Estany Pudent

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Estany Pudent

Meta title: Estany Pudent (Formentera): cosa vedere alla laguna dei fenicotteri
Meta description: Cosa vedere a Estany Pudent, la laguna del Parco Naturale di Ses Salines: fenicotteri rosa e birdwatching, il sentiero di Es Brolls, la storia del sale fino al 1984 e perché lo stagno “puzza”. La mia guida pratica.

Lo confesso: il nome non aiuta. Estany Pudent vuol dire più o meno “stagno puzzolente”, e quando lo leggi sulla cartina sei tentato di tirare dritto verso le spiagge. Sarebbe un peccato, perché quello che c’è da vedere a Estany Pudent è una delle cose più sorprendenti di Formentera. Questa laguna salata, incastonata nel Parco Naturale di Ses Salines — area protetta che ospita oltre 190 specie faunistiche ed è il punto di massima biodiversità di tutte le Baleari — è il miglior posto dell’isola per il birdwatching, quello in cui i fenicotteri rosa, diventati ormai il simbolo di Formentera, si fanno vedere insieme a cicogne e volpoche. Ti racconterò il sentiero di Es Brolls che la costeggia, alimentato da sorgenti sotterranee di acqua dolce dove gli uccelli nidificano; la lunga storia del sale che ha trasformato uno specchio d’acqua dolce in un sofisticato sistema di vasche, da Antoni Marroig alla Salinera Española fino alla chiusura del 1984; il motivo per cui lo stagno emana quegli odori e perché il paesaggio intorno è così arido; e qualche dato pratico — la tassa d’ingresso, la linea 7 da Migjorn, l’arrivo a piedi da Ses Illetes e il divieto assoluto di fare il bagno. Dal 2004 l’intero parco è dichiarato luogo di interesse culturale, e dopo mezz’ora qui capisci perché.

I fenicotteri rosa e il paradiso del birdwatching

Non serve nemmeno arrivare per cominciare a vedere qualcosa. Già percorrendo la strada che dal porto di La Savina porta a Es Pujols, se tieni gli occhi sui margini dell’acqua, ti capita di incrociare cicogne, volpoche e i celebri fenicotteri rosa, che qui non sono una rarità da inseguire ma quasi parte dell’arredo. È questo il dato che mi ha colpito di più: l’Estany Pudent e il Parco Naturale di Ses Salines concentrano la maggiore biodiversità di tutto l’arcipelago delle Baleari, con oltre 190 specie faunistiche, e questo fa della laguna il miglior posto dell’isola per chi ama il birdwatching. Le condizioni sono particolari — umidità altissima da una parte, aridità e salinità dall’altra — e proprio questa contraddizione attira un’avifauna che altrove fai fatica a vedere tutta insieme. Se vieni a Formentera convinto che l’unica cosa da fare sia stendersi al sole, questo è il posto che ti fa cambiare idea.

Il sentiero di Es Brolls

Il modo giusto per vedere l’Estany Pudent è camminarci intorno, e il sentiero che lo fa si chiama Es Brolls. Segue gran parte della laguna ed è frequentato ogni giorno da decine di persone che cercano un’alternativa alla spiaggia — ottima notizia, perché significa che è battuto e accessibile, non un’avventura per esploratori. Lungo il percorso si aprono diverse sorgenti sotterranee di acqua dolce, e sono loro il segreto del posto: favoriscono la crescita di specie floristiche particolari e, soprattutto, la nidificazione degli uccelli, fenicotteri compresi. Camminando con un minimo di attenzione puoi avvistare trampolieri, anatidi e ardeidi, o semplicemente lasciar correre lo sguardo sul paesaggio, che ha quel fascino spettinato e salmastro delle zone umide. Una raccomandazione che non è un consiglio ma una regola: il bagno nello stagno è severamente vietato, sia perché potrebbe farti male, sia perché farebbe male alle specie che ci vivono. Qui si guarda, non si nuota.

