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Dai fari di La Mola e Cap de Barbaria alle saline punteggiate di fenicotteri, dai mercatini hippie di El Pilar alla sabbia rosa di Ses Illetes: ti porto a spasso per l’isola più piccola e più luminosa delle Baleari.
A Formentera ci si arriva solo dal mare, e questo cambia tutto. Niente pista d’atterraggio, niente sferragliare di trolley sull’asfalto, niente assistenti di volo che ti augurano un buon soggiorno: solo il traghetto che lascia Ibiza e, dopo mezz’ora scarsa, ti porta al porto di La Savina con l’aria già diversa addosso. È un’aria che sa di pino, di rosmarino e di salsedine, e che ti avverte subito che qui i ritmi sono altri. Ottantatré chilometri quadrati di terra bassa, sessantanove di costa, sette mulini, tre fari e un mare che deve le sue trasparenze caraibiche alle praterie di Posidonia oceanica: questa è l’isola che gli antichi Romani chiamavano “Frumentaria”, terra del frumento, e che oggi è la punta di diamante del turismo spagnolo.
Sull’isola troverai il capoluogo Sant Francesc Xavier con la sua chiesa-fortezza senza finestre, El Pilar de la Mola con i suoi mercatini e i suoi panorami, i fari di La Mola e di Cap de Barbaria, le saline dichiarate riserva naturale, la movida di Es Pujols, l’eredità hippie di Sant Ferran de Ses Roques, il porticciolo di Es Caló de Sant Agustí, la cartolina d’ingresso di La Savina, i mulini, l’isolotto di Espalmador, i mercatini artigianali e i chiringuito sulla spiaggia. E poi, naturalmente, le spiagge: Ses Illetes, Cala Saona, Caló des Mort, Migjorn, Es Arenals, Llevant, Ses Platgetes, Cala en Baster e S’Alga. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.
Cosa vedere a Formentera
Mettiamo ordine in questo fazzoletto di terra: i fari di La Mola, Cap de Barbaria e La Savina, le saline con i loro fenicotteri, il capoluogo Sant Francesc Xavier, il borgo di El Pilar de la Mola, la movida di Es Pujols, l’anima bohémien di Sant Ferran de Ses Roques, il porticciolo di Es Caló de Sant Agustí, la trafficata La Savina, i mulini a vento, l’isolotto di Espalmador, i mercatini hippie e i chiringuito. Te li racconto uno per uno, dal più imperdibile a quello da tenere per gli ultimi minuti di vacanza.
Fari di Formentera
Se c’è un’immagine che riassume Formentera è quella di un faro che punta il suo occhio bianco verso l’orizzonte. L’isola ne possiede tre, e il più celebre è il Faro de la Mola: ventidue metri arroccati sulle scogliere orientali dell’isola, nel punto più alto e più drammatico, tanto suggestivo che Jules Verne lo scelse come ambientazione per il suo romanzo “Le avventure di Ettore Servadac”. Sul versante opposto, all’estremo sud, ti aspetta il Faro de Cap de Barbaria, che si raggiunge a piedi attraversando un altopiano calcareo brullo e quasi lunare, spazzato dal vento e privo d’ombra: la ricompensa, al tramonto, è una delle viste più nude e potenti delle Baleari. Il terzo, più discreto, è il Faro de La Savina, che con la sua luce guida barche ed elicotteri all’approdo. Tre fari, tre Formentera diverse.
Saline di Formentera
Le saline di Formentera, dichiarate riserva naturale nel 1995, sono un mondo a parte. Si estendono per quasi 3.000 ettari in superficie e per ben 13.000 in mare, dove custodiscono le praterie di Posidonia che tengono limpido l’oceano e proteggono il fondale dall’erosione. Sono il paradiso del birdwatching: danno asilo a oltre 200 specie di uccelli, e i protagonisti assoluti sono i fenicotteri rosa, che a fine estate si intonano perfettamente con le sfumature che assumono i cristalli di sale. Per ammirarle ci si reca nel versante nord dell’isola, possibilmente al tramonto, quando la luce sembra volersi appropriare di ogni vasca prima di sparire all’orizzonte.
