mare che le separa, un riconoscimento così importante da essere entrato nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il nome viene dalle saline, le vasche dove per secoli si è estratto il sale, e ancora oggi quegli specchi d’acqua, che virano dal rosa al violetto a seconda della luce, meritano una sosta. Il vero tesoro, però, è la fauna, e a custodirla sono soprattutto i due stagni del parco sul versante di Formentera: l’Estany Pudent, il più ampio, il cui nome poco lusinghiero — “stagno puzzolente” — tradisce gli odori che un tempo emanava ed è oggi un punto privilegiato per il birdwatching, e l’Estany des Peix, una laguna quasi chiusa collegata al mare da uno stretto canale presso La Savina. Sono un habitat fondamentale per gli uccelli migratori, e con un po’ di pazienza puoi avvistare i fenicotteri rosa che qui fanno tappa. Tra le praterie di posidonia sott’acqua, decisive per la limpidezza di questo mare, Ses Salines è la prova che la bellezza di Formentera non è solo questione di spiagge ma di un ecosistema delicato che va rispettato.

Espalmador

isola di espalmador Formentera

Espalmador è un isolotto disabitato appena a nord di Formentera, separato dalla terraferma da uno stretto braccio di mare. Nei giorni di bassa marea e mare calmo c’è chi lo raggiunge addirittura a piedi attraversando il passaggio sabbioso, anche se le correnti rendono l’impresa rischiosa e la barca resta il modo più sicuro per arrivarci. È un piccolo paradiso di acque trasparenti e spiagge incontaminate, dominato dalla vecchia Torre de sa Guardiola: la più celebre è Platja de s’Alga, una baia riparata dai fondali bassissimi e dal colore caraibico dove ancorano le barche in arrivo dal nord di Formentera, affiancata da calette altrettanto limpide affacciate sul canale e sul versante di levante. Ma la fama dell’isolotto è legata soprattutto allo stagno di fango, dove per anni i visitatori si sono cosparsi della melma scura attratti dalle sue presunte proprietà benefiche. Trattandosi di un’area protetta e delicata, nel tempo l’accesso e certe pratiche sono stati regolamentati. Resta comunque una gita memorabile: poche ore su un’isola deserta, con la sensazione di esserti spinto un po’ oltre il confine del mondo conosciuto.

Formentera tour di Espalmador grotte e calette nascoste con snorkeling

tour di Espalmador, grotte e calette nascoste con snorkeling

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I fari di Formentera

fari di formentera

I fari sono le sentinelle di Formentera, piantati sulle sue estremità a vegliare sul mare, e insieme disegnano i punti cardinali dell’isola. Il più celebre è il Faro de la Mola, all’estremità orientale dell’omonimo altopiano, là dove la terra finisce di colpo e precipita sul mare da una scogliera alta decine di metri: entrato in funzione nella seconda metà dell’Ottocento, è legato all’immaginario letterario per il riferimento che Jules Verne gli dedicò in Hector Servadac, ricordato da una stele lì vicino. Il Faro di Cap de Barbaria, all’estremità meridionale, è forse il più fotografato e cinematografico dei tre, e al tramonto diventa un luogo di pellegrinaggio silenzioso. Il Faro di La Savina, infine, è il meno spettacolare e il meno visitato, ma ha la sua dignità: sorge presso il porto e segnala la via a chi arriva dal mare, il faro pratico del lavoro quotidiano.

