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C’è un paese, a Formentera, che negli anni Sessanta e Settanta è diventato per qualche estate la capitale mondiale dei capelli lunghi e delle idee storte, e che ancora oggi se ne porta addosso il profumo. Sant Ferran de Ses Roques sta nel mezzo, geograficamente e spiritualmente: a metà strada tra Sant Francesc, il capoluogo compito, ed Es Pujols, la spiaggia chiassosa. Arrivandoci dalla strada principale non sembra granché — quattro case basse intorno a una chiesa bianca e una piazza — ma è proprio questa modestia il suo trucco. Qui ci si fermava perché costava poco e ci si tornava perché non si riusciva più ad andarsene. Le “Roques” del nome sono gli affioramenti di roccia che spuntano tutt’intorno, ma a Sant Ferran le rocce più dure sono sempre state le teste di chi ci abitava.
Ti porto a vedere la Fonda Pepe, locanda e bar che è il cuore pulsante della Formentera bohémien; la chiesa di Sant Ferran, bianca e severa al centro del paese; il mercatino artigianale; il festival Guitarres de Formentera, che ogni estate restituisce al paese la sua anima musicale; Cala en Baster, la cala rocciosa scavata di grotte sulla costa nord; e, nei dintorni immediati, la Torre di difesa di Punta Prima, i due vecchi mulini a vento e il sepolcro megalitico di Ca na Costa. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.
Cosa vedere a Sant Ferran de Ses Roques
In poche centinaia di metri, allargati appena ai dintorni, trovi la Fonda Pepe, Cala en Baster, il sepolcro di Ca na Costa, la chiesa di Sant Ferran, il mercatino artigianale, la Torre di Punta Prima, i mulini d’en Teuet e de ses Roques e il festival Guitarres de Formentera. Te li racconto uno per uno, dal più imperdibile a quello che vale comunque la deviazione.
Fonda Pepe
Se Sant Ferran ha un’anima, batte qui dentro. La Fonda Pepe aprì negli anni Sessanta come modesta locanda con bar, e divenne in fretta il quartier generale della comunità alternativa che aveva eletto Formentera a paradiso a buon mercato: artisti, musicisti, viaggiatori senza biglietto di ritorno. La leggenda vuole che tra quei tavoli siano passati nomi che poi avrebbero riempito gli stadi — Bob Dylan compreso, anche se nessuno ha mai trovato la ricevuta — e quel mito, vero o gonfiato che sia, fa ancora parte dell’arredamento. Oggi ci entri per un caffè o un’erbe ibicenco e ti ritrovi circondato da fotografie ingiallite, graffiti d’epoca e il senso preciso di stare seduto dentro un pezzo di storia del costume. È il primo posto in cui dovresti mettere piede.
Cala en Baster
Sulla costa nord di Sant Ferran, dove la terra rossa cede di colpo alla roccia, si apre Cala en Baster: non una spiaggia da ombrellone, ma una piccola insenatura selvaggia incassata tra falesie scure. La sua particolarità sono le grotte e i ricoveri scavati nella pietra che i pescatori usavano per mettere al riparo le barche, una serie di nicchie e cunicoli che oggi rendono il posto fotogenico e leggermente avventuroso. Ci si arriva a piedi lungo un sentiero, l’acqua è di un turchese che taglia il fiato e il fondale sassoso è il regno dello snorkeling. Vacci con scarpe adatte e un po’ di prudenza: è bellezza ruvida, non balneare.
Sepolcro megalitico di Ca na Costa
A ovest del paese, superato Es Pujols e affacciato sulla laguna dell’Estany Pudent, sorge il monumento più antico di tutta Formentera. Ca na Costa è un sepolcro megalitico dell’Età del Bronzo, riportato alla luce nel 1974 e datato intorno al 1900 avanti Cristo: un cerchio di grandi lastre di pietra calcarea piantate verticalmente, che custodivano i resti di una decina di individui. Restare lì, davanti a quelle pietre messe in piedi quattromila anni fa da gente che già abitava quest’isola, ridimensiona di colpo ogni discorso sui figli dei fiori. È piccolo, ci giri intorno in cinque minuti, ma è il genere di posto che ti resta addosso.
Chiesa di Sant Ferran
La chiesa parrocchiale è il fulcro geometrico del paese: bianca, lineare, senza fronzoli, dedicata a San Fernando e costruita nell’ultimo scorcio dell’Ottocento, intorno agli anni 1883-1889. Non ha l’aria fortificata delle chiese più antiche di Formentera, perché nacque in un’epoca in cui i pirati erano ormai un ricordo, e infatti sfoggia linee più pulite e quasi cittadine. Si affaccia sulla piazza che fa da salotto del paese, lì dove si tiene il mercatino e dove la sera ci si dà appuntamento. Entra a dare un’occhiata all’interno spoglio e luminoso, poi siediti fuori a guardare la vita di Sant Ferran che scorre lenta.
Mercatino di Sant Ferran
Nei pressi della chiesa, nelle sere d’estate, va in scena il mercatino artigianale di Sant Ferran: bancarelle di bigiotteria fatta a mano, abiti di lino, cuoio, ceramiche e bricolage di ogni tipo, eredità diretta di quel commercio informale che la comunità hippie inventò mezzo secolo fa per tirare avanti. È più raccolto e paesano del celebre mercatone della Mola, e proprio per questo ha un suo fascino intimo: ci passi quasi per caso, finisci a chiacchierare con chi vende, e te ne vai con qualcosa che non avresti comprato altrove. Si anima soprattutto al calar del sole, quando l’aria si fa fresca e le luci si accendono.
