platja des migjorn: la più lunga di Formentera

Sabbia chiara, fondali bassi e chiringuiti rivolti al tramonto: cinque chilometri di costa meridionale dove Formentera si allunga, respira e ti lascia in pace.

La spiaggia di Migjorn è la più lunga di Formentera: quasi cinque chilometri di sabbia e roccia che corrono lungo tutto il versante meridionale dell’isola, da Es Ca Marí fino a Es Mal Pas, esposti pieni a sud verso il nulla turchese del Mediterraneo. Il nome lo dice senza giri di parole — migjorn, in catalano, è il mezzogiorno, il punto del cielo da cui picchia il sole e da cui ogni tanto soffia il vento caldo che increspa l’acqua. Se cerchi la cartolina affollata, quella coi banchi di sabbia bianchissima e i gommoni in fila, devi andare a nord, a Ses Illetes. Platja des Migjorn è un’altra faccenda: più ampia, più lunga, più sguarnita, una spiaggia dove puoi camminare mezz’ora senza incrociare nessuno e poi inciampare di colpo in un chiringuito dipinto di blu, pieno di gente scalza che aspetta che il sole cali.


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In realtà chiamarla “una spiaggia” è quasi un abuso. Migjorn è un sistema di calette e arenili cuciti insieme dal litorale, ognuno col suo nome e il suo carattere: Es Ca Marí all’estremità occidentale, poi Es Còdol Foradat con la sua roccia bucata, Es Valencians, Es Arenals, e infine Es Mal Pas verso est. Dove si allarga — soprattutto a Es Arenals e a Es Ca Marí — la sabbia è fine e chiarissima, di quel biondo pallido che vira al bianco; altrove cede il passo a tratti di ciottoli e lastroni piatti, come a Es Còdol Foradat, dove il nome non mente. È un arenile largo e generoso, con duna e ginepri bassi alle spalle, e tanto spazio che anche ad agosto trovi sempre un fazzoletto tuo.

La gestione cambia a seconda del tratto. La gran parte di Platja des Migjorn è libera, selvatica e gratuita: niente ombrelloni in fila, niente recinti, solo sabbia e macchia. A Es Arenals la costa si fa più organizzata, con qualche stabilimento, lettini in affitto e i grandi alberghi alle spalle, dove la catena Riu ha piantato le sue strutture; a Es Ca Marí trovi appartamenti e un campeggio. In mezzo, in alcuni tratti come Es Còdol Foradat, regna da sempre una pacifica tolleranza naturista, nel più puro spirito formenterino. Sul fronte sicurezza, i fondali digradano dolci e bassi per parecchi metri, ideali per chi porta i bambini — con un’avvertenza onesta: essendo rivolta a sud, Platja des Migjorn è uno specchio quando soffia la tramontana da nord, ma sa diventare mossa e increspata quando arriva il garbí da sud-ovest, con onde corte e qualche striscia di posidonia spiaggiata. Proprio quella posidonia, però, è la sua fortuna: le immense praterie sottomarine che separano Ibiza e Formentera — patrimonio dell’umanità UNESCO — sono la ragione per cui qui l’acqua resta di una trasparenza quasi imbarazzante, e da maschera vedi il fondo come dietro un vetro.


Approfondimento: Dove dormire a Migjorn


playa migjorn formentera

Quanto a cosa farci in una delle più belle spiagge di Formentera, Platja des Migjorn non ha un lungomare nel senso classico del termine, e meno male: la passeggiata è la spiaggia, cinque chilometri da percorrere a piedi nudi sul bagnasciuga, con la sensazione di camminare ai margini del mondo. L’entroterra è basso e silenzioso, e i centri veri restano discreti: la capitale Sant Francesc Xavier sta poco più a nord verso l’interno, mentre per il movimento e i tavolini fino a tardi si sale a Es Pujols. In acqua si fa snorkeling sulle praterie di posidonia, si pagaia in kayak o sul paddle nelle mattine piatte, e quando il vento rinfresca spuntano windsurf e qualche vela.

Per mangiare e bere c’è una piccola costellazione di chiringuiti diventati istituzione: il Blue Bar su tutti — capanna azzurra in mezzo alla sabbia, musica chill e l’aperitivo più scenografico dell’isola — e poi locali come Flipper & Chiller, il Lucky o il Fragata verso Es Arenals, dove un piatto di pesce e un gin-tonic costano quanto la pace mentale che ne ricavi. La vita notturna pura, quella di pista e bassi che vibrano, non è di casa qui: Migjorn al calare del sole si spegne lentamente, e chi vuole continuare prende lo scooter e punta su Es Pujols.