I mulini a vento di Formentera

mulini di formentera

I mulini sono il volto della Formentera rurale, quella che esisteva molto prima degli ombrelloni. Su un’isola piatta e battuta dal vento, macinare il grano sfruttando la sola forza dell’aria era la soluzione più ovvia, e Formentera arrivò col tempo a contarne sette: oggi ne sopravvivono sei, cinque ancora in piedi, costruiti tra il 1751 e il 1893, torri cilindriche imbiancate a calce diventate un’icona dell’isola. Quasi tutti sono in mano privata e si ammirano solo dall’esterno, ma uno fa eccezione ed è da quello che conviene partire: il Molí Vell de La Mola, costruito nel 1778 e in funzione fino agli anni Sessanta, oggi Bene di Interesse Culturale, è l’unico che ti lascia varcare la soglia e conserva intatti macine, ingranaggi di legno e macchinari d’epoca. Gli altri li incontri lungo la strada: il Molí d’en Jeroni e il Molí d’en Mateu, gemelli sulla collina di sa Miranda con una vista che spazia fino a Ibiza; il Molí d’en Teuet a Sant Ferran, tra i più antichi e oggi in restauro; il Molí d’en Botigues, l’ultimo entrato in funzione, vicino al Molí Vell; e il Molí de Ses Roques, un tempo centro nevralgico dell’isola e oggi trasformato in abitazione.

Es Pujols

Es Pujols Formentera

Se Formentera ha qualcosa che assomiglia a un centro turistico, quel qualcosa è Es Pujols. Si trova sulla costa nord-orientale ed è l’unica località che concede un po’ di vivacità serale senza trasformarsi in una succursale di Ibiza: il compromesso perfetto tra chi vuole il silenzio assoluto e chi, dopo il tramonto, ha ancora voglia di un cocktail e due chiacchiere. Il cuore del paese è il lungomare, dove la fila di bar, ristoranti di pesce e terrazze si anima al calar del sole, mentre il mercatino serale illumina le passeggiate dopo cena. Non aspettarti niente di sfrenato: è la movida di chi il giorno dopo vuole comunque svegliarsi presto per la spiaggia. E le spiagge qui le hai sotto casa, perché da questa base raggiungi in pochi minuti Ses Illetes e Llevant. Non è la più caratteristica delle località, ma è la più pratica, ed è per questo la più gettonata da chi cerca dove alloggiare.

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La Savina

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La Savina è la porta d’ingresso di Formentera, l’unico porto dell’isola e quindi il punto da cui inizia inevitabilmente ogni viaggio: qui attracca il traghetto da Ibiza, qui noleggi la bici o lo scooter con cui girerai nei giorni successivi, e qui si forma quella prima impressione che ti porti dietro per tutta la vacanza. Per molto tempo è stata vissuta come un semplice luogo di passaggio, ma sarebbe un peccato liquidarla così. Il porto turistico ha il suo fascino all’ora dell’aperitivo, e poco lontano vale la pena cercare la Punta de Sa Pedrera, il vecchio scalo di pietra ormai diroccato che al tramonto diventa uno degli angoli più suggestivi e fotografati dell’isola. Intorno si aprono già i primi scenari naturali: lo stagno di Estany des Peix, una laguna quasi chiusa collegata al mare da uno stretto canale, e lo stagno Pudent, entrambi parte del sistema protetto di Ses Salines. Inoltre, il mercatino di La Savina è molto curato. Consideralo il primo respiro di Formentera, quello in cui senti il caldo e il sale e capisci che la vacanza è cominciata.

Le torri di difesa di Formentera

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Le torri di difesa sono la risposta che Formentera diede, secoli fa, a una minaccia costante: i pirati. Tra il Seicento e il Settecento l’isola, esposta e poco popolata, era un bersaglio facile per le incursioni dal mare, e così vennero erette lungo le coste alcune torri di avvistamento da cui sorvegliare l’orizzonte e dare l’allarme. Oggi sorgono quasi sempre in punti panoramici e sono diventate mete di belle passeggiate. La Torre des Pi des Català, tozza e massiccia, domina il tratto di costa presso Migjorn ed è una delle meglio conservate; la Torre des Garroveret presidia il paesaggio brullo di Cap de Barbaria, lungo la strada per il faro; la Torre de sa Punta Prima, vicino a Es Pujols, è la più accessibile e si affaccia sulla costa nord-orientale; la Torre de sa Gavina, infine, guarda a ovest verso La Savina e Ibiza, ideale per chi vuole unire un po’ di storia a una vista sul tramonto.

