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Te lo dico subito, così ci togliamo il pensiero: un giorno a Formentera non basta. Non basterebbe nemmeno una settimana, se è per questo. Ma se un giorno è tutto quello che hai — magari perché stai a Ibiza e vuoi capire cos’è questa isola di cui tutti parlano con gli occhi lucidi — allora un giorno è abbastanza per innamorartene. E per giurare a te stesso che tornerai.
Formentera è piccola: 19 chilometri da punta a punta, 83 chilometri quadrati in tutto, meno della metà dell’isola d’Elba. È l’isola più piccola e più meridionale delle Baleari abitate, e questa è la sua fortuna. Niente aeroporto, niente grattacieli, niente autostrade. Solo un porto, La Savina, dove attraccano i traghetti da Ibiza, e da lì una manciata di strade che portano a spiagge che sembrano ritoccate con Photoshop. E invece no: quell’acqua è davvero di quel colore, merito delle praterie di Posidonia oceanica dichiarate Patrimonio dell’Umanità UNESCO che tappezzano i fondali tra Ibiza e Formentera.
Ecco come organizzerei io le tue 24 ore sull’isola. Anzi, come le ho organizzate, più di una volta.
Prima di partire: le cose pratiche da sapere
Il permesso di circolazione (sì, esiste davvero)
Se hai in mente di portare la tua auto o la tua moto dalla penisola o da Ibiza, c’è una cosa che devi sapere: tra giugno e settembre Formentera limita l’ingresso dei veicoli privati per proteggere il proprio ambiente naturale. Il permesso si richiede in anticipo sul sito ufficiale formentera.eco, e ti conviene muoverti per tempo perché i posti sono contingentati.
La verità? Per un giorno solo, lascia perdere. Noleggia sul posto.
Come arrivare: il traghetto da Ibiza

Il modo più semplice per arrivare a Formentera è volare all’aeroporto di Ibiza e da lì prendere un traghetto per il porto di La Savina. La traversata dura circa 30 minuti e attraversa il canale di Es Freus, un braccio di mare punteggiato di isolotti — s’Espalmador su tutti — che già da solo vale il biglietto.
Per una gita in giornata il timing è tutto: il primo traghetto parte intorno alle 7:00 del mattino, e la sera puoi rientrare con calma con le corse delle 22:30 o delle 23:00. Significa quindici ore piene sull’isola. Fidati, le userai tutte.
Come muoversi una volta al porto

Appena sbarchi a La Savina trovi una fila ordinata di agenzie di noleggio: auto, scooter, biciclette, persino bici elettriche. Lo scooter è il mezzo perfetto per Formentera — le distanze sono ridicole, i parcheggi delle spiagge lo premiano e il vento in faccia fa parte dell’esperienza. La bicicletta è un’opzione seria solo se sei allenato o se ti accontenti della zona nord: l’itinerario che ti propongo, comunque, è pedalabile.
Un’avvertenza: questo percorso si concentra sulla parte occidentale e centrale dell’isola. L’altopiano de La Mola, con il suo faro e il suo mercato hippy, e le spiagge più remote di Migjorn le lasciamo per la prossima volta. Perché una prossima volta ci sarà, te l’ho già detto.
Mattina: Ses Illetes, la spiaggia che hai visto in tutte le foto

Prima tappa, e non si discute: la spiaggia di Ses Illetes, a soli 4 chilometri dal porto, dentro il Parco Naturale de ses Salines d’Eivissa i Formentera. È la spiaggia più famosa di Formentera e, secondo classifiche che ormai ho smesso di contare, una delle più belle del Mediterraneo. Per una volta, le classifiche hanno ragione.
Immagina una lingua di sabbia bianca e sottile che si allunga verso nord, con il mare da entrambi i lati: a est acqua turchese e piatta, a ovest sfumature che vanno dal celeste al blu cobalto, e davanti a te gli isolotti che danno il nome alla spiaggia e, più in là, la sagoma di s’Espalmador. Sembra un atollo polinesiano che ha sbagliato strada.
Due consigli da chi c’è passato. Primo: in alta stagione, luglio e agosto, arriva presto. I parcheggi si riempiono in fretta e l’accesso in auto al parco naturale può essere limitato (e a pagamento). Secondo: se c’è vento, non disperare. La conformazione di Illetes è la tua assicurazione — bastano pochi minuti a piedi per spostarti sul lato riparato della lingua di sabbia. In estate, comunque, le condizioni sono quasi sempre perfette su entrambi i versanti.
Concediti un bagno lungo, di quelli in cui perdi la cognizione del tempo. Poi si riparte.
Mezzogiorno: Sant Francesc Xavier, il cuore bianco dell’isola