Il cuore del complesso è l’Estany Pudent, il “lago che puzza”: il nome poco lusinghiero gli viene dall’odore di alghe in decomposizione che ne accompagna certe giornate, ma è proprio questa laguna salmastra a richiamare i fenicotteri e le altre specie che hanno fatto di Formentera una tappa migratoria importante. Vi si gira intorno a piedi o in bicicletta lungo un anello panoramico che, all’imbrunire, regala alcuni dei riflessi più belli dell’isola. Poco più a ovest, verso il porto di La Savina, si apre invece l’Estany des Peix, una laguna comunicante con il mare attraverso una stretta bocca: acque calme e bassissime ne fanno il regno di chi pratica vela, kayak e sport nautici, oltre che un ancoraggio naturale per le piccole imbarcazioni.
Sant Francesc Xavier
Sant Francesc Xavier è il capoluogo e il cuore pulsante della vita dei residenti: si trova esattamente al centro dell’isola e raccoglie tra le sue mura circa 3.000 anime. È anche la sede del Consell Insular de Formentera, il governo dell’isola, e quindi il centro amministrativo oltre che sociale. La pace che lo impregna non si esaurisce nemmeno in piena estate, quando viene preso d’assalto da un turismo importante ma sorprendentemente ordinato. Il suo fulcro è Plaza de la Iglesia, dominata dalla peculiare chiesa di Sant Francesc Xavier, edificata nel Settecento e priva di finestre per una ragione molto concreta: non era solo un luogo di culto, ma una vera e propria fortezza, con il tetto piatto pensato come piattaforma difensiva contro le incursioni dei filibustieri. A pochi passi, defilata e quasi nascosta, sorge la minuscola cappella di Sa Tanca Vella, uno degli edifici religiosi più antichi di tutta Formentera, testimone del primo nucleo cristiano dell’isola. Sotto i portici della piazza ti aspetta poi il Museu Etnogràfic de Formentera, che racconta in poche sale la vita contadina e marinara di un tempo, mentre le viuzze intorno — animate da botteghe artigiane, boutique e bancarelle — sono il posto giusto per fare due passi tra un acquisto e un caffè all’ombra.
El Pilar de la Mola
Se cerchi il silenzio, lo troverai a El Pilar de la Mola, un pugno di case — a malapena una trentina — incastonate nell’altopiano orientale. Da sempre è stato il rifugio delle anime travagliate in cerca di pace, e si dice che più di un personaggio famoso abbia ritrovato qui sé stesso, tra natura incontaminata e panorami che si aprono dalle altitudini circostanti. Il borgo si sveglia a metà e fine settimana, quando le bancarelle degli artigiani richiamano visitatori da ogni dove e gli artisti del posto si esibiscono nella piazza centrale, sopra il mosaico della colomba della pace. È anche il punto di partenza per il Faro de la Mola e per il Molí Vell.
Es Pujols
Nato come piccolo villaggio di pescatori, Es Pujols è oggi il centro più turistico di Formentera e il regno indiscusso della movida, incastonato tra la laguna dell’Estany Pudent — l’antica “laguna dei fenicotteri” — e la scogliera che sale verso la torre di difesa de Sa Punta Prima. La sua spiaggia è una mezzaluna di sabbia chiara che dal lungomare, costellato di bar e chiringuito come il Briss e il Nuu, si allunga fino alle calette più riservate e naturiste di Ses Canyes e Sa Roqueta, raggiungibili anche a piedi lungo le passerelle in legno che proseguono verso Ses Illetes. Di sera il paese cambia pelle: ogni notte da maggio a ottobre il mercatino artigianale anima il lungomare, mentre il “quadrilatero” della vita notturna si accende con locali come l’Ugly Box, il Beats Bar e il Sequoia, e le due discoteche più famose dell’isola, il Tipic e il Magoo, aprono le porte dopo mezzanotte. Non mancano nemmeno i ristoranti, con istituzioni come Chezz Gerdi e il suo iconico pulmino Volkswagen davanti al quale tutti finiscono per farsi una foto. È il posto giusto se vuoi goderti la carezza del sole di giorno e lo spumeggiare della musica sotto le stelle di notte.
