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Ci sono isole che si visitano e isole che ci si toglie di dosso, come un vestito di troppo a fine giornata. Formentera appartiene senza dubbio alla seconda categoria, ed è il motivo per cui ho deciso di raccontarti le migliori spiagge nudiste di Formentera invece di rifilarti l’ennesima lista di calette fotogeniche buone per qualsiasi destinazione.
La più piccola delle Pitiuse non ha grattacieli, non ha lungomari pettinati, non ha quel rumore di fondo che altrove chiamano “movida” e qui sarebbe semplicemente fuori luogo. Ha invece chilometri di costa lasciata alla macchia mediterranea, un parco naturale — quello di Ses Salines — che protegge buona parte del litorale, e un rapporto con il corpo e con il sole così rilassato che spogliarsi, qui, è meno una trasgressione che una conseguenza logica del paesaggio.
Il bello è che non esiste una sola Formentera dei naturisti, ma molte. C’è la grande scuola classica, quella delle distese caraibiche dove la sabbia sembra non finire mai: Ses Illetes, la lingua selvaggia di Es Trucadors e l’ampia Llevant, tutte raccolte nella penisola di Ponente. Ci sono le calette tascabili per chi cerca riparo e un po’ di mistero, come Calò des Mort, Cala en Baster e l’insenatura di pescatori di Es Calò de Sant Agustí. C’è il sud lunghissimo e poco servito, dove Migjorn — con il suo tratto di Mal Pas — e la vicina Ca Marí si srotolano per chilometri. C’è la quieta Sa Roqueta a due passi da Es Pujols, e c’è perfino un’isola nell’isola, Espalmador, con la sua Playa de s’Alga, per chi al nudismo vuole aggiungere il gusto di una piccola spedizione via mare.
Le ho percorse, confrontate e messe in fila per te, dalla più iconica alla più defilata. Mettiti comodo — e, se te la senti, alleggerito: si parte.
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Nudismo e naturismo: due modi di stare nudi
Prima di scendere in spiaggia conviene chiarire un equivoco che a Formentera fa sorridere i locali. Nudista e naturista non sono sinonimi, anche se finiscono sullo stesso telo. Il nudista è chi si libera dei vestiti per il piacere di farlo — niente segno del costume, abbronzatura piena, e via — mentre il naturista intende qualcosa di più ampio: un modo di stare al mondo senza filtri, in cui il corpo nudo non è una concessione estiva ma una piccola filosofia. Sull’isola convivono entrambi, e nessuno dei due dà nell’occhio.
La verità è che, ufficialmente, non esistono arenili riservati. Non troverai cartelli, recinti o aree delimitate: semplicemente, su quasi tutte le spiagge di Formentera potrai imbatterti in bagnanti senza nulla addosso, spesso accanto a famiglie in costume che non battono ciglio. È questa naturalezza, più che una regola scritta, a rendere l’isola un riferimento per chi pratica nudismo e naturismo nel Mediterraneo.
Se è la tua prima volta, un consiglio: comincia per gradi. La quasi totalità di questi lidi è clothing-optional, il che significa che puoi tenere il ritmo che preferisci. Molti partono dal topless a Formentera, un classico ormai talmente diffuso da non fare più notizia, e solo dopo, quando l’atmosfera ha fatto il suo lavoro, lasciano cadere anche il resto. Nessuno ti guarda, nessuno giudica: qui il pudore, semplicemente, passa di moda dopo il primo bagno.
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Ses Illetes, la cartolina che tutti rubano

Se Formentera avesse un manifesto, sarebbe questo. Ses Illetes è la lingua di sabbia che vedi su ogni copertina dell’isola, dentro il Parco Naturale di Ses Salines, all’estremità della penisola di Es Trucadors, là dove il Mediterraneo si fa di un azzurro che sembra ritoccato e invece è solo molto trasparente. Per i nudisti è un piccolo paradiso pratico: la spiaggia è così lunga e larga che un angolo riparato lo trovi sempre, anche nelle giornate piene. È anche, paradossalmente, una delle più facili da raggiungere — basta percorrere la strada omonima — ma proprio per tutelare il parco l’accesso in auto si paga, una cifra modesta che cambia con la stagione. Vacci presto, sistemati dove l’acqua ti arriva alle caviglie senza che tu debba muoverti, e capirai perché qui togliersi il costume sembra la cosa più ovvia del mondo.
Es Trucadors, la fine della terra (in senso buono)

