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Ci si arriva salendo. La strada che da Es Caló si arrampica sull’altopiano della Mola fa quello che nessun’altra strada di Formentera si azzarda a fare: prende quota sul serio, curva dopo curva, finché l’isola piatta che conoscevi resta giù in basso come una cartolina e tu ti ritrovi a quasi duecento metri sul mare, in mezzo a campi di fichi, carrubi e sabine contorte dal vento. El Pilar de la Mola è l’ultimo paese prima del nulla, o meglio prima del faro, e ha quell’aria un po’ sospesa dei posti che stanno in fondo a una strada e non lungo una strada. Qui il tempo si comporta diversamente.
Ti porto a vedere il faro della Mola, il promontorio che ispirò a Jules Verne pagine intere e che ancora oggi ti fa venire le vertigini buone; il mercatino della Mola, erede diretto dei figli dei fiori che negli anni Settanta scelsero questo altopiano per stendere le loro coperte di artigianato; la chiesa di Nostra Signora del Pilar, bianca e tozza come una fortezza in miniatura; il Molí Vell, il vecchio mulino a vento che ancora gira; e il mirador da cui Formentera ti si srotola tutta sotto i piedi. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.
Cosa vedere a El Pilar de la Mola
In un fazzoletto di altopiano si concentrano il faro della Mola, il celebre mercatino degli artigiani, la chiesa di Nostra Signora del Pilar, il Molí Vell e il mirador che annuncia l’arrivo lassù: poca roba sulla carta, moltissima dal vivo. Te le racconto una per una, dalla più bella a quella che vale comunque la sosta.
Faro de la Mola
È la ragione per cui esisti la strada, e probabilmente la ragione per cui sei salito fin quassù. Il faro della Mola fu acceso nel 1861, opera dell’ingegnere Emili Pou, e se ne sta in equilibrio sull’orlo di una scogliera che precipita per oltre cento metri dritta nel Mediterraneo, senza protezioni, senza alberi, senza nulla che ammortizzi l’impatto tra te e l’infinito. Jules Verne lo immortalò nel suo “Héctor Servadac” del 1877, e oggi un monumento di pietra a forma di stele ricorda quel passaggio letterario, là dove il vento ti scompiglia i capelli e il mare cambia colore a ogni nuvola. Vienici all’alba, se ce la fai: la Mola è uno dei primi punti di Spagna a vedere il sole, e quassù il sorgere del giorno è uno spettacolo che non si dimentica.
Mercadillo de la Mola
Tutto cominciò negli anni Settanta, quando i viaggiatori dai capelli lunghi e dalle tasche vuote scelsero questo altopiano per vendersi a vicenda collane, batik e oggetti di cuoio. Mezzo secolo dopo il mercatino della Mola è ancora lì, nello spiazzo accanto alla chiesa, e resta uno dei più autentici delle Baleari: si tiene il mercoledì e la domenica pomeriggio, da maggio a ottobre, e ci trovi bigiotteria fatta a mano, ceramiche, abiti di lino, profumi e una musica dal vivo che galleggia tra i banchi insieme all’odore di crêpe e zenzero. Non è il bazar turistico che temi: è ancora un posto dove gli artigiani ti raccontano cosa hanno fatto. Arrivaci nel tardo pomeriggio e fermati per il tramonto.
Chiesa di Nostra Signora del Pilar
Bianca, squadrata, con quel suo unico campaniletto a vela, la chiesa del Pilar è il cuore geometrico del paese e il motivo per cui esiste un paese. Venne costruita tra il 1772 e il 1784, in un’epoca in cui le chiese di Formentera nascevano anche come rifugio dalle incursioni dei pirati, e infatti ha l’aria robusta e un po’ guardinga di una fortezza che ha rinunciato alle armi. La calce che la ricopre abbaglia sotto il sole dell’altopiano, il portico davanti invita a una sosta all’ombra, e tutt’intorno gravita la vita del villaggio: il bar, il mercatino, le panchine. Entra, se è aperta: dentro è spoglia e fresca come deve essere una chiesa di campagna mediterranea.