Torre di difesa di Punta Prima
A nord del paese, dove la costa si fa promontorio, si erge la Torre de Sa Punta Prima, una delle torri di guardia che nel Settecento difendevano Formentera dalle incursioni dei corsari. È una costruzione tozza e circolare in pietra, piantata in posizione dominante, dalla quale i guardiani avvistavano le vele sospette e davano l’allarme. Oggi la deviazione si giustifica soprattutto per il panorama: da lassù lo sguardo abbraccia Es Pujols, la costa di tramontana e, nelle giornate limpide, il profilo di Ibiza all’orizzonte. È una sosta breve ma scenografica, perfetta verso il tramonto.
I mulini di Sant Ferran
Intorno al paese resistono due testimoni della Formentera contadina, quando il vento non serviva ai windsurf ma a macinare il grano: il Molí d’en Teuet, a sud, e il Molí de ses Roques, a est. Sono mulini a vento in pietra chiara, dalla pianta circolare e l’aria un po’ acciaccata, che per secoli hanno trasformato la fatica dei campi in farina. Non aspettarti pale roteanti e visite guidate: sono per lo più ruderi restaurati o conservati, da guardare e fotografare più che da visitare. Ma profilati contro il cielo dell’isola raccontano, meglio di qualunque cartello, com’era la vita qui prima dei traghetti e dei turisti.
Festival Guitarres de Formentera
A chiudere il cerchio, e a ricordarti perché Sant Ferran è il paese più musicale di Formentera, c’è il festival Guitarres de Formentera, che ogni estate riempie le serate dell’isola con concerti dedicati alla chitarra in tutte le sue declinazioni, dal flamenco al folk fino alle contaminazioni più libere. Non è un evento da grande palco illuminato a giorno, ma una rassegna diffusa e a misura d’isola, perfettamente in linea con quello spirito artigianale e bohémien che proprio qui, tra i tavoli della Fonda Pepe, mise radici sessant’anni fa. Se capiti a Sant Ferran nel periodo giusto, lasciati guidare dalle note: sono il filo che tiene insieme tutto il resto.
Dove dormire a Sant Ferran de Ses Roques
La posizione centrale è il grande vantaggio di Sant Ferran: dormi qui e hai Es Pujols e le sue spiagge a un paio di chilometri, Sant Francesc e il porto a portata di scooter, e la sera la piazza viva sotto casa. L’offerta è fatta soprattutto di piccoli hotel, hostal a conduzione familiare, appartamenti e case rurali nei campi circostanti: niente grandi resort, in linea con il carattere informale del posto. È la base ideale se cerchi un compromesso tra movimento e quiete, e se ti piace l’idea di rientrare a piedi dopo una serata di musica. Chi vuole il mare proprio davanti alla porta tende invece a spostarsi sulla costa di Es Pujols, a pochi minuti d’auto.
Come arrivare a Sant Ferran de Ses Roques
A Formentera si arriva solo via mare: i traghetti partono da Ibiza e in una mezz’ora ti sbarcano a La Savina, l’unico porto dell’isola. Da lì Sant Ferran de Ses Roques è vicinissima, una manciata di chilometri lungo la strada principale PM-820 in direzione est, prima ancora di arrivare a Es Pujols: in auto o in scooter sono dieci-quindici minuti scarsi. Il consiglio, come sempre a Formentera, è di noleggiare un mezzo già al porto, perché l’isola si gusta su due o quattro ruote e il servizio di autobus, pur esistente, è pensato più per i residenti che per chi vuole girare. Sant Ferran, in ogni caso, è uno dei paesi più facili da raggiungere.
Quando andare a Sant Ferran de Ses Roques
Sant Ferran dà il meglio in estate, quando il paese si riempie, il mercatino apre i banchi, la Fonda Pepe si affolla e il festival Guitarres de Formentera porta la musica nelle serate. Detto questo, i mesi davvero d’oro sono maggio, giugno e settembre: clima caldo ma non torrido, vita notturna già accesa, e quella folla d’agosto ancora gestibile, perché in piena estate anche un paese tranquillo come questo cambia ritmo. La primavera e l’inizio dell’autunno regalano una Formentera più autentica e silenziosa, perfetta per Cala en Baster e Ca na Costa senza nessuno intorno, anche se molti locali tirano giù la saracinesca. In pieno inverno, invece, Sant Ferran torna a essere il sonnacchioso paese di campagna che è sempre stato.
Dove si trova Sant Ferran de Ses Roques
Sant Ferran de Ses Roques sorge nella parte centro-orientale di Formentera, nelle Isole Baleari, esattamente a metà strada tra Sant Francesc Xavier — il capoluogo dell’isola, a un paio di chilometri a ovest — ed Es Pujols, la principale località balneare, poco più a nord. Dal porto di La Savina, porta d’ingresso di Formentera, dista appena qualche chilometro lungo la PM-820. Il paese si sviluppa nell’entroterra, ma il suo territorio si allunga fino alla costa settentrionale, dove si apre Cala en Baster, mentre poco a ovest, verso la laguna dell’Estany Pudent, si trova il sito megalitico di Ca na Costa: una posizione comoda e baricentrica, che fa di Sant Ferran uno dei punti migliori da cui esplorare tutta l’isola.