Es Trucadors è la punta settentrionale dell’isola, una striscia di sabbia che si assottiglia fino a farsi inghiottire dal mare, di fronte all’isolotto di Espalmador. La chiamano anche Es Pas de n’Adolf, e camminarci sopra è un’esperienza quasi comica: a un certo punto hai il mare a destra e il mare a sinistra, e tu nel mezzo come un naufrago volontario. Non c’è nulla di costruito, nemmeno un chiosco: solo dune, macchia bassa e il vento del parco di Ses Salines. È forse il posto più selvaggio e scenografico dove spogliarsi a Formentera, e non a caso è un classico per chi cerca il nudismo nella sua versione più essenziale. Come per Ses Illetes e Llevant, l’accesso in auto richiede un piccolo pedaggio stagionale; il mio consiglio è arrivarci a piedi, lentamente, lasciando che il paesaggio si stringa intorno a te.
Llevant, la gemella selvaggia di Ponente

Sull’altro versante della stessa penisola, affacciata a nord-est, la spiaggia di Llevant è la sorella ampia e ariosa di Ses Illetes: stesso parco, stessa sabbia chiarissima, ma molta più aria intorno. Proprio per la sua larghezza è perfetta per chi vuole fare il bagno senza costume con un po’ di riservatezza, perché lo spazio non manca mai e i vicini restano comodamente lontani. Alle spalle ci sono le saline e gli stagni che fanno di questo angolo una casa per gli uccelli — capita di vederli pescare mentre tu galleggi. Per arrivarci puoi pagare il pedaggio del parco, ma se preferisci risparmiare ti basta una passeggiata dalla vicina Sa Roqueta, oppure l’autobus che porta fin dentro Ses Salines. È la spiaggia che sceglierei per una giornata lunga, di quelle in cui non hai nessuna intenzione di rimetterti niente fino al tramonto.
Calò des Mort, la caletta da cartolina rubata

Incastonata nel grande arco di Migjorn, Calò des Mort è una di quelle calette che fanno venire voglia di non dire a nessuno dove si trovano. È piccola — la marea se la mangia e la restituisce a seconda dell’umore — ma proprio per questo intima e riparata, con un fascino che le foto rendono solo in parte. Intorno restano gli escars, i vecchi rimessaggi artigianali dei pescatori scavati nella roccia, che le danno un’aria fuori dal tempo. Non aspettarti servizi: qui non c’è nulla, e se hai fame o sete devi spostarti altrove. Ma è proprio questa scomodità a tenerla autentica. Per i nudisti è un piccolo gioiello, a patto di arrivare presto: lo spazio è poco e, quando si riempie, si riempie davvero. Trova il tuo scoglio, stenditi, e lascia che il rumore del mondo si riduca al rumore dell’acqua.
Playa de s’Alga, l’isola nell’isola

A poche centinaia di metri da Ses Illetes c’è Espalmador, un isolotto quasi disabitato che sembra esistere apposta per chi vuole sparire per un giorno. La sua spiaggia migliore è Playa de s’Alga, una distesa di sabbia bianca bagnata da acqua bassissima e trasparente, dove il nudismo si pratica con la naturalezza di chi sa di essere lontano da tutto. C’è anche la celebre pozza di fango, un tempo presa d’assalto per i suoi presunti poteri curativi e oggi giustamente off-limits, perché l’area rientra nel Parco di Ses Salines e ospita uccelli che meritano un po’ di pace. Per arrivarci serve una barca: i traghetti partono da La Savina in mattinata e rientrano nel pomeriggio, quindi organizzati con calma e non perdere l’ultima corsa, a meno che tu non voglia trasformare la giornata di nudismo in un involontario campeggio. È la gita che consiglio a chi vuole aggiungere un pizzico di avventura.
Migjorn e il suo Mal Pas, il sud che non finisce