Sant Ferran de Ses Roques
Poco lontano dalla capitale, Sant Ferran de Ses Roques è il piccolo centro che custodisce l’anima hippie di Formentera: fu qui che negli anni Sessanta i giovani anticonformisti — i “peludos”, i capelloni, come li chiamavano gli isolani — elessero il loro quartier generale, e ancora oggi tra le sue vie si respira quell’eco di “peace and love”. Il tempio laico di quella stagione è la Fonda Pepe, oggi insieme bar, ristorante e ostello, dove ti siedi in piazza e quasi senti l’eco delle chitarre immortalate negli scatti del fotografo tedesco Reinald Wünsche. Sulla stessa piazza si affaccia la chiesa di Sant Ferran, costruita in pietra tra il 1883 e il 1889 e la più piccola delle tre parrocchiali dell’isola insieme a Sant Francesc Xavier e El Pilar de la Mola; d’estate, ogni venerdì sera, il Consell Insular vi organizza concerti gratuiti. Il paese però dà il meglio dopo il tramonto, quando da giugno a settembre il mercatino artigianale invade la via principale dalle 19 a mezzanotte, ogni sera tranne il mercoledì e la domenica, con artisti che dipingono, modellano ceramica e lavorano il cuoio davanti a te. Da non perdere anche il Formentera Guitars, leggendario laboratorio di liuteria che ha costruito strumenti per Pink Floyd, King Crimson e Chris Rea e dove, in tre settimane, puoi fabbricarti la tua chitarra e battezzarla con un bagno nel mare dell’isola. Nei dintorni, infine, ti aspettano la torre di difesa de Sa Punta Prima, alcuni degli antichi mulini a vento e soprattutto il sepolcro megalitico di Ca na Costa, che pare essere uno dei siti archeologici più importanti delle Baleari.
Es Caló de Sant Agustí
Es Caló de Sant Agustí è un piccolo villaggio di pescatori che sembra uscito da una fiaba, dove la pesca è ancora protagonista assoluta dell’economia e della vita quotidiana. Nei suoi ristoranti si gusta il miglior pesce di tutta Formentera, e il suo caratteristico porticciolo naturale continua ad accogliere le antiche imbarcazioni in legno tipiche dell’isola. Il fondale roccioso lo rende perfetto per le immersioni. Da qui parte inoltre il Camino Romano, uno dei sentieri più antichi dell’isola, che tra pinete e scogliere collega il villaggio a El Pilar de la Mola passando per El Mirador, il punto più alto, da cui si gode un panorama spettacolare.
La Savina
La Savina è la cartolina d’ingresso di Formentera e il suo paese più trafficato, perché è qui che approdano traghetti e imbarcazioni di linea o private. Si trova nella parte occidentale dell’isola e ti accoglie con negozi, locali, bar, ristoranti e il caratteristico mercatino artigianale che ogni pomeriggio anima il lungomare del porto. È il posto dove noleggiare auto e motorini o prendere autobus e taxi. Se decidi di soggiornarci, hai a portata di mano belle escursioni marine e la laguna salata di Estany des Peix, paradiso di chi pratica vela e sport nautici.
Mulini di Formentera
Il nome dell’isola, dal latino “Frumentaria”, racconta da solo la sua antica vocazione agricola, e i mulini di Formentera ne sono la testimonianza più visibile. Ce ne sono ben sette sparsi sul territorio: strutture cilindriche sviluppate su tre piani, con enormi pale che sembrano voler abbracciare il paesaggio. Molti oggi non sono visitabili perché trasformati in abitazioni private, ma uno resiste e merita una sosta a parte.
