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C’è un mulino, alle porte di Sant Ferran, che per un paio di secoli ha fatto più o meno quello che oggi fa un bar di paese: radunare gente. Il Molí de Ses Roques era il posto dove i contadini portavano il grano da macinare e, nell’attesa, si scambiavano notizie, pettegolezzi e racconti — la macina girava e con lei girava la cronaca dell’isola. Se ti stai chiedendo cosa vedere al Molí de Ses Roques, è bene saperlo subito: oggi non ci entri, è proprietà privata e lo guardi dalla strada, ma vale comunque la sosta per quello che è stato. Ti racconterò la sua vita di punto d’incontro sociale, la sua data antica — il 1797, che ne fa uno dei più vecchi di Formentera, testimone della grande ripopolazione di fine Settecento — le pale ferme dal 1936, da quando scoppiò la guerra civile spagnola, la sua trasformazione in casa di abitazione, la solita forma a cilindro con tetto conico e tre piani che condivide con gli altri mulini, e la sua posizione comoda a due passi dalla strada per Cala en Baster.
Il mulino come piazza del paese
La cosa che rende il Molí de Ses Roques diverso dagli altri non è la pietra, è la funzione sociale che ha avuto. In un’isola arida e sparsa, dove le case erano lontane le une dalle altre, il mulino dove si macinava il grano diventava per forza un crocevia: ci si arrivava con il raccolto e si ripartiva con la farina, ma nel mezzo c’era l’attesa, e l’attesa si riempiva di parole. Le fonti locali lo descrivono come uno dei centri nevralgici di Formentera, il punto in cui un buon numero di agricoltori convergeva con regolarità. Ti basta immaginare la scena — il vento, le pale che girano, qualche uomo appoggiato al muro che commenta l’annata — per capire che questi edifici non erano solo macchine, ma infrastrutture di comunità.
Uno dei più antichi: il 1797
Il Molí de Ses Roques compare nella prima documentazione scritta di Formentera nel 1797, pochi anni dopo il vicino Molí d’en Teuet, e questo lo colloca tra i più antichi dell’isola. È una data che dice molto, perché cade in pieno nella grande ripopolazione di Formentera, quando l’isola — dopo secoli di abbandoni intermittenti dovuti a pirateria e incursioni — tornava a riempirsi di gente, di campi coltivati e, appunto, di mulini. Costruire un mulino, allora, era un atto di fiducia nel futuro: significava scommettere che ci sarebbe stato grano da macinare per generazioni. E per un bel pezzo fu così.
Le pale ferme dal 1936
A differenza dei mulini di La Mola, che tirarono avanti fino a metà Novecento, il Molí de Ses Roques si fermò prima: smise di lavorare con lo scoppio della guerra civile spagnola, nel 1936, e da allora le sue pale non hanno più preso il vento. È un dettaglio che mi colpisce, perché esistono ancora vecchie fotografie in cui lo si vede con le antenne montate e vive, in piena attività — immagini di un mulino che lavora davvero, non di un monumento. Guardarlo oggi, immobile, e sapere che da qualche parte resta la prova fotografica di quando girava, gli aggiunge una malinconia che la pietra da sola non avrebbe.
Il mulino diventato casa
Quello che vedi oggi non è esattamente un mulino: è una casa che ha un mulino dentro. Intorno al 1960 il Molí de Ses Roques venne inglobato in un’abitazione di nuova costruzione e adattato a uso residenziale, dimenticando la sua funzione molitoria e lasciandosi assorbire dagli edifici annessi. È una sorte che è toccata a più di un mulino dell’isola, e che ha un suo lato pratico: essere diventato parte di una casa abitata è probabilmente ciò che lo ha salvato dal crollo. Resta il fatto che, trattandosi di proprietà privata, lo si osserva soltanto dall’esterno — niente interni, niente ingranaggi, solo la torre che spunta accanto alle mura domestiche.
La forma di sempre: cilindro, cono e tre piani
Sotto la veste di casa, il Molí de Ses Roques conserva la tipologia comune a tutti i mulini farinari di Formentera: torre cilindrica, tetto conico, sei pale e una struttura interna su tre livelli — in alto gli ingranaggi, al centro il piano dove si raccoglieva la farina, in basso il magazzino. Oggi della struttura resta il cilindro, ma senza le sei pale, smontate da tempo. È lo stesso schema essenziale che, se vuoi vederlo completo e funzionante, trovi nel Molí Vell de La Mola, l’unico dell’isola visitabile all’interno: tienilo a mente come complemento ideale a questa sosta.
A due passi da Cala en Baster
Il bello del Molí de Ses Roques è che non ti costringe a una deviazione apposita. Si trova a pochi metri dalla strada per Cala en Baster, una delle insenature più suggestive della costa nord di Formentera, fatta di rocce, casette di pescatori scavate nella pietra e acqua trasparente. Il modo più sensato di vederlo è quindi en passant: una sbirciata mentre sali verso la cala o mentre ne torni, senza farne una meta a sé. È un mulino che si gusta meglio come parentesi dentro a una giornata che ha altri scopi.
Dove dormire vicino al Molí de Ses Roques
Siamo a Sant Ferran de ses Roques, nel cuore dell’isola, e questa è una buona notizia per chi cerca una base comoda: il paese è centrale, vivace ma non caotico, ed è uno dei posti meglio serviti di Formentera per appartamenti, piccoli alberghi e case in affitto. Da qui sei a pochi minuti tanto dalla costa nord quanto da Es Pujols, la località più animata dell’isola, e raggiungi in poco ogni angolo del territorio. Se preferisci la spiaggia a portata di mano, punta verso Es Pujols; se ti va il ritmo più paesano e raccolto, resta nel borgo di Sant Ferran.
Come arrivare al Molí de Ses Roques
Dal porto di La Savina, unico approdo dell’isola, Sant Ferran è vicinissima: si imbocca la strada principale verso l’interno e in pochi minuti sei in paese. Da lì devi prendere la direzione della costa nord, lungo la strada di Ses Roques che porta a Cala en Baster: il mulino è alla periferia orientale del paese, lo individui sul lato della via. In auto o in scooter è una sciocchezza; in bici è altrettanto fattibile, perché qui la pianura non chiede la fatica della salita di La Mola. Ricorda solo che è proprietà privata: lo si guarda dalla strada, senza varcare cancelli.
Quando andare al Molí de Ses Roques
Essendo una visita tutta esterna, il calendario conta poco e gli orari nulla: lo vedi quando passi. La luce migliore è quella del primo mattino o del tardo pomeriggio, quando il sole radente accende la pietra e disegna l’ombra lunga della torre. Il momento ideale, però, è quello in cui lo abbini a un bagno a Cala en Baster: scendi alla cala nelle ore più calde e ti concedi la sosta al mulino mentre vai o torni. In alta stagione la strada per la cala si frequenta parecchio, quindi muoviti presto se cerchi un po’ di quiete.
Dove si trova il Molí de Ses Roques
Il mulino sorge alla periferia di Sant Ferran de ses Roques, nella parte centrale di Formentera, lungo la strada che dal paese sale verso Cala en Baster e la costa settentrionale. È una zona pianeggiante e ben collegata, a brevissima distanza dal porto di La Savina e dal vivace centro di Es Pujols — il cuore geografico di un’isola che i romani chiamavano Frumentaria, la terra del grano, e di cui questi mulini restano la testimonianza più schietta.