Sepolcro megalitico di Ca na Costa

07871, Balearic Islands, Spagna

Sepolcro Megalitico Ca Na Costa Formentera

Il Sepolcro megalitico di Ca na Costa è il monumento più antico e prezioso di Formentera, e una delle ragioni per cui l’isola ha una storia ben più lunga di quanto il suo aspetto vacanziero lasci immaginare. Si tratta di una struttura funeraria dell’età del bronzo, datata intorno al 2000-1600 a.C., scoperta solo negli anni Settanta e oggi visitabile non lontano dallo stagno Pudent. La sua importanza è enorme: è la prova archeologica che Formentera era abitata già quattromila anni fa, e ha contribuito a riscrivere la cronologia del popolamento delle isole Pitiuse. La struttura è composta da grandi lastre di pietra disposte in cerchio attorno alla camera sepolcrale, un colpo d’occhio che ricorda in piccolo certi monumenti preistorici ben più celebri. Non aspettarti qualcosa di monumentale nelle dimensioni: il fascino di Ca na Costa è tutto nella sua antichità e nel silenzio che lo circonda.

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Castellum Romano de Can Blai

Carretera la Savina, 1096, 07872, Illes Balears, Spagna

Il Castellum Romano de Can Blai, conosciuto anche come Es Castellum, è ciò che resta di un fortino di epoca tardo-romana, nella parte centrale dell’isola non lontano da Es Caló. Quello che vedi sono le fondamenta affioranti di una struttura militare a pianta quadrangolare, con le tracce di quattro torri agli angoli e di una quinta sul lato. La datazione lo colloca intorno al IV secolo d.C., quando l’Impero romano cercava di presidiare anche questi avamposti mediterranei, e curiosamente gli studiosi ritengono che il fortino non sia mai stato completato o utilizzato a lungo, il che lo rende ancora più enigmatico. È una tappa per appassionati di archeologia, di quelle che richiedono un po’ di immaginazione per ricostruire ciò che fu, ma che aggiungono profondità a un’isola troppo spesso ridotta alle sue sole spiagge.

I mercatini hippie di Formentera

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I mercatini hippie sono un pezzo dell’identità di Formentera, l’eredità diretta di quel movimento hippie che negli anni Sessanta e Settanta scelse quest’isola come rifugio. Il più famoso e autentico è il mercatino de la Mola, che si tiene sull’altopiano da decenni durante la stagione estiva ed è il regno dell’artigianato vero, fatto da artisti che spesso vivono qui tutto l’anno: se di mercatini ne devi vedere uno solo, è questo. Il mercatino di Es Pujols è invece quello serale, più turistico e commerciale, ma con il fascino delle sere d’estate e la comodità di trovarsi proprio dove già ti trovi. Nel capoluogo, Sant Francesc Xavier ospita un mercatino artigianale più raccolto e quotidiano, a misura di chi visita il centro dell’isola. E poi c’è il mercato d’arte di Sant Ferran, nel paese che più di ogni altro custodisce l’anima bohémien: qui la vocazione è più orientata all’arte e all’oggetto creativo che al souvenir di massa, e passeggiare tra le opere scambiando due parole con chi le ha realizzate è il modo giusto per chiudere il giro.

Camí de sa Pujada

Il Camí de sa Pujada, conosciuto anche come Camí Romà, è il sentiero che da Es Caló sale all’altopiano della Mola, e per secoli è stato l’unica via per collegare la parte alta dell’isola al mare. È un percorso lastricato che si inerpica lungo il fianco della Mola tra muretti a secco, fichi e tratti di roccia, regalando mentre sali alcuni degli scorci più ampi sulla costa nord di Formentera. Non è lungo, ma chiede gambe e fiato, e ti ripaga con la sensazione di camminare dentro la storia rurale dell’isola, lontano dalle strade asfaltate e dal traffico estivo. È la tappa giusta per chi vuole vedere Formentera al ritmo che merita, cioè a piedi.