Platja de Migjorn è la spiaggia più lunga di Formentera, oltre cinque chilometri di costa meridionale divisi in tanti tratti diversi, alcuni dei quali dedicati di fatto al nudismo. Il più amato si chiama Es Mal Pas: poche strutture, acqua di un azzurro intenso e quella sensazione di vuoto rilassante che le spiagge troppo organizzate ti tolgono. È il posto giusto se cerchi spazio e silenzio più che servizi, anche se qualche chiosco dove noleggiare lettini e ombrelloni lo trovi comunque. Ci si arriva percorrendo la PM 820, la strada che dal porto di La Savina sale fino a El Pilar de la Mola, con il suo faro all’estremità dell’isola. Il mio consiglio è di non fermarti al primo accesso: cammina un po’ lungo la battigia finché le voci si diradano, scegli il tuo tratto e piantati lì. Mal Pas premia chi ha la pazienza di cercarlo.
Cala en Baster, il segreto turchese vicino a Es Pujols

A un passo dalla vivace Es Pujols, eppure in un altro mondo, Cala en Baster è una piccola insenatura rocciosa disposta a ferro di cavallo, con un’acqua turchese che sembra messa lì apposta per smentire chi dice che le calette belle sono sempre lontane. Dall’alto della formazione rocciosa il panorama sul Mediterraneo è di quelli che ti fanno restare in piedi più del previsto. Non c’è nessun servizio, nessun chiosco, nessun ombrellone in fila: per questo è quasi sempre tranquilla, e per questo i nudisti la adorano. Spesso la scelgono anche le barche per gettare l’ancora a poca distanza dalla riva. È la caletta che consiglio a chi alloggia a Es Pujols e vuole svignarsela dalla folla in dieci minuti, ritrovandosi all’improvviso in un angolo selvaggio dove l’unica cosa in programma è l’orario del tramonto.
Es Calò de Sant Agustí, l’insenatura dei pescatori

Nella zona centro-settentrionale, dove l’isola si fa più ruvida e meno balneare, Es Calò de Sant Agustí è la sorpresa per chi non si accontenta delle spiagge ovvie. È una piccola insenatura accanto all’omonimo villaggio di pescatori, ancora segnata dai vecchi scivoli in pietra dove un tempo si tiravano in secca le barche, e protetta da una scogliera che regala una vista privilegiata sull’acqua. Proprio la trasparenza del mare la rende perfetta per lo snorkeling: il fondale alterna sabbia e roccia ed è un piccolo spettacolo. Una raccomandazione, però: quando il vento monta da sud, qui le onde non scherzano e fare il bagno può diventare un’impresa più seria del previsto. Per i nudisti è un rifugio amato, raggiungibile anche dai sentieri che scendono dal faro de La Mola o dal vicino Castellum romano di Can Blai. Vacci per la pace, resta per i colori.
Sa Roqueta, la quieta dietro l’angolo

A meno di un paio di chilometri da Es Pujols, Sa Roqueta è la spiaggia per chi vuole il nudismo senza dover affrontare spedizioni. Sabbia dorata, una scogliera che la abbraccia e, alle spalle, le dune e le antiche saline di Marroig, parte dell’area protetta di Ses Salines: il contesto è di quelli che ti fanno dimenticare quanto sia vicina la vita mondana di Es Pujols. Da qui sei a due passi anche dal sito archeologico di Ca na Costa e dallo stagno Estany Pudent, regno dei fenicotteri rosa ormai simbolo dell’isola. L’acqua è limpida e lascia intravedere il fondale e la Posidonia, ottima per chi ama nuotare — con un’avvertenza: quando il vento soffia forte, il mare qui si agita e conviene aspettare. È la scelta giusta per una giornata tranquilla, comoda, senza rinunce e senza fatica.
Ca Marí, la sabbia fine per tutti
Chiudo con Ca Marí, ancora dentro il grande arco di Migjorn, una spiaggia che ha il pregio raro di essere insieme appartata e facile. Ci arrivi comodamente in auto o con i mezzi pubblici, eppure non è mai troppo affollata, il che la rende perfetta per chi vuole spogliarsi senza troppi preamboli. La sabbia è finissima e al largo crescono alcuni tra gli esemplari più antichi di Posidonia oceanica del Mediterraneo, quella pianta che tiene in vita la trasparenza di queste acque. Un dettaglio che apprezzo: Ca Marí è dotata di passerelle che non solo rendono la passeggiata più agevole, ma la aprono anche a chi ha difficoltà motorie — il nudismo, qui, è davvero per tutti. È la spiaggia che consiglio per l’ultimo giorno, quando vuoi il mare bello senza l’avventura e magari un saluto morbido all’isola prima di rimettere, controvoglia, i vestiti.
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