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La spiaggia di Cala Saona è una delle pochissime insenature di Formentera che porta davvero il nome di “cala”, e te ne accorgi nell’istante esatto in cui scendi le passerelle di legno e il paesaggio si chiude attorno a te. Si apre sulla costa occidentale dell’isola, incastonata tra il promontorio di Punta Rasa a sud e il Caló d’en Trull a nord, a una manciata di chilometri da Sant Francesc Xavier, in quel lembo di Formentera dove la terra si fa rossa e i pini arrivano quasi a sfiorare l’acqua. La sua fama te la giochi su due tavoli: di giorno è la cala di sabbia bassa e turchese perfetta per chi viaggia con bambini al seguito, di sera è il punto da cui mezza isola viene a guardare il sole tuffarsi in mare. Se cerchi una spiaggia comoda, protetta e con un mare che non ti mette mai paura — e che però alle nove di sera ti regala uno spettacolo da pagare il biglietto — sei nel posto giusto.
Nel dettaglio, Cala Saona misura appena centoquaranta metri di lunghezza, ma è larga quasi quanto è lunga, il che spiega perché riesca a digerire la folla di agosto senza darti mai la sensazione di essere ammassato. L’arenile è di sabbia chiara e fine, frutto di millenni di erosione del canale di Cala Saona unita alla sabbia che il mare ha pazientemente riportato a riva, e alle spalle è protetto da un sistema di dune che si attraversa proprio camminando sulle passerelle in legno, costruite apposta per non rovinare la vegetazione. Ai lati la chiudono due basse scogliere di terra rossastra, le stesse che al tramonto fanno il loro numero da cabaret cromatico passando dall’arancione al viola. Il fondale è sabbioso e degrada con una lentezza quasi comica: per trovare l’acqua alta devi camminare parecchi metri verso il largo, motivo per cui la baia, a forma di ferro di cavallo e quindi naturalmente riparata dalle correnti, è una delle più amate dalle famiglie. L’acqua è di quel turchese cristallino che è il marchio di fabbrica di Formentera, e una linea di boe tiene separata la zona di balneazione da quella delle barche. Un dettaglio che merita attenzione: sul lato roccioso di destra una corda ti segnala dove fermarti, perché quei fondali franano e nel tempo qualche incidente è successo davvero — quindi resta di qua, la vista non migliora a oltrepassarla. A completare il quadro ci sono le escars, le tradizionali rimesse in legno per i llaüts, le barche dei pescatori, dichiarate Bene di Interesse Culturale e diventate forse l’immagine più fotografata della cala; e c’è l’Hotel Cala Saona, che dal 1955 presidia la collinetta sopra la spiaggia ed è stato uno dei primissimi alberghi dell’isola, senza per fortuna rovinare la scena.
Cala Saona non è solo un posto dove stendere l’asciugamano e arrendersi al sole, anche se la tentazione è forte. Dal lato sud parte un sentiero che risale la scogliera verso Punta Rasa: in una ventina di minuti, meglio con scarpe chiuse che con le infradito da souvenir, arrivi a pareti a picco sul mare alte quasi venti metri, ai cui piedi si nascondono grotte sottomarine che valgono lo snorkeling. In acqua puoi noleggiare una tavola da stand up paddle o un kayak e pagaiare verso le insenature vicine, mentre per la pancia ci pensano il Chiringuito Kiosko, appoggiato sulla roccia con la sua aria bucolica, il Restaurante Sol con la sua paella e il pesce fresco a due passi dalla riva, e il Sol Post, sulle terrazze dell’hotel, che al tramonto è probabilmente il tavolo più conteso del versante ovest. Sulla vita notturna, invece, mettiti il cuore in pace: questa è Formentera, non Ibiza, e l’unico after che la cala ti offre è il cielo che cambia colore prima che tutti rientrino a cena.
Tutt’intorno, poi, c’è materiale per riempire giornate intere. Appena a nord, a piedi, trovi il Caló d’en Trull, una caletta nudista lunga una quarantina di metri, intima e appartata tra capanne e scogliere rosse; poco oltre si apre il Caló de s’Oli, selvaggio e battuto dal vento. Verso sud-ovest la strada ti porta dritto a Cap de Barbaria, il capo dal paesaggio quasi lunare con il faro all’estremità e la Cova Foradada scavata nella roccia, altro santuario del tramonto formenterese. E a nemmeno cinque chilometri c’è Sant Francesc Xavier, il capoluogo bianco dove fare provviste, mentre dalla parte opposta dell’isola ti aspetta la lunghissima Platja de Migjorn per quando vorrai cambiare aria.
Sul quando venire, la stagione balneare va grosso modo da giugno a settembre, con luglio e agosto a fare il pienone: in quei mesi, se ci tieni a un posto vicino alla riva, presentati verso le nove del mattino, perché dalle undici in poi è una questione di sgomitare con eleganza. Chi invece punta al colpo di teatro arriva nel tardo pomeriggio, verso le cinque, si gode le ore meno feroci e resta per il tramonto, che d’estate non si concede prima delle nove di sera. La cala dà il meglio con i venti di Levante o di Scirocco, quando il mare diventa una tavola; col Ponente, esposta com’è a ovest, può rabbuiarsi e perdere la sua proverbiale calma. I momenti più dolci, se permetti un consiglio, restano comunque la prima metà di giugno e la seconda di settembre: stessa acqua, stesso tramonto, metà della gente.
Dove dormire a Cala Saona
Affacciato direttamente sulla cala c’è l’Hotel Cala Saona, l’unico alloggio a piè di spiaggia e una piccola istituzione dell’isola fin dal 1955: comodissimo se vuoi svegliarti con il mare sotto la finestra ed essere il primo sull’arenile al mattino. Per una scelta più ampia conviene però guardare a Sant Francesc Xavier, il capoluogo a pochi chilometri, baricentrico per muoverti su tutta Formentera, oppure al porto di La Savina, pratico per chi arriva e riparte in giornata. Chi cerca movimento e vita serale punta invece su Es Pujols, sul lato nord-orientale: più lontano dalla quiete della cala, ma con ristoranti, locali e collegamenti comodi verso il resto dell’isola.
Come arrivare a Cala Saona
In auto o in scooter, dal capoluogo Sant Francesc Xavier imbocchi la strada in direzione di Cap de Barbaria e, a metà percorso, segui la deviazione chiaramente segnalata verso ovest: il tratto asfaltato termina davanti all’Hotel Cala Saona, dove trovi un ampio parcheggio sterrato e gratuito; se è pieno, prosegui tra le case e il ristorante Sol e accosta lungo le scogliere, dove per inciso ti godi anche la vista della baia dall’alto. Se invece ami pedalare, dal porto di La Savina parte uno dei percorsi più belli dell’isola: i sentieri che tagliano verso sud attraversano la Formentera più rurale, tra pini e muretti a secco, e ti consegnano alla cala senza una macchina intorno.
Dove si trova Cala Saona
Cala Saona si trova sulla costa occidentale di Formentera, in una piccola insenatura a ferro di cavallo compresa tra il promontorio di Punta Rasa, a sud, e il Caló d’en Trull, a nord. Dista circa cinque chilometri dal capoluogo Sant Francesc Xavier e si raggiunge dalla strada che da lì punta verso Cap de Barbaria. È rivolta a ovest, ed è esattamente questa esposizione a regalarle il tramonto che l’ha resa una delle cale più celebri e fotografate dell’intera isola.
