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C’è un momento, in qualsiasi vacanza a Formentera, in cui anche il più convinto adoratore delle spiagge alza lo sguardo dall’asciugamano e si chiede cosa ci fosse, qui, prima dei chiringuiti e degli scooter a noleggio. La risposta migliore che conosco si trova a pochi passi dalla riva, nei pressi del piccolo nucleo di El Pilar de la Mola, all’estremità orientale dell’isola. Si chiama Castellum Romanum de Can Blai, qualcuno lo conosce come Can Pins, ed è uno dei luoghi più sottovalutati delle intere Baleari.
Ti avverto subito, così non parti con aspettative da kolossal: non troverai colonne svettanti né un anfiteatro. Quello che vedrai è il disegno a terra di una fortezza, le sue fondamenta affioranti, l’altezza di un solo metro nel punto migliore. Eppure è proprio questa essenzialità a renderla affascinante. Stai camminando dentro l’unica traccia tangibile che i Romani hanno lasciato su Formentera, e basta poco per capire perché valga la deviazione.
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L’unica impronta di Roma a Formentera
Come buona parte della Spagna, anche Formentera è stata per secoli terra dell’Impero Romano, e a quel passaggio l’isola deve persino il proprio nome. Di tutta quella presenza, oggi, resta soltanto questo: il Castellum de Can Blai, scoperto nel 1979, e da allora oggetto di studi che hanno sollevato più domande che certezze.
Gli archeologi concordano su una cosa sola, ovvero che la struttura fu edificata durante il dominio romano in Spagna, in un periodo collocabile tra il III e il V secolo dopo Cristo, nella fase del basso impero. Su tutto il resto, il dibattito è ancora aperto.
Una fortezza, una casa o un cantiere mai finito?
Qui sta il bello, ed è la parte che mi diverte di più raccontare. L’ipotesi più accreditata vede in Can Blai una fortezza difensiva, costruita per respingere eventuali attacchi dal mare e proteggere gli abitanti dell’isola. È la lettura che la pianta sembra suggerire e quella su cui propende la maggioranza degli studiosi.
Ma non è l’unica. Alcuni storici sostengono che potesse trattarsi in realtà di un’abitazione privata, oppure di un edificio di protezione per le case circostanti, e per giunta mai portato a termine. Il fatto che non si riesca a stabilire con sicurezza nemmeno la funzione di un edificio ti dà la misura di quanto poco sappiamo di questo angolo di Formentera.
Cosa vedi oggi tra le rovine di Can Blai
Visitando il sito cammini all’interno delle fondamenta originali, disegnate secondo una pianta quadrata da cui sporgono cinque torrioni dal profilo leggermente rettangolare. L’erosione del tempo e, soprattutto, il recupero delle pietre durante l’epoca islamica hanno fatto il resto, riducendo la fortificazione a quel metro scarso di altezza che vedi ora. Molti archeologi ritengono infatti che la struttura sia rimasta in funzione per diversi anni prima di essere progressivamente smantellata e riassorbita dal paesaggio.
Gli scavi più recenti hanno comunque regalato qualche bella sorpresa. È riemerso un antico muro che un tempo compartimentava una parte del sito, e proprio quel ritrovamento ha permesso di individuare il punto esatto in cui si apriva la porta dell’edificio: un doppio arco realizzato con pietre pesanti e robuste, oggi non più visibile. A confermarne l’esistenza è stata una borchia metallica, ritrovata sul posto, che si presume facesse parte della porta stessa. Sono dettagli minuti, lo so, ma è esattamente con dettagli così che gli archeologi ricostruiscono un mondo scomparso.
Perché vale la deviazione
Te lo dico con onestà, perché preferisco che tu sappia cosa aspettarti: lo stato di conservazione è avanzato e la visita dura pochi istanti. Non è un sito che ti tiene impegnato un’ora. Ma quei pochi minuti, e per giunta gratuiti, bastano a farti percepire l’impatto che Roma ha avuto su questo lembo di Mediterraneo e sulla Spagna intera. È un piccolo viaggio nel tempo incastonato tra spiagge e mulini, e ha il pregio raro di restituirti il senso della profondità storica di un’isola che troppo spesso riduciamo al solo turchese delle sue acque.
Se hai mezza giornata da dedicare alla Formentera meno scontata, puoi facilmente abbinare la visita a luoghi vicini come la penisola di Es Trucadors, la zona di Es Pujols, il Parco Naturale di Ses Salines o il comune di Sant Francesc, e una volta lasciato il sito sei a un passo dalla suggestiva spiaggia di Calò des Mort e dal paese di Sant Ferran de Ses Roques.
Dove dormire a Can Blai
Per restare vicino al sito e alla Formentera più tranquilla, la zona di El Pilar de la Mola e quella di Es Caló de Sant Agustí offrono sistemazioni immerse nella quiete della parte orientale dell’isola. Sant Ferran de Ses Roques è una base comoda e ben collegata, mentre chi cerca più vita e servizi trova ampia scelta a Es Pujols, a nord. In alta stagione l’isola si riempie rapidamente, quindi muoviti per tempo con la prenotazione.
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Quando andare a Can Blai
Trattandosi di un sito all’aperto e privo di ombra, conviene evitare le ore centrali delle giornate più calde di luglio e agosto. La luce migliore per camminare tra le rovine e immaginarne la pianta originale è quella del primo mattino o del tardo pomeriggio, quando il sole è radente e il caldo più gentile. La primavera e l’inizio dell’autunno restano i momenti ideali per unire la visita a una giornata di esplorazione dell’isola.
Come arrivare a Can Blai
Nonostante l’area non sia costellata di hotel e appartamenti, le dimensioni contenute di Formentera rendono il sito facilissimo da raggiungere. In scooter o in auto basta percorrere la strada diretta al faro de la Mola, seguire la segnaletica e svoltare nel punto indicato all’altezza del km 10, appena prima di Es Caló de Sant Agustí. Chi preferisce il trasporto pubblico può sfruttare la linea 2, che collega quotidianamente il porto di La Savina, a nord, con il paese di La Mola, a pochi chilometri dall’estremità meridionale dell’isola: da lì il sito è vicinissimo.
Dove si trova Can Blai
Il Castellum Romanum de Can Blai si trova nella parte orientale di Formentera, nei pressi di El Pilar de la Mola, lungo la strada che sale verso il faro de la Mola. È collocato poco prima del villaggio di Es Caló de Sant Agustí, in posizione defilata rispetto alle aree più turistiche dell’isola.