Il Molí Vell de La Mola, in cima all’altopiano orientale dell’isola, risale al 1778 ed è l’unico dei sette che si lascia esplorare all’interno tramite visita guidata. Conserva ancora i macchinari originari — macine, ingranaggi in legno, tramogge — con cui generazioni di abitanti trasformavano l’oro del loro grano in farina per fragranti pagnotte. Restaurato e oggi gestito come piccolo museo etnografico, racconta meglio di qualsiasi cartello la Formentera contadina che esisteva ben prima dei traghetti e dei chiringuito.
Torri di difesa di Formentera
Basta osservare Formentera dai suoi punti più alti per notare delle sentinelle di pietra appostate sulla costa: sono le torri di difesa, erette nel Settecento quando l’isola, rimasta a lungo disabitata a causa della peste e delle incursioni dei pirati nordafricani, venne ripopolata e aveva un disperato bisogno di proteggersi. Dalle loro piattaforme i guardiani avvistavano le navi sospette e davano l’allarme con segnali di fumo di giorno e falò di notte; dichiarate Bene di Interesse Culturale nel 1949, oggi regalano alcuni dei panorami più belli dell’isola.
La più imponente è la Torre de Sa Punta Prima, vicino a Es Pujols, costruita nel 1762 per ordine dell’ingegnere militare Juan Ballester de Zafra e mai armata, da cui lo sguardo arriva fino a Ibiza e alle scogliere di La Mola. Sulla costa di Migjorn si erge invece la Torre des Pi des Català, alta ventitré metri e l’unica visitabile all’interno dopo il restauro firmato dall’architetto formenterino Marià Castelló nel 2016. All’estremo sud, accanto al faro, la Torre des Garroveret presidiava da 65 metri d’altezza il versante rivolto all’Africa, armata con un cannone prelevato dalla chiesa di Sant Francesc finché non fu disarmata nel 1824; a nord di Cala Saona, presso il museo di Can Marroig, la piccola Torre de Sa Gavina sorveglia ancora l’ingresso occidentale verso La Savina ed è uno dei posti migliori dove aspettare il tramonto.
La più antica di tutte, infine, è la Torre de Sa Guardiola, del 1749, che vedi spuntare sull’isolotto di Espalmador già dal ponte del traghetto.
Isola di Espalmador
Di fronte alla punta settentrionale di Formentera galleggia Espalmador, un isolotto disabitato e protetto, raggiungibile solo via mare con le imbarcazioni che partono da Ses Illetes e da La Savina. I più temerari ci arrivano addirittura a nuoto, attraversando lo stretto braccio di sabbia di Es Pas, anche se le forti correnti del canale sconsigliano l’impresa ai più. È un fazzoletto di natura quasi intatta, fatto di dune, ginepri e silenzio, dove l’unico rumore è quello del vento.
Il suo gioiello è la Playa de S’Alga, una mezzaluna di sabbia bianchissima affacciata su acque così basse e trasparenti da sembrare una piscina naturale: non a caso è uno degli ancoraggi più amati dai velisti di tutto il Mediterraneo. Verso il versante settentrionale e orientale dell’isolotto si aprono invece calette più piccole e selvagge, lontane dalla rada delle barche, e proprio qui, nelle insenature più appartate, il nudismo è prassi comune da decenni. Famosa è anche la laguna salmastra interna, l’Estany des Espalmador, dove un tempo i visitatori si ricoprivano del suo fango convinti delle sue proprietà curative; oggi la pratica è vietata per decisione del Consell Insular de Formentera, a tutela di una flora e una fauna che la costante presenza umana stava danneggiando.
Mercatini Hippie di Formentera
I mercatini hippie di Formentera sono diversi e disseminati su tutta l’isola, e sono il posto giusto per portarsi a casa un souvenir e capire qualcosa in più delle tradizioni locali. Ecco i più importanti da segnare in agenda.
Il Mercatino de La Mola, a El Pilar de la Mola, è il più grande e celebre di Formentera: si tiene ogni mercoledì e domenica dalle 16:30 alle 22:30, tra bancarelle di artigianato, musica dal vivo ed esibizioni degli artisti del posto.