Formentera Crociera sulle acque cristalline con snorkeling e pranzo

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Approfondimento: Cosa vedere a Formentera


I dintorni meritano da soli il noleggio di un motorino. A nord, oltre l’istmo, c’è la già citata Ses Illetes, con la sabbia da rotocalco e i suoi banchi candidi; a ovest, incastonata tra scogli rossi, la deliziosa Cala Saona; a est il borgo di pescatori di Es Caló de Sant Agustí, con le rampe di legno per le barche e qualche ristorante affacciato sul porticciolo. Salendo sull’altopiano di La Mola arrivi al Far de la Mola, il faro che ispirò perfino Jules Verne, mentre verso sud-ovest la strada finisce al Far de Barbaria, il faro cinematografico in mezzo al nulla brullo, perfetto per il tramonto. È tutto a portata di pochi chilometri: Formentera è piccola, e da Platja des Migjorn raggiungi quasi qualunque cosa in un quarto d’ora scarso.

Sul quando andare, la stagione balneare va da maggio a ottobre. Il cuore pulsante è luglio e agosto, i mesi più vivi e anche i più affollati e roventi, quando il sole di mezzogiorno è una faccenda seria e i chiringuiti lavorano a pieno ritmo. I mesi ideali, se posso permettermi un consiglio, sono giugno e settembre: acqua già — o ancora — calda, luce lunga, molta meno gente e prezzi un filo più umani. Quanto ai momenti della giornata, il mattino presto regala il bagno più calmo, prima che si alzi il vento; il tardo pomeriggio e il tramonto, invece, sono il vero spettacolo, ed è allora che il Blue Bar si riempie. A ottobre l’aria resta mite ma molti locali iniziano a tirare giù la saracinesca: la spiaggia torna tua, spoglia e bellissima.


Approfondimento: Come muoversi a Formentera


Dove dormire a Migjorn

Sulla spiaggia in senso stretto gli alloggi sono pochi e concentrati: a Es Arenals ci sono i grandi alberghi affacciati sul mare, comodi se vuoi svegliarti con la sabbia sotto la finestra, mentre a Es Ca Marí trovi appartamenti e un campeggio per chi preferisce una formula più libera e leggera. Se invece cerchi più scelta e qualcosa da fare anche dopo cena, conviene appoggiarsi ai centri vicini: Es Pujols, a pochi minuti verso nord, è il borgo turistico più attrezzato dell’isola, pieno di hotel, appartamenti e ristoranti; Sant Francesc Xavier, la capitale, è una base centrale e tranquilla da cui sei ovunque in un quarto d’ora; ed Es Caló de Sant Agustí, verso est, offre un’atmosfera da villaggio di pescatori a due passi dall’estremità orientale di Migjorn.


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Come arrivare a Migjorn

Formentera non ha aeroporto, e questa è una buona parte del suo fascino: ci si arriva solo via mare. Il traghetto parte da Ibiza, dal porto di La Savina, con compagnie come Baleària, Trasmapi e Mediterránea Pitiusa, e la traversata dura all’incirca mezz’ora. Una volta sbarcato a La Savina, il modo migliore per muoversi è noleggiare uno scooter, una bici o una piccola auto. Da lì imbocchi la strada principale che attraversa l’isola e, dopo dieci-quindici minuti verso sud, trovi le diverse deviazioni che scendono ai vari accessi di Migjorn — Es Ca Marí, Es Còdol Foradat, Es Arenals, Es Mal Pas — segnalati lungo il percorso. Ogni bivio porta a un parcheggio sterrato e a un breve sentiero tra i ginepri che ti molla direttamente sulla sabbia.

Dove si trova Migjorn

Migjorn occupa tutto il fianco meridionale di Formentera, la lunga costa centro-sud che guarda il mare aperto a sud. Si estende sotto l’altopiano di La Mola, che la chiude a est, e si allunga verso sud-ovest in direzione di Cap de Barbaria, mentre alle spalle, verso l’interno e il nord, restano la capitale Sant Francesc Xavier e il centro di Es Pujols. È, in pratica, il bordo inferiore dell’isola: la striscia di sabbia più lunga e più esposta di Formentera, dritta di fronte all’orizzonte.

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