Le vie verdi di Formentera

Chiudo con quello che, più di ogni singola attrazione, racconta come va vissuta quest’isola: le sue vie verdi. Formentera ha messo a sistema una rete di sentieri segnalati, le Rutes Verdes, pensati per essere percorsi a piedi o in bicicletta lontano dalle strade trafficate, e attraversano campi coltivati, pinete, tratti di costa e l’entroterra che il turismo distratto si perde. È qui che il consiglio che ti do dall’inizio prende forma concreta: noleggia una bici o uno scooter e dimentica l’auto. Formentera è fatta per essere attraversata lentamente, con il sale sulla pelle e nessun posto preciso dove andare di fretta, ed è esattamente questo il punto.

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Le migliori spiagge di Formentera

Qui arriviamo al motivo per cui le spiagge di Formentera finiscono ogni anno nelle classifiche delle spiagge più belle d’Europa, e per una volta il clamore è giustificato. Il litorale è un alternarsi di sabbia bianca finissima, acque che attraversano tutte le sfumature del turchese e calette selvagge dove il vento decide se sarà giornata di mare o no. La regola d’oro è una sola: il vento. Quando soffia da una parte, basta spostarsi sull’altro versante dell’isola per ritrovare il mare calmo, ed è un trucco che ti salva più di una giornata. Te le ordino dalla migliore alla meno interessante, ma sappi che anche l’ultima della lista, su molte altre coste, sarebbe la prima.

Spiaggia di Ses Illetes

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Eccola, la cartolina di Formentera, la spiaggia che ogni anno entra nelle classifiche delle più belle del mondo. Ses Illetes si trova all’interno del Parco Naturale di Ses Salines, sulla penisola di Es Trucadors, e basta vederla una volta per capire perché tutto questo clamore sia pienamente giustificato: la sabbia è di un bianco abbagliante, l’acqua passa attraverso tutte le sfumature possibili del turchese con una trasparenza che ti fa vedere il fondale come attraverso un vetro, e davanti a te piccoli isolotti, gli “illetes” che danno il nome alla spiaggia, completano un quadro che ha pochi rivali nel Mediterraneo. Non è un caso se molti la paragonano ai Caraibi. Tutta questa bellezza ha un prezzo, letterale e figurato: l’accesso in auto è a pagamento trattandosi di zona protetta, e in alta stagione è affollatissima, quindi arrivare presto al mattino è quasi un obbligo. Lungo la spiaggia trovi alcuni ristoranti rinomati dove si mangia ottimo pesce con i piedi quasi nella sabbia, a prezzi all’altezza della fama del luogo.

Cala Saona

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Se Ses Illetes è la regina del nord, Cala Saona è il gioiello della costa ovest. È una baia raccolta, incorniciata da basse falesie di roccia rossastra e da qualche pino che arriva quasi fino alla sabbia, con un’acqua trasparente che passa dal verde smeraldo al blu profondo a pochi metri dalla riva. La sua posizione la rende uno dei punti migliori dell’isola per il tramonto: il sole cala dritto sull’orizzonte, verso Ibiza e l’isolotto di Es Vedrà che si intravede in lontananza, e lo spettacolo riempie la spiaggia di gente arrivata apposta. È abbastanza attrezzata da essere comoda e abbastanza appartata da non somigliare al caos del nord, il che ne fa una delle scelte più equilibrate per una giornata di mare senza compromessi.

