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La spiaggia di Ses Platgetes è uno di quei posti che a Formentera quasi nessuno ti nomina per primo, e proprio per questo dovresti tenertelo stretto. Si trova sulla costa nord dell’isola, incastonata tra Punta Prima e Punta de Sa Creu, a un passo dal villaggio di pescatori di Es Caló de Sant Agustí, lungo la strada che poi si arrampica verso l’altopiano de La Mola. Il nome, in catalano delle Baleari, significa semplicemente “le spiaggette”, ed è la descrizione più onesta che potessero darle: non una spiaggia sola, ma tre piccole calette di sabbia e roccia, separate da lingue di scoglio, che in passato gli abitanti del posto distinguevano addirittura per distanza dal paese — Platgeta de Prop, Platgeta d’Enmig e Platgeta de més enllà, cioè quella vicina, quella di mezzo e quella più in là. È un mare basso, trasparente, fatto apposta per chi cerca quiete e un fondale da maschera e boccaglio più che una distesa di lettini e casse acustiche. Se ti aspetti la Formentera da cartolina patinata, questa è la versione precedente, quella che la cartolina la ha resa famosa.
Nel dettaglio, l’intera zona sabbiosa di Ses Platgetes si estende per circa seicento metri complessivi, ma è una misura che inganna: le tre calette vere e proprie sono brevi, qualche decina di metri l’una, e tra una e l’altra si infilano tratti di roccia. La sabbia è bianca e fine, frutto dell’erosione millenaria di una costa calcarea che il mare ha lentamente ricoperto, ma l’ingresso in acqua quasi ovunque passa per gli scogli: dopo i primi metri di arenile trovi la roccia, levigata e ricoperta di alghe, quindi scivolosa. Tradotto: un paio di scarpette da scoglio qui non sono un vezzo da turista impacciato, sono il modo civile di goderti il bagno senza la pantomima sui sassi. È una spiaggia interamente pubblica e libera, senza tratti riservati ad hotel, senza concessioni, senza la geometria militare degli ombrelloni a noleggio — perché di servizi sull’arenile non ce n’è nessuno: niente bar, niente noleggio sdraio, e soprattutto niente bagnino. Il fondale è basso e calmo nelle giornate giuste, quindi i bambini ci stanno benissimo, ma proprio l’assenza di sorveglianza e la natura rocciosa dell’accesso impongono un po’ di buon senso in più rispetto a una spiaggia attrezzata. L’acqua, in compenso, è di quel turchese così limpido da sembrare illuminato dal basso, merito anche delle praterie di posidonia che circondano l’isola e ne fanno una delle acque più pulite del Mediterraneo; cala la maschera e vedrai saraghi, ombrine, qualche stella marina e una sorprendente vita tra le fessure degli scogli, senza nemmeno doverti allontanare dalla riva.
Da fare, qui, c’è soprattutto la cosa più sottovalutata di tutte: niente. Ti stendi sull’asciugamano con le scogliere de La Mola che ti fanno da sfondo, passi da una caletta all’altra sulle passerelle di legno che attraversano le dune — costruite apposta per non calpestare la vegetazione in rigenerazione — e fai snorkeling finché le dita non diventano grinze. Quando lo stomaco reclama, bastano poche centinaia di metri verso Es Caló de Sant Agustí: il villaggio ha un paio di supermercati per il panino di sopravvivenza e alcuni dei ristoranti di pesce più rinomati dell’isola, primo fra tutti Can Rafalet, con una terrazza sul mare che da sola vale la deviazione e un “pa amb coses” che giustifica il viaggio. Il porticciolo conserva ancora gli escars, i vecchi rimessaggi delle barche dei pescatori, perché Es Caló — Ses Platgetes fu storicamente il secondo porto naturale di Formentera e lo scalo dei traffici con le isole vicine: lo capisci ancora oggi guardando i gozzi ormeggiati nelle piscine naturali della terza caletta, divisa in due da uno sperone di roccia. Di vita notturna, qui, non aspettartene: la movida vera è altrove, a Es Pujols con i suoi locali e a Sant Ferran de ses Roques, e va benissimo così, perché il valore di Ses Platgetes sta esattamente nel non averla.