Da Illetes punta verso l’interno: in 7 chilometri sei a Sant Francesc Xavier, il capoluogo di Formentera. Capoluogo è una parola grossa per un borgo di case bianche, buganvillee e stradine dove il rumore più forte è quello delle tazzine nei bar. Ed è esattamente questo il suo fascino.
La piazza principale è dominata dalla chiesa di Sant Francesc Xavier, una costruzione del XVIII secolo che assomiglia più a una fortezza che a una parrocchia — e infatti nacque anche per difendere gli abitanti dalle incursioni dei pirati barbareschi. Bianca, massiccia, quasi senza finestre: è il monumento più fotografato dell’interno dell’isola.
Ogni mattina, tra le 10:00 e le 14:00, le vie del centro ospitano un piccolo mercato artigianale dove curiosare tra gioielli, tessuti e ceramiche. E soprattutto: Sant Francesc è uno dei posti migliori dove mangiare a Formentera lontano dal mare, con ristoranti frequentati tanto dai turisti quanto dai formenterensi — che, credimi, è il vero certificato di qualità. Pranza qui, con calma. Sei a Formentera: la fretta l’hai lasciata al porto di Ibiza.
Pomeriggio: il faro di Cap de Barbaria, la fine del mondo

Nel pomeriggio prendi la strada che scende verso sud, dritta e ipnotica tra muretti a secco, campi bruciati dal sole e qualche capra dall’aria filosofica. Dopo circa 9 chilometri da Sant Francesc arrivi al punto più meridionale delle Baleari: il faro di Cap de Barbaria.
L’ultimo tratto si fa a piedi dal parcheggio, una passeggiata di una mezz’oretta in un paesaggio lunare, brullo, quasi ostile — l’esatto contrario delle spiagge caraibiche del mattino, ed è proprio questo contrasto a rendere Formentera speciale. Poi, all’improvviso, il faro: bianco, solitario, piantato sull’orlo di scogliere che precipitano nel blu. Davanti a te solo mare aperto, fino all’Algeria.
Se la scena ti sembra familiare, è perché il faro di Cap de Barbaria è diventato un’icona del cinema spagnolo grazie al film “Lucía y el sexo” di Julio Medem. A pochi passi trovi anche la Torre des Garroveret, una delle torri di avvistamento settecentesche che punteggiano la costa dell’isola. È uno dei panorami più fotografati di Formentera, e quando ci sei davanti capisci perché.
Tramonto: Cala Saona, il gran finale

Quando il sole comincia ad abbassarsi, rimettiti in marcia: 8 chilometri verso nord-ovest e sei a Cala Saona, l’unica vera cala della costa occidentale. È piccola — 140 metri scarsi di sabbia dorata incastonata tra scogliere rossastre — ed è, senza troppa concorrenza, uno dei posti più belli dove vedere il tramonto a Formentera.
Il rituale è semplice: ti siedi sulla sabbia o sulle rocce piatte ai lati della cala, e guardi il sole scendere dietro l’orizzonte mentre all’orizzonte si staglia la sagoma di Es Vedrà, l’isolotto misterioso al largo di Ibiza. L’acqua diventa oro, poi rosa, poi viola. Nessuno parla ad alta voce. È uno di quei momenti che giustificano da soli la sveglia delle 5:30 del mattino.
Sera: cena a La Savina e rientro a Ibiza

Per chiudere la giornata senza ansie, il mio consiglio è di tornare verso il porto di La Savina e cenare lì, magari con vista sulle barche ormeggiate e sullo stagno di Estany des Peix che riflette le ultime luci. Così hai il traghetto a due passi e ti eviti la corsa dell’ultimo minuto, che è il modo peggiore di salutare un’isola che ti ha regalato una giornata così.
Un giorno basta per Formentera?
Facciamo il bilancio. Con questo itinerario avrai visto Ses Illetes, Sant Francesc Xavier, il faro di Cap de Barbaria e il tramonto a Cala Saona: quattro luoghi che da soli raccontano l’essenza dell’isola. Non male, per 24 ore.
Ma la risposta onesta alla domanda è no: un giorno non basta. Ti mancheranno la spiaggia di Es Arenals e la lunga costa di Migjorn, il mercato hippy de La Mola con il suo faro affacciato sul vuoto — quello che Jules Verne citò nei suoi romanzi — le calette di Es Caló, gli stagni delle saline dove d’estate sostano i fenicotteri. Se puoi, resta 2 o 3 giorni: è la misura giusta per Formentera.
E se non puoi, tranquillo. Formentera ha questa caratteristica: chi ci passa un giorno solo, prima o poi torna. Considerala una promessa, più che un itinerario.
