Ca Na Costa, il sepolcro megalitico di Formentera

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Capita di rado, in vacanza, di trovarsi davanti a una cosa vecchia quattromila anni e quasi inciampare nel volerla raggiungere. Eppure è esattamente quello che succede a Ca Na Costa, e per questo, se ti chiedi cosa vedere a Ca Na Costa oltre alla recinzione che lo protegge, la risposta è: parecchio, a patto di sapere cosa stai guardando. Questo sepolcro megalitico nel cuore del Parco Naturale di Ses Salines, a metà strada tra Es Pujols e la laguna di Estany Pudent, è il monumento preistorico più importante di Formentera e uno dei meglio conservati di tutte le Baleari. Ti racconterò la sua strana geometria di pietra — la camera circolare, le grandi lastre verticali, i tre cerchi concentrici e le pietre radiali, il corridoio orientato a ovest; gli otto individui sepolti qui, sei uomini e due donne, tra cui un uomo altissimo per l’epoca che soffriva di gigantismo; i tesori usciti dalla camera funeraria, dai bottoni d’osso all’avorio che parla di scambi con l’Africa; il motivo per cui i test al carbonio 14 ne fanno il reperto più antico dell’arcipelago; e la scoperta del 1974 che riscrisse la storia dell’isola, con tanto di ulivo selvatico cresciuto dentro la tomba. Costruito dai primi abitanti stabili di Formentera tra il 2000 e il 1600 a.C., protetto come bene d’interesse storico-archeologico dal 1994, è aperto ventiquattr’ore su ventiquattro e si visita liberamente dall’esterno. Mezz’ora qui vale quanto un pomeriggio in spiaggia, e te lo dice uno che la spiaggia la ama.

Il dolmen e la sua geometria di pietra

La prima cosa che colpisce è che non assomiglia a niente di quello che ti aspetti. Niente torre, niente rovine romantiche: una costruzione bassa, edificata direttamente sulla roccia, con una pianta circolare di circa quattro metri di diametro. Al centro c’è la camera funeraria, delimitata da enormi lastre di pietra piantate in verticale, e intorno a questa si dispongono tre cerchi concentrici pavimentati, scanditi da ventidue pietre radiali, come i raggi di una ruota di pietra. Un corridoio conduce fino al cuore della struttura, con l’ingresso orientato a ovest — un dettaglio che non è mai casuale in un’architettura funeraria. Oggi una recinzione impedisce di entrare, e fai bene a non scavalcarla: il bello, qui, è capire cosa hai davanti più che toccarlo. Visto da fuori, sotto la luce piatta di mezzogiorno, può sembrare un mucchio di sassi ordinati; visto sapendo che è lì da quattromila anni, cambia tutto.

Gli otto sepolti, e il gigante dell’età del bronzo

Dentro questa camera sono stati ritrovati i resti di otto persone: sei uomini e due donne, di età compresa tra i venti e i cinquantacinque anni. Erano gente bassa, alta in media tra il metro e mezzo e il metro e sessanta, il che rende ancora più sorprendente una scoperta che mi è rimasta impressa: uno degli individui misurava quasi un metro e novanta, una statura clamorosa per l’epoca, segno che soffriva di gigantismo o acromegalia. Immaginarlo camminare tra i suoi contemporanei, una testa sopra tutti, dà al posto una dimensione umana che le pietre da sole non danno. C’è di più: l’analisi dentale dei resti ha rivelato una dieta basata su proteine “morbide”, cioè pesce e frutti di mare — il che, per gente che viveva su un’isola, ha tutto il senso del mondo. Otto persone, le loro abitudini a tavola, perfino le loro malattie, lette in una manciata di ossa: è questo che fa di Ca Na Costa molto più di un cumulo di rocce.

I tesori trovati nella camera funeraria

Insieme ai corpi è uscito un piccolo corredo che racconta una società più connessa di quanto immagineresti. C’erano quindici bottoni d’osso di forma triangolare e piramidale, frammenti di selce, strumenti, bracciali da arciere e gioielli ricavati da osso, zanne e conchiglie, oltre a campioni di ceramica incisa. Ma il pezzo che mi ha fatto alzare il sopracciglio è l’avorio: la presenza di gioielli in avorio dice che già allora gli scambi con il continente africano erano frequenti, una rotta commerciale che attraversava il Mediterraneo molto prima di qualsiasi traghetto. Lo stesso vale per i contatti con Maiorca, testimoniati dalle somiglianze con un altro dolmen importante, quello di Son Bauló de Dalt. Tutti i materiali estratti sono oggi conservati nella vicina Ibiza, al Museo Archeologico di Eivissa e Formentera: se la visita al sito ti lascia con la curiosità, è lì che la sazi.