Il Mercatino di Sant Ferran de Ses Roques è la meta preferita dei migliori artigiani dell’isola, ed è il luogo ideale per scovare pezzi unici lontano dalla calca.
I Mercatini di La Savina e il mercatino di Es Pujols animano i rispettivi lungomare nelle ore serali, perfetti per due passi tra una cena e un aperitivo affacciati sul mare.
Il Mercatino di Sant Francesc Xavier, nel cuore del capoluogo, completa il quadro con il suo ritmo più tranquillo e cittadino.
Chiringuito di Formentera
Una vacanza a Formentera senza un aperitivo in un chiringuito sulla spiaggia non è davvero una vacanza a Formentera. È qui che ci si rilassa al calar del sole, con i piedi nella sabbia, assaggiando le specialità locali o sorseggiando un mojito col panorama davanti. Negli ultimi anni molti dei chioschi storici hanno cambiato nome e gestione, diventando il punto d’incontro tra la tradizione dell’isola e un’ondata di novità: ecco quelli che vale la pena conoscere.
Il KM11, erede del leggendario Piratabus a Playa de Migjorn, ha raccolto il testimone mantenendo lo stesso staff e lo stesso spirito informale; il nome richiama la distanza dal porto e l’atmosfera resta rigorosamente rock, perfetta per un mojito al tramonto. Sempre a Migjorn, il Gitana si distingue per un’estetica ricercata, con copertura in paglia e arredi in stile gipsy-mediterraneo che evocano atmosfere esotiche: ideale per un pranzo rilassato o un aperitivo vibrante e colorato.
Sul tratto più selvaggio di Migjorn trovi il Karai (ex Kiosko 62), che ha mantenuto lo stile essenziale dell’isola puntando su allegria e ottimi smash burger, e l’Amar (ex Lucky), una struttura in legno grezzo impreziosita dalle opere dell’artista Sol Courreges Bone. Se invece cerchi charme e design, il Bocaboca a Cala Saona è il posto giusto per ammirare il tramonto davanti a un piatto di chipirones fritti, mentre a Es Pujols il Briss (ex Bartolino) offre un’oasi di pace in rattan e legno, alternativa rilassata ai chiringuito più grandi.
A fare da sentinella del passato resta infine il Chiringuito Bartolo, a Es Copinyar, gestito dalla stessa famiglia autoctona da circa mezzo secolo: nonostante qualche modifica strutturale imposta dalle nuove normative, rimane uno dei luoghi più autentici e caratteristici dell’intera isola.
Le migliori spiagge di Formentera
Le spiagge di Formentera sono considerate tra le più belle d’Europa, e basta vederle una volta per capire perché: sabbia candida, mare dalle trasparenze caraibiche, fondali tappezzati di Posidonia. Lungo i sessantanove chilometri di costa si passa dalla spiaggia attrezzata e affollata alla caletta selvaggia dove serve portarsi tutto da casa, ombrellone compreso. Ti porto a Ses Illetes, Cala Saona, Caló des Mort, Migjorn, Es Arenals, Llevant, Ses Platgetes, Cala en Baster e S’Alga: ecco le più belle, dalla più imperdibile a quella per veri amanti della solitudine.
Spiaggia di Ses Illetes
La Playa de Ses Illetes, nella parte nord dell’isola, è la regina indiscussa e una delle spiagge più ammirate d’Europa, grazie alle sfumature rosa della sua sabbia. Per preservarne l’unicità l’ingresso è regolamentato e a pagamento. Il nome — spiaggia delle isolette — si deve alla miriade di isolotti che la circondano, raggiungibili solo via barca. Qui non troverai l’invasione di chioschi e ristoranti sull’arenile, e i pochi presenti non sono esattamente convenienti: se vuoi fermarti diverse ore, conviene portarsi qualcosa da mangiare.