Formentera tour con SUP e snorkeling

Formentera: tour con SUP e snorkeling

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Spiaggia di Llevant

Playa de Llevant Formentera

La Platja de Llevant si trova sulla stessa penisola di Es Trucadors che ospita Ses Illetes, ed è la sua gemella meno celebre ma altrettanto bella. Le due spiagge condividono la stessa lingua di terra: Ses Illetes guarda a ovest, verso i tramonti, mentre Llevant guarda a est, verso il sole che sorge, e dal catalano “levante” prende il nome. La differenza pratica la fa il vento: quando soffia da ovest e Ses Illetes diventa impraticabile, basta attraversare la penisola, poche centinaia di metri, per ritrovare il mare calmo a Llevant. È più selvaggia e meno frequentata della vicina, con un’ampia distesa di sabbia chiara, un’atmosfera più libera e tratti dove il naturismo è di casa. Per chi cerca la bellezza di Ses Illetes senza la sua folla, è spesso la risposta giusta.

Spiaggia di Migjorn

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La Platja de Migjorn è la grande spiaggia della costa sud, e “grande” non è un aggettivo casuale: parliamo di una distesa che corre per circa cinque chilometri, la più lunga dell’isola, fatta di un alternarsi di tratti sabbiosi e zone rocciose che le danno un carattere mutevole e mai monotono. Proprio per la sua estensione, Migjorn non è una spiaggia sola ma tante spiagge in una: ci sono angoli affollati e attrezzati con i loro chiringuitos diventati istituzioni, come il celebre Blue Bar dall’atmosfera anni Settanta, e ci sono tratti appartati dove stendi l’asciugamano e non senti nessuno. Basta camminare un po’ per cambiare completamente scenario. È la spiaggia ideale per chi cerca spazio e libertà, lontano dalla concentrazione del nord: se Ses Illetes è la cartolina, Migjorn è la spiaggia in cui vivere davvero le tue giornate.

Caló des Mort

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In fondo alla parte orientale di Migjorn si nasconde una delle calette più fotografate di tutta Formentera: il Caló des Mort. È una piccola insenatura di sabbia chiara protetta dalla roccia, dove i vecchi escar di legno dei pescatori scendono fin quasi all’acqua e danno alla scena quel tocco autentico che la rende così riconoscibile. Ci si arriva scendendo un breve sentiero, e proprio perché non è comodissima da raggiungere conserva un’atmosfera più intima e raccolta rispetto alle grandi spiagge. L’acqua è trasparente, il contesto è scenografico, e basta poco per capire perché finisca sistematicamente negli scatti dei visitatori. È la dimostrazione che a Formentera le cose più belle spesso chiedono giusto quei due passi in più.

Formentera tour di Espalmador grotte e calette nascoste con snorkeling

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Spiaggia di Es Pujols

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La spiaggia di Es Pujols è quella del paese omonimo, e questo la rende la più comoda e accessibile dell’isola. Si trova proprio davanti alla località turistica, il che significa che la raggiungi a piedi dall’hotel, ci passi la giornata e la sera sei già nel cuore della vita serale senza doverti spostare: per le famiglie e per chi non vuole complicarsi la vacanza è una manna. È una spiaggia di sabbia chiara, attrezzata con lettini e ombrelloni, con il mare poco profondo e tranquillo che la rende adatta anche ai bambini, e con bar, ristoranti, noleggi e negozi a pochi passi. Non ha la bellezza selvaggia delle spiagge del nord né l’estensione di Migjorn, ma è la spiaggia della praticità, quella dove vai quando non hai voglia di prendere lo scooter. Non tutto, in vacanza, deve essere un’impresa.

Cala en Baster

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Per chiudere con qualcosa di diverso, Cala en Baster è la spiaggia per chi cerca la Formentera più selvaggia e meno addomesticata. Si trova sulla costa nord, lungo una delle strade più belle rivolte a settentrione, ed è un’insenatura rocciosa più che una distesa di sabbia, incassata tra scogliere dove si aprono piccole grotte un tempo usate dai pescatori come riparo per le barche. Non aspettarti servizi né comodità: qui si viene per il fascino aspro del luogo, per fare il bagno in acque cristalline lontano dalla folla e per il senso di scoperta che regala una caletta che pochi si prendono la briga di raggiungere. È la spiaggia che ti ricorda che Formentera, sotto la patina della cartolina, resta un’isola ruvida e bellissima.


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