Il monumento più antico delle Baleari

C’è un primato che merita di essere detto a voce alta. I test al carbonio 14 sui resti li datano intorno al 2000 a.C., e questo fa di Ca Na Costa non solo il monumento preistorico più rilevante di Formentera, ma il reperto archeologico più antico di tutte le Isole Baleari. Detto altrimenti: in questo fazzoletto di terra tra una laguna salata e una spiaggia da cartolina si trova la cosa più vecchia dell’intero arcipelago. Gli studiosi lo considerano il megalite più antico delle Baleari, e proprio per il suo valore è stato dichiarato bene d’interesse storico-archeologico nel 1994. Quando ci sei davanti, vale la pena ricordarsi che nulla, in queste isole, è più antico di quello che stai guardando.

La scoperta del 1974 e l’ulivo nella tomba

Tutto questo lo sappiamo da poco. Il sito fu scoperto soltanto nel 1974, e la scoperta fece più rumore di quanto un mucchio di pietre lasci immaginare: fino ad allora gli storici erano convinti che la prima presenza umana stabile a Formentera risalisse al periodo punico, molto più tardo. Ca Na Costa spostò indietro l’orologio di secoli e costrinse a riscrivere la storia dell’isola. Nel frattempo, prima di essere studiato e protetto, il sepolcro aveva subìto le solite manomissioni: qualcuno aveva portato via pietre per costruzioni nei dintorni, e qualcun altro era arrivato a piantare un acebuche, un olivo selvatico, proprio dentro la camera funeraria. Nonostante questo, il monumento è giunto a noi in uno stato di conservazione eccellente — testardo, verrebbe da dire, come certe cose che resistono a tutto.

Dove dormire vicino a Ca Na Costa

Ca Na Costa non è un posto dove si dorme: è un posto dove ci si ferma mezz’ora e poi si torna alla base. La più vicina in assoluto è Es Pujols, a circa cinquecento metri, la località turistica con l’offerta di sistemazioni più ampia dell’isola e con la vita serale più movimentata — comodissima se vuoi avere il sito praticamente sotto casa. In alternativa puoi appoggiarti a La Savina, vicino al porto, più nautica e tranquilla, oppure a Sant Francesc, la capitale verso l’interno, ben collegata e attiva anche fuori stagione. In tutti i casi parli di pochi chilometri e di poche pedalate.

Come arrivare a Ca Na Costa

Il sito si trova lungo la carretera che da La Savina porta a Es Pujols, all’altezza del chilometro 4, in pieno Parco Naturale di Ses Salines. Il modo che preferisco è la bicicletta: la noleggi al porto di La Savina, a Es Pujols o a Sant Francesc e raggiungi il dolmen attraverso i sentieri che attraversano il parco, tra dune e paesaggi salmastri, in pochi minuti da Es Pujols. Tieni presente un dettaglio: alcuni di questi sentieri sono percorsi anche da auto e scooter, quindi un occhio alla strada serve. Se preferisci i piedi, da Es Pujols parte un bel percorso che entra nel parco e ti porta al sepolcro in una passeggiata breve. Restano le alternative classiche, il taxi davanti al porto — comodo ma caro — e il trasporto pubblico: da La Savina partono ogni giorno diversi autobus, e per arrivare qui le linee da cercare sono la 1 e la 7, entrambe con fermata a Es Pujols.

Quando andare a Ca Na Costa

Il bello, in un certo senso, è che non chiude mai: il sito è visitabile liberamente dall’esterno, ventiquattr’ore su ventiquattro, e la recinzione fa il resto. Questo ti lascia libero di scegliere l’ora giusta, ed è un vantaggio. Io eviterei il pieno mezzogiorno estivo, quando il sole spiana ogni rilievo e il caldo nel parco non scherza: meglio la mattina presto o il tardo pomeriggio, quando la luce radente fa risaltare le pietre e la camminata tra le saline diventa un piacere invece che una fatica. Primavera e inizio autunno sono ideali per arrivarci a piedi o in bici, e hanno il pregio di abbinarsi bene a Estany Pudent, lì accanto, quando l’avifauna dà il meglio. Quasi sempre, comunque, te lo ritrovi semideserto: la folla resta in spiaggia, e tu hai quattromila anni tutti per te.

Dove si trova Ca Na Costa

Ca Na Costa si trova nella parte settentrionale di Formentera, dentro il Parco Naturale di Ses Salines, esattamente a metà strada tra la località turistica di Es Pujols e la laguna di Estany Pudent, ad appena cinquecento metri da Es Pujols. L’indirizzo, se ti serve, è il chilometro 4 della strada che collega La Savina a Es Pujols. È una posizione che racconta da sola il carattere del posto: a un passo dalle spiagge della penisola di Es Trucadors e dalla sabbia dorata di Es Pujols, ma immerso in un paesaggio di stagni, dune e fenicotteri rosa che ti fa sentire, per una mezz’ora, molto più lontano dal mare di quanto tu sia davvero.