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La spiaggia di Es Trucadors è il motivo per cui mezzo mondo, almeno una volta nella vita, mette Formentera in cima alla lista dei desideri. A dire il vero non è nemmeno una spiaggia sola: è una lingua di sabbia sottile che dal nord dell’isola si allunga verso il mare aperto come un dito puntato, e su quel dito ci stanno due mari diversi, due caratteri opposti che ti guardano da destra e da sinistra. Io ci sono tornato più volte, e ogni volta mi prende lo stesso pensiero leggermente irritante: che certe sfumature di turchese non dovrebbero esistere così vicino a casa, eppure eccole qui, a poche ore di traghetto da Ibiza.
Quello che rende Es Trucadors un posto a parte non è solo il colore dell’acqua — quello, su Formentera, è quasi un’abitudine. È il fatto che cammini lungo questa striscia di sabbia e hai il mare che ti circonda da tre lati, con la sensazione un po’ vertiginosa di essere finito alla fine di qualcosa. Ho selezionato per te i punti che contano davvero, perché se ci vai senza sapere cosa cercare rischi di fermarti al primo ombrellone e perderti il meglio.
Dove si trova Es Trucadors
Es Trucadors è la penisola che chiude le spiagge di Formentera a settentrione, una sottile striscia di dune e sabbia bianca che separa due delle spiagge più celebri dell’isola: Ses Illetes sul versante occidentale e Platja de Llevant su quello orientale. Tutta l’area rientra nel Parco Naturale di Ses Salines, lo stesso sistema di lagune e saline che da secoli regala all’isola il suo sale e, oggi, una fascia protetta di mare quasi imbarazzante per bellezza.
Più procedi verso nord, più la terra si assottiglia, finché non resta che un nastro di sabbia con l’acqua che ti lambisce i piedi da entrambi i lati. È un paesaggio raro nel Mediterraneo: niente cemento, niente lungomare, solo dune, ginepri piegati dal vento e il mare che fa quello che vuole.
Ses Illetes e Llevant: le due facce di Es Trucadors
La cosa più intelligente che puoi fare, una volta arrivato, è capire da che parte ti conviene stendere l’asciugamano. Perché i due lati della penisola non si somigliano affatto.
Il lato di Ses Illetes
A ovest c’è Ses Illetes, ed è il volto da cartolina che hai già visto mille volte senza sapere come si chiamava: acqua bassa, trasparente, di un azzurro che vira al verde menta sul bagnasciuga, fondale di sabbia chiara che ti accompagna per metri prima di scendere davvero. È il lato riparato, più calmo, quello dove l’acqua sembra una piscina e i bambini possono camminare a lungo senza mai trovarsi fuori misura. È anche il lato più mondano, con qualche chiringuito dove fermarsi a pranzo guardando le barche all’ancora.
Il lato di Llevant
A est, a pochi passi di traversata sulla sabbia, cambia tutto. Platja de Llevant guarda il mare aperto e prende il vento in pieno: quando soffia la tramontana le onde si fanno vive, la sabbia si increspa, e l’atmosfera diventa più selvaggia e meno affollata. È il lato che preferisco quando ho voglia di silenzio: ti basta camminare un po’ verso nord e ti ritrovi tratti quasi deserti, con il rumore del vento al posto della musica. Tienilo a mente, però: nelle giornate ventose qui si sta scomodi, ed è proprio allora che Ses Illetes, dall’altra parte, diventa la scelta saggia.
Es Pas e la traversata verso Espalmador
All’estremità della penisola c’è il pezzo forte, quello che dà il nome al posto: Es Pas, il “passaggio”. È il punto in cui Formentera quasi tocca l’isolotto di Espalmador, separato solo da un braccio di mare poco profondo. Quando le condizioni lo permettono — marea bassa, corrente gentile — vedrai gente attraversare a piedi nell’acqua fino alla cintola, con lo zaino tenuto alto sopra la testa, in una specie di processione laica verso l’isola di fronte.
Ti avverto subito, per onestà: la traversata non è sempre praticabile e l’accesso a Espalmador è regolamentato, perché l’isolotto è proprietà privata e ricade in area protetta. Le regole cambiano di stagione in stagione, quindi non darla per scontata. Ma anche solo arrivare fin qui, alla punta dove la sabbia si arrende al mare e davanti hai Espalmador che sembra a un passo, vale il cammino. È uno di quei posti dove ti viene naturale fermarti, sederti, e non dire niente per un po’.
