Faro de la Savina

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Sei ancora in mezzo al mare, il traghetto rallenta, e la prima cosa di Formentera che ti viene incontro è lui: un faro basso e bianco piantato accanto al porto, come un portiere che ti tiene aperta la porta. Il Faro de la Savina non è il più spettacolare dei tre fari dell’isola — quel titolo se lo contendono La Mola e Cap de Barbaria, e lui è il primo ad ammetterlo. Ma è quello che saluta tutti per primo, e che ti dice addio per ultimo quando riparti. Se ti stai chiedendo cosa vedere qui, eccoti la mappa in due righe: il tramonto da cui spuntano Ibiza e l’isolotto di Es Vedrà, la passerella che ti accompagna fin sotto la porta, la storia di un faro del 1926 nato per il commercio del sale, la laguna dell’Estany des Peix qui di fianco, e il viavai del porto con il suo mercatino. Poco, forse. Ma è il poco giusto, nel posto giusto.

Il tramonto con Ibiza ed Es Vedrà all’orizzonte

È questa la ragione vera per cui ci si ferma. Al calar del sole il faro smette di essere un edificio di servizio e diventa una quinta: la luce si appoggia sull’acqua del porto, le barche tornano, e davanti a te, se il cielo è sgombro, si stagliano nitidi il profilo lungo di Ibiza e la gobba inconfondibile di Es Vedrà, lo scoglio che gli ibizenchi caricano di leggende e poteri magnetici. Non è il tramonto epico e isolato di Cap de Barbaria, lo ammetto: qui c’è gente, ci sono motori, c’è odore di salsedine e di gasolio. Ma c’è anche una comodità rara, quella di vedere uno spettacolo del genere a due passi da dove hai parcheggiato.

Rispetto agli altri fari di Formentera arroccati sulle scogliere, questo faro ha avuto un trattamento di riguardo. Tutt’intorno l’ambiente è curato, e una passerella ti porta dritto fino alla sua porta, trasformando la visita in una passeggiata invece che in una scarpinata. Dentro non si entra — la porta resta una promessa — ma camminare fin lì, con l’acqua da una parte e la torre che cresce passo dopo passo, è già un piccolo rito d’arrivo. È il faro più accessibile dell’isola, e per una volta accessibile è un complimento.

Ma per capire perché stia esattamente qui devi guardare al sale. La Savina crebbe tra fine Ottocento e inizio Novecento come porto mercantile, e il sale raccolto nelle saline dell’isola partiva proprio da queste banchine. Con l’aumento delle navi e dei commerci servì qualcosa che segnalasse l’imboccatura del porto, e nel 1926 venne acceso il faro. È una costruzione modesta e sincera, nata per fare un lavoro preciso e non per impressionare nessuno. Ha avuto anche una seconda carriera curiosa: per un certo periodo serviva da riferimento agli elicotteri, prima che l’eliporto traslocasse vicino all’ospedale. Un faro che ha guidato sia chi arrivava dal mare sia chi arrivava dal cielo.

Il bello del Faro de la Savina è che non è mai solo. Attorno c’è il porto vero, quello da cui passa praticamente tutto ciò che entra ed esce dall’isola: traghetti, noleggi di bici, moto e auto, bar, ristoranti e la stazione marittima rimessa a nuovo. Nel pomeriggio si accende anche un mercatino, e l’atmosfera diventa quella allegra e un po’ disordinata dei porti d’estate. Visitare questo faro significa accettare di farlo in mezzo alla gente, ed è esattamente la sua natura: è il faro della soglia, il punto in cui Formentera comincia e finisce.

L’Estany des Peix, la laguna accanto

A pochi metri dal faro si apre l’Estany des Peix, una laguna salata collegata al mare da un’imboccatura così stretta che sembra disegnata apposta per le barche piccole. È un’acqua calma, bassa, color smeraldo nelle giornate di sole, dove da sempre i pescatori mettono al riparo le imbarcazioni quando il mare là fuori si arrabbia. Ci si cammina intorno volentieri al tramonto, ed è uno di quei posti che alle famiglie con bambini piacciono perché l’acqua resta tranquilla anche quando il resto dell’isola è spazzato dal vento. Il faro e la laguna funzionano in coppia: uno guarda fuori, l’altra guarda dentro.

Dove dormire vicino al Faro de la Savina

La Savina stessa è una base molto pratica: dormi qui e hai il porto, i noleggi e i collegamenti sotto casa, comodissimo se arrivi tardi o riparti presto. Aspettati hotel e appartamenti più legati al via vai del porto che al silenzio, perché questa è la zona di passaggio dell’isola. Se cerchi un compromesso tra comodità e quiete, l’alternativa più gettonata è la vicina Sant Francesc, il capoluogo, a pochi minuti di strada e con tutti i servizi; mentre per le serate movimentate il riferimento resta Es Pujols. Più ti allontani dal porto, più guadagni in tranquillità quel che perdi in praticità.

Come arrivare al Faro de la Savina

Questo è l’unico faro dell’isola che non devi cercare: lo trovi tu o, meglio, trova lui te. Lo vedi appena sbarchi dal traghetto che arriva da Ibiza, e per raggiungerlo ti basta dirigerti verso la zona di parcheggio del porto e proseguire a piedi lungo la passerella. Niente salite, niente sentieri rocciosi, niente camminate sotto il sole: è il faro che ti puoi permettere anche con i bagagli in mano, appena messo piede sull’isola o un attimo prima di ripartire.

Quando andare al Faro de la Savina

Il momento d’oro è il tardo pomeriggio, quando la luce si addolcisce e arriva l’ora del tramonto su Ibiza ed Es Vedrà. A metà giornata è solo un faro in un porto trafficato, e in piena estate il via vai di traghetti e turisti è notevole, quindi se cerchi un minimo di calma punta sulle ore più tranquille o sulle mezze stagioni. Le giornate limpide, con poca foschia all’orizzonte, sono quelle che ti regalano la vista migliore sulle isole vicine: è il dettaglio che fa la differenza tra una bella foto e una cartolina.

Dove si trova il Faro de la Savina

Il faro si trova proprio a La Savina, il porto principale di Formentera e la sua porta d’ingresso, sulla costa nord-occidentale dell’isola, a due passi dalla laguna dell’Estany des Peix. È il più settentrionale e il più “cittadino” dei tre fari: gli altri due — il Faro de la Mola, all’estremità orientale, e quello di Cap de Barbaria, a sud — se ne stanno in capo al mondo, lui invece sta sull’uscio di casa, ed è il primo a darti il benvenuto quando metti piede a Formentera.