La lunga storia del sale

C’è un secondo livello di lettura, e riguarda il lavoro più che la natura. Fino alla seconda metà del secolo scorso, Ibiza e in particolare Formentera basavano la loro economia sull’estrazione del sale, che dava da vivere a gran parte degli isolani: l’Estany Pudent non è quindi solo uno stagno, ma un pezzo di storia recente dell’isola. La prima documentazione certa dell’attività risale al XIII secolo — lo testimoniano le illustrazioni del Museo Etnografico di Formentera — anche se gli storici concordano sul fatto che fosse iniziata diversi secoli prima. È però nell’Ottocento che la salina diventa una delle principali produttrici di tutta la Spagna: nel 1873 l’area che oggi chiamiamo Parco Naturale di Ses Salines fu acquistata dal politico e commerciante maiorchino Antoni Marroig, che poi cedette i terreni alla Salinera Española SA, la compagnia che mandò avanti l’estrazione fino al 1984, quando l’attività cessò in via definitiva. La laguna era il cuore tecnico del sistema: con un’ingegnosa rete di canali, l’acqua del Mediterraneo veniva pompata nelle vasche per aumentarne la concentrazione e favorire la cristallizzazione del sale. Cammini su un paesaggio che sembra intatto e invece è, in buona parte, opera dell’uomo.

Lo stagno che “puzza”, e il paesaggio attorno

Resta da spiegare quel nome. “Pudent” arriva proprio dai cattivi odori che lo specchio d’acqua emana, e una volta che lo sai smetti di stupirti e cominci a trovarlo perfino simpatico. All’origine l’Estany Pudent era una laguna di acqua dolce; fu nel secolo scorso che venne aperto un canale per metterla in comunicazione con il mare e ricavare quanto più sale possibile, e quella modifica ne ha cambiato per sempre la chimica. Tutt’intorno il terreno, nonostante l’umidità costante, è sorprendentemente arido: temperature altissime e poche piogge hanno selezionato una vegetazione rada, capace di sopravvivere solo qui, in equilibrio tra siccità e salsedine. È un ecosistema che si regge su un paradosso, e forse è anche per questo che funziona così bene.

Dove dormire vicino a Estany Pudent

Sgombro subito il campo: intorno alla laguna non ci sono hotel né appartamenti, ed è giusto così, vista la natura protetta dell’area. Per questo chi vuole averla a portata di mano sceglie una delle basi vicine. La più comoda è Es Pujols, la località turistica che sorge proprio lungo la strada che fiancheggia lo stagno: è il centro con l’offerta di sistemazioni più ampia e con la vita serale più vivace. In alternativa puoi appoggiarti a La Savina, vicino al porto, più nautica e tranquilla, oppure a Sant Francesc, la capitale verso l’interno, ben collegata e attiva anche fuori stagione. In tutti i casi parli di pochi chilometri e di un quarto d’ora scarso per ritrovarti sul sentiero.

Come arrivare a Estany Pudent

La via classica è partire dal porto di La Savina e imboccare la strada che porta a Sant Francesc: in pochi minuti sei ai margini del Parco Naturale di Ses Salines. Tieni presente un dettaglio: entrare nell’area con il proprio mezzo comporta il pagamento di una piccola tassa, di importo variabile a seconda della stagione, pensata per proteggere il paesaggio. Se vuoi evitarla, le alternative non mancano. La più semplice è il trasporto pubblico: la linea 7 collega il parco alla spiaggia di Migjorn, dove si concentra buona parte della movida dell’isola. E poi c’è la soluzione che preferisco, i piedi: la splendida Ses Illetes fa parte a tutti gli effetti del parco e dista solo poche centinaia di metri dalla laguna, raggiungibile con appositi sentieri che ti fanno passare accanto alle saline.

Quando andare a Estany Pudent

Qui ti do un consiglio controcorrente. L’area tocca il picco di visitatori in piena estate, ma il momento migliore per l’Estany Pudent è l’autunno: è solo verso ottobre che l’avifauna si mostra al massimo del suo splendore, e i fenicotteri rosa diventano lo spettacolo che vieni a cercare. Se capiti d’estate non resterai a mani vuote, ma metti in conto più gente e meno uccelli. In ogni stagione, ricordati la regola d’oro del posto: si cammina, si osserva, si fotografa, ma nello stagno non si entra.

Dove si trova Estany Pudent

L’Estany Pudent si trova nella parte settentrionale di Formentera, dentro il Parco Naturale di Ses Salines, lungo l’asse che collega il porto di La Savina alla località di Es Pujols: è praticamente impossibile non costeggiarlo se ti muovi tra questi due punti. A poche centinaia di metri si stende Ses Illetes, che del parco fa parte, mentre più a sud la linea 7 lo aggancia a Migjorn. È, in sostanza, il cuore umido e selvatico dell’isola, a un passo dalle spiagge ma in un mondo completamente diverso.