Naturismo a Es Trucadors
Formentera è da decenni una delle capitali europee del naturismo, e la penisola di Es Trucadors ne è il cuore. Già su Ses Illetes il topless è la norma più che l’eccezione, ma è soprattutto risalendo verso nord, lungo i tratti più isolati di Llevant e nelle calette discrete vicino a Es Pas, che il costume diventa del tutto facoltativo. Qui nessuno ti guarda storto: la cultura del corpo libero fa parte del paesaggio quanto i ginepri e le dune, e l’atmosfera è rilassata, familiare, mai esibita.
Se è la prima volta che ti avvicini a questo mondo, la penisola è il posto giusto per cominciare senza imbarazzo, perché la pratica è talmente diffusa da risultare naturale. Tutta Formentera, del resto, offre un ventaglio sorprendente di spiagge nudiste di Formentera, dalle distese più ampie alle calette nascoste raggiungibili solo a piedi o in barca. Su Es Trucadors trovi un po’ di tutto: il via vai sociale di Ses Illetes da un lato, la solitudine di Llevant dall’altro.
Una sola raccomandazione di buon senso, che vale qui come ovunque: il naturismo si concentra nei tratti meno frequentati e più lontani dagli accessi principali, quindi orientati di conseguenza e rispetta gli spazi. Praticare il topless a Formentera è la cosa più ordinaria del mondo, ma più ti allontani verso la punta più la regola diventa scoprirsi del tutto. È un equilibrio che l’isola gestisce da sempre con naturalezza, e che fa parte del suo fascino tanto quanto il colore dell’acqua.
Come arrivare a Es Trucadors
Si parte dal porto di La Savina, dove approdano i traghetti da Ibiza, e da lì si punta a nord seguendo la strada che costeggia le saline e lo stagno di Es Pudent. La penisola è una sola, quindi è difficile sbagliare: la strada ti porta fino all’area di accesso di Ses Illetes e Llevant, dopodiché il tratto finale verso la punta si fa a piedi, lungo la sabbia.
In alta stagione l’ingresso in auto all’area è a pagamento e i posti si esauriscono presto, perciò il consiglio che do sempre è di arrivare la mattina presto oppure di muoverti come fanno i formenteresi e i veterani dell’isola: in bici o in scooter. Formentera è piccola e quasi piatta, le piste ciclabili portano fin quassù, e arrivare a Es Trucadors pedalando tra le saline è già metà della giornata che ti porti a casa.
Quando andare a Es Trucadors
I mesi migliori sono quelli ai margini dell’estate: tarda primavera, fra maggio e giugno, e settembre. In quei periodi l’acqua è già calda, la luce è limpida e la folla non ha ancora invaso, o ha appena smesso di farlo. Luglio e agosto restano spettacolari per i colori, ma la penisola si riempie e gli accessi vanno conquistati all’alba.
Tieni d’occhio il vento, che qui è il vero padrone di casa: nelle giornate di tramontana il lato di Llevant diventa scomodo, mentre Ses Illetes, riparata, resta godibile. È la bellezza di un posto con due mari: c’è quasi sempre un lato giusto in cui stare.
Dove dormire vicino a Es Trucadors
La base più comoda per raggiungere la penisola è Es Pujols, l’unico vero centro turistico di Formentera, a breve distanza verso sud: vita serale, ristoranti, noleggi e la possibilità di arrivare a Es Trucadors in pochi minuti di bici. È la scelta naturale se vuoi alternare le giornate in spiaggia a un po’ di movimento la sera.
Se invece cerchi quiete, ti conviene guardare verso La Savina, pratica per i collegamenti via mare, o verso l’entroterra attorno a Sant Francesc Xavier, il capoluogo, dove gli alloggi sono immersi nella campagna e ti svegli col silenzio. Su Formentera, in ogni caso, vale una regola di fondo: prenota con largo anticipo, perché l’isola è piccola, i posti letto sono pochi e d’estate vanno a ruba con mesi di margine.
