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Arrivi a Es Caló de Sant Agustì e ti accorgi subito che qui Formentera ha deciso di trattenere il respiro. Nessuna movida, nessuna terrazza con l’aperitivo a prezzi da capogiro, nessuna fila: solo un pugno di case, un porticciolo da nulla e quelle pittoresche rimesse di legno annerite dal sale dove i pescatori ricoverano ancora le barche come si faceva un secolo fa. Siamo nella zona centro-nord dell’isola, in un villaggio di pescatori che per decenni i turisti non si sono nemmeno filati e che oggi resiste, ostinato, custodendo le tradizioni — la pesca di sostentamento, l’artigianato, la cucina di una volta — che altrove la globalizzazione ha spazzato via senza troppi complimenti.
Eppure questo fazzoletto di terra ha più carte da giocare di quanto la sua aria sonnacchiosa lasci intuire: ci sono gli Escars, le rimesse lignee diventate bene d’interesse culturale nel 2022, il Castellum Romanum de Can Blai con i suoi resti del IV secolo, il sentiero del Camì de sa Pujada lungo le Ruta 24 e 25, la tradizione gastronomica del Peix Sec e, naturalmente, le tre calette selvagge di Ses Platgetes. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.
Cosa vedere a Es Caló de Sant Agustì
Mettiti comodo, perché anche se il paese si gira in dieci minuti ha parecchio da mostrarti: gli Escars con le loro rimesse di legno, il Castellum Romanum de Can Blai, il cammino del Camì de sa Pujada lungo le Ruta 24 e 25 e la tradizione del Peix Sec. Le ho ordinate dalla più imperdibile alla più di nicchia, ma a Es Caló nulla dista più di una passeggiata, quindi puoi prendertela con calma e vederle tutte senza nemmeno sudare.
Gli Escars, le rimesse di legno per le imbarcazioni
Se c’è un’immagine che riassume Es Caló, sono gli Escars: povere strutture di legno intagliate dai pescatori, addossate al porticciolo, costruite per dare riparo alle barche dalla marea una volta rientrate dal mare. Qui non esiste un porto vero e proprio — attraccano solo le piccole imbarcazioni a remi dei pescatori locali — e proprio questa assenza di pretese ha mantenuto intatte queste rimesse dall’aspetto antiquato e splendidamente malandato. Nel 2022 sono state ufficialmente dichiarate luogo d’interesse culturale, riconoscimento che a guardarle sembra quasi eccessivo e invece è meritatissimo: è l’attrazione più caratteristica del paese, la prova vivente che a Formentera la sopravvivenza atavica ha avuto la meglio sulla cartolina. Vacci verso il tramonto, quando il legno annerito prende quella luce calda che le foto, fidati, non rendono mai del tutto.
Castellum Romanum de Can Blai
Che anche qui, su quest’isola persa nel Mediterraneo, sia passato l’Impero Romano è una di quelle scoperte che mettono di buonumore. Proprio nei pressi di Es Caló, lungo la strada che collega La Savina a La Mola, si trovano i resti del Castellum Romanum de Can Blai, un castello fortificato databile al IV secolo d.C., con tutta probabilità a funzione difensiva e militare secondo le tipiche forme d’insediamento tardo imperiale. Se vieni dall’Italia, dove di rovine romane siamo letteralmente circondati, non resterai a bocca aperta per la grandiosità; ma vale la pena fermarsi a considerare la portata di un ritrovamento simile in una terra così lontana e isolata dal cuore dell’Impero. È, peraltro, uno dei pochissimi siti archeologici di tutte le Baleari: motivo più che sufficiente per non tirare dritto.
l Camino Romano (Camí de sa Pujada)
Da Es Caló parte uno dei sentieri più belli dell’isola: il Camino Romano, il cui nome originario è Camí de sa Pujada, una mulattiera in salita verso El Pilar de la Mola la cui importanza storica risale addirittura al XIII secolo. Era la via dei monaci agostiniani che vivevano nel monastero presso La Mola: la usavano per scendere al porticciolo di Es Caló, dove si svolgevano le principali attività commerciali del villaggio. Oggi il percorso è ben conservato e facilmente praticabile, una passeggiata tra pinete e scogliere che regala viste superbe sulla costa; lungo il cammino incontrerai lucertole di un verde brillante, avvisterai gabbiani e, con un po’ di fortuna, anche qualche virot — la rarissima berta delle Baleari, uccello marino che non capita di vedere tutti i giorni. Si arriva infine al celebre Mirador, un belvedere a circa 200 metri sul livello del mare da cui si gode un panorama eccezionale su Formentera. Dichiarato bene di interesse culturale a tutela del patrimonio storico spagnolo, è una tappa imperdibile sia per chi cerca una passeggiata romantica al tramonto, sia per chi vuole ammirare le pareti a picco sul mare e le grotte delle scogliere, visitabili tramite escursioni organizzate.