Spiaggia di Cala Saona
Cala Saona è una caletta dai colori peculiari che custodisce l’unica spiaggia di sabbia della parte sud-occidentale dell’isola, un morbido tappeto che prosegue anche sotto le acque azzurre, su fondali dolcemente digradanti. È il regno dei tramonti: se sei un amante del genere, qui puoi goderne di magnifici, magari con un aperitivo in mano nel chiringuito che si affaccia sulla baia. Un modo perfetto per chiudere la giornata.
Spiaggia di Caló des Mort
Caló des Mort è una piccola caletta a mezzaluna incorniciata dal rosso delle scogliere, con un mare dalle sfumature da sogno che avanza e si ritrae a seconda delle maree. Proprio per questo la sua estensione cambia di continuo, e conviene arrivare nelle prime ore del mattino per accaparrarsi un angolo dove stendere l’asciugamano. La sua bellezza incontaminata non è disturbata da bar o punti di ristoro: se vuoi un posto all’ombra, l’ombrellone te lo porti tu.
Spiaggia di Migjorn
Migjorn è un mondo lungo quasi sei chilometri, ricco di insenature e calette che ancora oggi esercitano il fascino del selvaggio. In realtà non è una spiaggia sola, ma una collana di tratti separati da lingue di roccia, ciascuno con il suo nome: da ovest verso est si succedono Es Mal Pas, Es Ca Marí, Es Racó Fondo, Es Còdol Foradat — con il suo celebre arco di roccia forata — Es Valencians, Es Arenals ed Es Copinar, che chiude il litorale poco prima della caletta di Caló des Mort. I più rinomati per fare il bagno sono Es Ca Marí, Es Arenals ed Es Copinar, grazie ai fondali sabbiosi che si prolungano dolcemente verso il largo, mentre l’intero arenile è cucito da una lunga passerella in legno che protegge il più esteso sistema dunale dell’isola. Zone rocciose si alternano così a manti di sabbia affacciati su un mare color smeraldo, ed è facile trovare nei dintorni hotel, residence e piccole strutture a conduzione familiare per coppie e famiglie, attratte dalla posizione riparata dai venti. È nel tratto di Es Arenals che sorge il KM11, l’erede del leggendario Piratabus, ancora oggi uno dei chioschi più amati dove fermarsi per un mojito al tramonto.
Spiaggia di Llevant
Playa de Llevant si stende sul versante orientale della penisola di Es Trucadors, proprio di fronte alla più celebre Ses Illetes, con cui condivide la stessa sabbia chiara e lo stesso mare cristallino. La differenza la fa il vento: più esposta e quindi spesso più mossa e più ventilata, è anche meno affollata della sorella, perfetta per chi cerca lo stesso scenario da cartolina con qualche metro di solitudine in più.
Spiaggia di Ses Platgetes
Con il nome di Ses Platgetes si indica l’insieme delle tre calette vicine al villaggio di Es Caló de Sant Agustí. Sono caratterizzate da sabbia finissima alternata a rocce e circondate dal verde della vegetazione che colora le numerose dune del paesaggio — sulle quali, attenzione, è vietato camminare, pena multe salate. Forse non è il posto migliore per piazzare sdraio e ombrellone, ma è il paradiso dello snorkeling, perché queste acque pullulano di flora e fauna marina.
Spiaggia di Cala en Baster
Cala en Baster, sulla costa nord-orientale, è la meta dei nudisti che non si lasciano spaventare dai numerosi scogli nascosti sotto la superficie. È incorniciata da falesie suggestive tra cui risuona spesso la voce del vento, e non offre alcun servizio in spiaggia. Il suo animo selvaggio la rende adatta solo a chi ama il contatto autentico con la natura e non sopporta affollamento e chiasso.
Spiaggia di S’Alga
Playa de S’Alga si trova sull’isolotto di Espalmador, riparata e affacciata su acque bassissime di un turchese quasi irreale, ragione per cui è uno degli ancoraggi preferiti dalle barche in rada. Ci si arriva solo via mare, e proprio questa piccola scomodità ne fa un angolo defilato dove la sabbia finissima e il fondale chiaro sembrano appartenere a un altro mare. Una sosta da mettere in conto se prevedi un’escursione verso Espalmador.