Molí Vell de la Mola
A pochi passi dal centro, tra i campi, gira ancora il Molí Vell, il “vecchio mulino” che dà il nome alla cosa più ovvia del mondo. Risale al 1778 ed è uno dei pochi mulini a vento di Formentera tornati in funzione dopo il restauro: le sue pale di tela bianca, quando il vento collabora, macinano davvero il grano come tre secoli fa. È un edificio piccolo e tarchiato, di pietra chiara, che racconta meglio di qualunque cartello quanto duro fosse vivere su questo altopiano battuto dai venti, quando il pane te lo dovevi sudare a partire dal seme. Se lo trovi aperto, vale la breve visita; altrimenti basta vederlo profilarsi contro il cielo.
El Mirador
Prima ancora di entrare in paese, salendo dalla strada che taglia il pendio della Mola, ti imbatti nel mirador, il belvedere affacciato sul vuoto. È poco più di un allargamento della carreggiata con un muretto, ma il panorama fa tutto il lavoro: da quassù Formentera ti si apre davanti per intero, l’istmo sottile di Es Caló, la lingua di sabbia di Migjorn, le saline lontane e, nelle giornate limpide, il profilo di Ibiza all’orizzonte. Fermati il tempo di una foto e di un respiro: è il modo migliore per capire dove stai andando e da dove sei venuto.
Dove dormire a El Pilar de la Mola
Lassù in cima dormono in pochi, ed è proprio questo il bello. El Pilar de la Mola e la zona della Mola offrono soprattutto case rurali, piccoli agriturismi e affittacamere immersi nei campi di fichi: l’opzione giusta se cerchi silenzio assoluto, cieli stellati senza inquinamento luminoso e l’isola tutta per te al mattino presto, prima che i turisti risalgano per il faro. Tieni presente che quassù sei lontano dalla vita notturna e dalle spiagge attrezzate, quindi l’auto è quasi indispensabile. Chi preferisce avere tutto a portata di mano tende invece a sistemarsi più in basso, verso Es Caló de Sant Agustí o lungo la spiaggia di Migjorn, e a salire alla Mola in giornata.
Come arrivare a El Pilar de la Mola
A Formentera non si arriva in aereo: si arriva in nave. I traghetti partono da Ibiza e in circa mezz’ora ti sbarcano a La Savina, l’unico porto dell’isola. Da lì El Pilar de la Mola è all’estremità opposta, a una ventina di chilometri verso est lungo la strada principale PM-820: attraversi Sant Francesc, capoluogo dell’isola, poi Es Caló, e infine affronti la salita panoramica che si arrampica sull’altopiano. In auto o in scooter sono una quarantina di minuti dal porto, ed è il modo più pratico per muoversi, dato che il servizio di autobus quassù è limitato. Il consiglio è di noleggiare un mezzo già a La Savina: la strada per la Mola, con le sue curve e i suoi panorami, è metà del divertimento.
Quando andare a El Pilar de la Mola
Il momento perfetto dipende da cosa vuoi. Se ti interessa il mercatino degli artigiani, devi venire tra maggio e ottobre, perché fuori stagione i banchi spariscono e l’altopiano torna ai suoi contadini. Maggio, giugno e settembre sono i mesi d’oro: clima mite, luce splendida, paese vivo ma non soffocato dalla folla d’agosto, quando anche quassù la calma si fa relativa. Luglio e agosto regalano giornate lunghissime e tramonti memorabili al faro, ma anche più macchine sulla salita e più gente tra i banchi. In primavera e in autunno l’altopiano profuma di fichi e di terra, e il faro all’alba è tutto per te.
Dove si trova El Pilar de la Mola
El Pilar de la Mola è il paese più orientale di Formentera, l’ultimo lembo abitato prima del faro della Mola, arroccato sull’omonimo altopiano che si solleva a quasi duecento metri sul mare nella parte est dell’isola. Amministrativamente fa parte del comune unico di Formentera, nelle Isole Baleari, e dista una ventina di chilometri dal porto di La Savina e una decina da Sant Francesc, il capoluogo. Sotto il bordo dell’altopiano si stendono le spiagge della costa di Migjorn e il piccolo, scenografico Caló des Mort, mentre tutt’intorno si apre l’ultimo, ventoso pezzo di Formentera prima che l’isola si arrenda al Mediterraneo.