Gastronomia di Es Caló: la tradizione del Peix Sec
A Es Caló si mangia come si pescava: con pazienza e niente sprechi. La tradizione gastronomica più affascinante del posto è quella del Peix Sec, il pesce secco, oggi diventato uno degli ingredienti fondamentali della cucina isolana per condire insalate, primi e secondi. La preparazione è di una semplicità disarmante: pesce appena pescato, privato di lisca e pelle, lasciato essiccare al sole e alla brezza marina — appeso ai rami degli alberi o alle fiancate delle barche — e poi conservato sotto sale, aceto o olio d’oliva. Il piatto da cercare è l’ensalada payesa, a base di cipolle, pomodori freschi, peperoni e pesce secco, accompagnata dal Bescuit, il pane tradizionale a cottura lunghissima che si reidrata esattamente come una nostra fresella. È cucina contadina e marinara, e a Es Caló ha ancora un senso che altrove si è perso.
Le migliori spiagge di Es Caló de Sant Agustì
Il litorale di Es Caló non somiglia a quello da rivista patinata che ti aspetti da Formentera, ed è proprio questo il suo pregio: niente bar, niente terrazze per l’aperitivo, niente lettini in fila ordinata, ma vegetazione selvaggia, scogli, dune protette e quel silenzio che ormai sull’isola è merce rara. Tieni presente che non tutti i tratti sono esplorabili in autonomia, perché alcune zone sono oasi protetta: il comune ha varato una serie di norme per tutelare le dune e la flora autoctona, e qui le regole è il caso di rispettarle.
Ses Platgetes
Ses Platgetes è la perla del paese: tre piccole cale in fila, una dopo l’altra, considerate da molti tra le migliori spiagge di Formentera. Si trovano in un’insenatura tra Punta Prima e Punta de Sa Creu — un tempo questo era addirittura il secondo porto naturale dell’isola — e conservano le casette dei pescatori che un tempo si spostavano solo via mare, nascondendo le barche dentro le calette che facevano da riparo. Sabbia fine e bianchissima, acque cristalline perfette per snorkeling e immersioni, e una fisionomia che cambia di caletta in caletta: nella seconda troverai rocce che rendono quasi obbligatorie le scarpette da scoglio, mentre nella terza ti aspetta una piccola piscina naturale delimitata dalla pietra. Brulle, selvagge e poco affollate: se cerchi la Formentera autentica, è qui che la trovi.
Dove dormire a Es Caló de Sant Agustì
Mettiamola così: a Es Caló non vieni per la vita d’albergo, vieni per la pace. L’offerta ricettiva è ridotta all’osso — qualche struttura intima e poche camere, in pieno spirito con il carattere schivo del borgo — ma è esattamente ciò che cerca chi sceglie questo angolo di Formentera. Dormire qui significa avere a portata di mano le calette di Ses Platgetes e la spiaggia di Migjorn, svegliarsi con l’aria salmastra e i ginepri al posto della sveglia, e trovarsi in posizione centro-settentrionale comoda per raggiungere entrambe le coste dell’isola. Se la tua idea di vacanza non passa dalla vita notturna ma da una passeggiata al tramonto e da una cena di pesce in santa pace, Es Caló è la base giusta.
Come arrivare a Es Caló de Sant Agustì
Raggiungere Es Caló richiede un po’ di determinazione, ma fa parte del fascino. Dall’Italia non esistono collegamenti diretti: puoi imbarcarti per una lunga traversata da Genova, Civitavecchia o Porto Torres, ma dovrai comunque attraccare prima a Ibiza per poi farti traghettare nella più selvaggia Formentera. Una volta sull’isola, il modo migliore per arrivare a Es Caló è il mezzo proprio: ti consiglio di affittare uno scooter, agile e veloce, ideale per le distanze ridotte dell’isola. In alternativa, dal porto puoi prendere un taxi che ti porta a destinazione in una decina di minuti, lungo gli otto chilometri che separano lo scalo dal paese. Mezzi pubblici per questa tratta, purtroppo, non ce ne sono: mettilo in conto.
Quando andare a Es Caló de Sant Agustì
L’estate è la stagione naturale di Es Caló: è quando le acque cristalline di Ses Platgetes danno il meglio per snorkeling e immersioni, ed è anche il periodo in cui il sole potente e la salsedine fanno il loro dovere per essiccare il Peix Sec secondo tradizione. Se però non ami il caldo a picco, la primavera e l’inizio dell’autunno sono il momento ideale per percorrere il Camì de sa Pujada e visitare il Castellum de Can Blai senza il fiato corto, con una luce più morbida e le calette quasi tutte per te. In un paese che vive di natura e silenzio più che di stagioni turistiche, la verità è che Es Caló sa essere bella praticamente sempre: basta sapere cosa cerchi.
Dove si trova Es Caló de Sant Agustì
Es Caló de Sant Agustì sorge nella zona centro-nord di Formentera, l’isola minore delle Pitiuse spagnole, lungo la strada che collega il porto di La Savina all’altopiano di El Pilar de la Mola. Il paese si affaccia su una piccola insenatura compresa tra Punta Prima e Punta de Sa Creu, a circa otto chilometri dal porto, in una posizione strategica che lo rende un punto di passaggio quasi obbligato tra la costa di Tramontana a nord e quella di Migjorn a sud. È questa collocazione defilata ma centrale a spiegare la sua doppia anima: abbastanza fuori mano da essere rimasto autentico, abbastanza vicino a tutto da non farti rinunciare a nulla.