Dove dormire a Formentera
A Formentera le strutture ricettive non mancano, e la scelta dipende soltanto da cosa cerchi: l’isola è piccola, quindi qualsiasi zona ti tiene comunque a pochi chilometri da tutto. Se sogni vacanze all’insegna del divertimento e della movida, il posto giusto è Es Pujols, con i suoi locali notturni che salutano l’alba, gli hotel fronte mare e una buona offerta di appartamenti. Se invece preferisci un soggiorno più rilassante e romantico, la zona di Es Caló de Sant Agustí è perfetta, con piccole pensioni e case affacciate sul porticciolo dei pescatori.
La fascia della spiaggia di Migjorn è invece ideale per le famiglie con bambini, che qui trovano ampi spazi dove sbizzarrirsi e diversi hotel e residence immersi nel verde, riparati dai venti. Chi ama la tranquillità e i panorami dall’alto può puntare su El Pilar de la Mola, dove gli agroturismo e le case rurali regalano il volto più autentico e contadino dell’isola, lontano dalla folla. Per restare a due passi dall’approdo e dai collegamenti c’è La Savina, comoda per chi arriva con poco bagaglio e vuole muoversi in fretta, mentre il capoluogo Sant Francesc Xavier offre la praticità di negozi, ristoranti e servizi a portata di mano tutto l’anno.
Sul fronte mare più scenografico, infine, la zona di Cala Saona mette d’accordo coppie e amanti dei tramonti, con qualche hotel di charme affacciato sulla baia. In generale a Formentera convivono hotel, agroturismo, case in affitto e appartamenti per ogni budget: l’unica vera raccomandazione è prenotare con largo anticipo, perché in alta stagione l’isola si riempie in fretta. Le opzioni sono tante: la decisione spetta solo a te.
Come arrivare a Formentera
Come arrivare a Formentera? Bene, sappi che sull’isola si arriva esclusivamente via mare. Se parti dall’Italia, la via più rapida è prendere un volo per Ibiza e da lì imbarcarti sul traghetto che approda a La Savina, in poco più di mezz’ora di navigazione. In alternativa puoi salpare direttamente da Porto Torres, Genova, Civitavecchia o Savona: la traversata richiederà parecchie ore in più, ma se non hai fretta può rivelarsi persino rilassante.
Quando andare a Formentera
Il periodo migliore va da maggio a ottobre, quando il mare è caldo, le giornate lunghe e i chiringuito tutti aperti. Luglio e agosto regalano la stagione più viva e mondana, ma anche la più affollata e cara: se cerchi l’isola nella sua versione più autentica, punta su giugno e settembre, con clima ancora pieno e meno gente sulle spiagge. La primavera inoltrata e l’inizio dell’autunno premiano chi ama camminare e pedalare, con temperature miti e la luce migliore per le saline al tramonto.
Come muoversi a Formentera
L’ideale, per conoscere davvero come muoversi a Formentera, è affittare una bicicletta o esplorarla a piedi: la sua estensione ridotta ti permette il lusso di goderne ogni angolo con calma, e a questo scopo sono stati tracciati ben venti itinerari diversi che attraversano l’isola in lungo e in largo. Se proprio non te la senti di camminare, puoi sempre noleggiare un’auto o uno scooter, oppure affidarti agli autobus di linea che fermano nei principali luoghi di interesse.
Dove si trova Formentera
Formentera è la più piccola e la più meridionale delle isole abitate dell’arcipelago delle Baleari, nel Mediterraneo occidentale, di fronte alle coste orientali della Spagna. Si trova appena a sud di Ibiza, dalla quale è separata da un breve braccio di mare punteggiato di isolotti — Espalmador su tutti — e raggiungibile in traghetto in circa mezz’ora. I suoi ottantatré chilometri quadrati di terra bassa e luminosa la rendono un’isola che si attraversa in poco tempo ma che resta addosso a lungo.