Quanto ai dintorni, sei in una delle posizioni più strategiche dell’isola, nel punto in cui Formentera si stringe prima di allargarsi verso La Mola. Sul versante opposto, a pochi minuti, c’è la spiaggia di Migjorn, cinque chilometri di sabbia e calette che rappresentano la Formentera selvaggia per antonomasia, con tappe come Es Arenals: è il piano B perfetto nelle giornate di tramontana, quando il vento da nord rende Ses Platgetes mossa e poco invitante. Verso est la strada sale all’altopiano de La Mola, con il borgo di El Pilar de la Mola e il suo storico mercatino artigianale e il Far de la Mola, il faro che ispirò Jules Verne all’estremità orientale dell’isola; da Es Caló parte anche il Camí de sa Pujada, l’antico sentiero lastricato — il “camino romano” — che si arrampica tra muretti a secco e ginepri offrendo viste che ripagano ogni goccia di sudore. Tornando verso ovest trovi Sant Ferran con le sue stradine e i suoi ristoranti, la capitale Sant Francesc Xavier, e più in là la rossa Cala Saona e il Parco Naturale di Ses Salines, che si estende tra Formentera e Ibiza con le sue saline e le lagune.
Sul quando andare, la stagione balneare a Formentera va grossomodo da fine maggio a inizio ottobre. Luglio e agosto sono i mesi più caldi e vivaci, ma anche gli unici in cui persino una spiaggia riservata come questa si popola parecchio, soprattutto a ferragosto: se cerchi la quiete che le ha dato fama, punta sulla seconda metà di maggio, su giugno o su settembre, quando l’acqua è ancora calda, le passerelle sono semivuote e il parcheggio — sempre risicato da queste parti — smette di essere una caccia al tesoro. La regola d’oro però non è il mese ma il vento: Ses Platgetes guarda a nord ed è esposta alla tramontana, quindi controlla le previsioni e vienici quando soffia da sud o da ovest, perché allora il mare è una tavola. Il momento più bello resta comunque la mattina presto, con la luce radente sulle calette e l’acqua immobile, prima che arrivino gli scooter.
Dove dormire a Ses Platgetes
Sulla spiaggia non c’è alcun alloggio, ed è bene saperlo: Ses Platgetes è una zona protetta e volutamente “vuota”, senza hotel affacciati sull’arenile. Il punto d’appoggio naturale è il vicinissimo Es Caló de Sant Agustí, un pugno di case bianche attorno al porticciolo, dove trovi piccole pensioni, appartamenti e qualche hostal a conduzione familiare a pochi passi dalle calette: la scelta giusta se vuoi vivere la Formentera lenta dei pescatori e raggiungere la spiaggia in due minuti a piedi. Se invece vuoi essere più vicino alla movida e ai servizi, conviene spostarsi verso Es Pujols, il principale centro turistico dell’isola con la maggiore concentrazione di hotel e ristoranti, oppure verso Sant Ferran de ses Roques, più defilato ma comodo a tutto. In ogni caso Formentera è piccola: ovunque tu dorma, Ses Platgetes resta a portata di scooter.
Come arrivare a Ses Platgetes
Si parte sempre dal porto di La Savina, dove attraccano i traghetti da Ibiza. Da lì imbocca la strada principale PM-820 in direzione La Mola: superi senza entrarci la capitale Sant Francesc, attraversi Sant Ferran de ses Roques e prosegui verso nord per circa cinque chilometri e mezzo, quasi fino a Es Caló de Sant Agustí. Poco prima del paese, sul lato a mare, troverai diversi accessi segnalati che, tra pali di legno e corde a protezione delle dune, ti portano direttamente alle tre calette. Il mezzo ideale è lo scooter, sia per la libertà sia perché il parcheggio qui è davvero limitato e in alta stagione si riempie in fretta; in alternativa c’è il bus di linea che da La Savina e Sant Francesc raggiunge Es Caló, con una fermata proprio di fronte a uno degli accessi alla spiaggia. La buona notizia è che, nonostante la strada sia vicina, la barriera di dune isola le calette dal rumore del traffico: una volta sceso sull’arenile, il mondo motorizzato sparisce.
Dove si trova Ses Platgetes
Ses Platgetes si trova sulla costa settentrionale di Formentera, nella parte orientale dell’isola, accanto al villaggio di Es Caló de Sant Agustí e nel tratto costiero noto come Es Carnatge, compreso tra Punta Prima e Punta de Sa Creu. È il punto in cui l’isola si restringe prima di salire verso l’altopiano de La Mola, a poca distanza dalla lunga spiaggia di Migjorn sul versante meridionale e ben collegata, attraverso la PM-820, sia alla capitale Sant Francesc Xavier sia al porto di La Savina.
