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La spiaggia di Cavall d’en Borràs si trova sulla costa nord-occidentale di Formentera, l’isola più piccola e più sfacciatamente trasparente delle Baleari, appena un paio di chilometri sopra il porto di La Savina e a circa quattro da Sant Francesc Xavier, il minuscolo capoluogo. È una di quelle spiagge che la maggior parte dei visitatori supera quasi senza accorgersene mentre punta dritta verso la celeberrima Ses Illetes, e che chi ha un minimo di buon senso decide invece di non lasciarsi alle spalle. Incastonata dentro il Parc Natural de Ses Salines e affacciata a ovest verso la sagoma di Ibiza, è fatta apposta per chi cerca un mare quieto, una giornata senza orari e quella sensazione, ormai rara da queste parti, di non dover negoziare ogni metro quadrato di asciugamano con il vicino.
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Sul piano dei numeri, la spiaggia di Cavall d’en Borràs misura circa settecento metri di lunghezza per una ventina di larghezza: una striscia lunga e relativamente sottile di sabbia bianca e finissima, di quella che a Formentera non è un caso ma il risultato di millenni di praterie di Posidonia oceanica e di un sistema dunale che ancora oggi le fa da spina dorsale. Non è una spiaggia spartita tra gli hotel come altre spiagge di Formentera: qui sei dentro un parco naturale, su suolo pubblico, con una passerella di legno che scavalca le dune e ti deposita sull’arenile, e con due soli beach club — il Beso Beach e il Cala Duo — a presidiare la mondanità. Il fondale è gentile dove conta: scivola dolcemente per i primi metri e raggiunge il metro e mezzo soltanto a una quindicina di metri dalla riva, mantenendolo poi a lungo, così che i bambini possono sguazzare vicino al bagnasciuga mentre tu nuoti tranquillo qualche bracciata più in là.
Le onde sono di norma una rumorosa assenza, l’acqua è calma e c’è il bagnino in alta stagione, oltre a docce, servizi e un accesso adattato per chi ha problemi di mobilità. Bandiera Blu non ne troverai, ma per una ragione banale: Formentera, semplicemente, non partecipa al programma. La vera credenziale è sotto i tuoi piedi: le praterie di posidonia, habitat protetto, si vedono a occhio nudo dalla superficie, e la visibilità — fino a venticinque metri nelle giornate migliori — è tra le più alte del Mediterraneo occidentale. L’acqua tocca i 28 °C in piena estate e scende intorno ai 15 °C d’inverno.

Quanto alle cose da fare, il copione qui è volutamente lento. Puoi camminare sulla passerella tra le dune e proseguire lungo la costa fino a La Savina in un quarto d’ora scarso, oppure piegare verso nord in direzione di Es Trucadors e della stessa Ses Illetes. L’acqua trasparente è un invito a tuffare la maschera: lo snorkel dalla riva è l’attività regina, con kayak e paddlesurf a completare il quadro per chi non sa stare fermo. Per fame e sete provvedono il Beso Beach e il Cala Duo, perfetti per un pranzo coi piedi quasi nella sabbia e, soprattutto, per l’aperitivo al tramonto, complice l’esposizione a ponente che regala il sole calare dritto in mare. La vita notturna vera, però, non abita qui: per quella dovrai spostarti a Es Pujols, capitale ufficiosa del divertimento isolano, o tra i baretti del porto di La Savina. A Cavall d’en Borràs si va più di gin e tonic al crepuscolo che di pista da ballo, e la cosa, francamente, le dona.
I dintorni, poi, sono un piccolo concentrato del meglio dell’isola. A un passo trovi la Platja de Ses Salines, lambita dalle saline che danno il nome al parco e dallo stagno Estany Pudent alle spalle; poco oltre la Cala Savina, la Platja de Llevant e la Platja de s’Illeta, fino a salire lungo la sottile penisola di Es Trucadors che conduce a Ses Illetes e, da lì, all’isolotto di s’Espalmador. Per il resto ti muovi tra pochi e piccoli centri: il porto di La Savina dove sbarcano i traghetti, il capoluogo Sant Francesc Xavier con la sua chiesa-fortezza e Es Pujols con hotel, locali e movida.
Sul quando andare, la stagione balneare corre grosso modo da maggio a ottobre. Luglio e agosto sono i mesi più vivaci e affollati: il parcheggio si riempie prima delle dieci, e ad agosto spesso già prima delle nove, quindi conviene arrivare presto o rassegnarsi al cartello “completo”. I mesi ideali sono giugno e, soprattutto, settembre, quando l’acqua è ancora calda, la luce si fa dorata e la folla si dirada: settembre, non a caso, è il mese migliore per lo snorkel. Le ore d’oro sono la prima mattina, prima delle nove e mezza, e il tardo pomeriggio fino al tramonto. Un’unica avvertenza meteo: la tramuntana, il vento da nord, può increspare questo tratto di costa e portare un po’ di onda dove di solito non ce n’è.
Dove dormire a Cavall d’en Borràs
Sulla spiaggia non si dorme: sei dentro il Parc Natural de Ses Salines, suolo protetto senza strutture ricettive proprie. La base più comoda è La Savina, il porto, a un paio di chilometri appena, ideale se arrivi e riparti in giornata da Ibiza. Per una scelta più ampia di hotel, appartamenti e appartamenti vacanza conviene puntare su Es Pujols, il centro turistico più attrezzato dell’isola, a una decina di minuti d’auto, oppure su Sant Francesc Xavier, il capoluogo, a circa quattro chilometri, più tranquillo e a portata di mano da entrambe le coste.
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Come arrivare a Cavall d’en Borràs
Si arriva quasi sempre in auto. Dal porto di La Savina — dove approdano i traghetti da Ibiza — si imbocca la PM-820 in direzione di Es Pujols e, dopo circa due chilometri, si svolta al bivio segnalato per Cavall d’en Borràs, dotato di una propria barriera e di un parcheggio indipendente da quello di Ses Illetes: cinque-dieci minuti in tutto. Il parcheggio è a pagamento (circa 6 € al giorno, attivo dal 10 maggio al 15 ottobre), ombreggiato, con una capienza di una cinquantina-ottantina di posti, e si svuota in fretta solo a prima mattina o in bassa stagione. In alternativa c’è la fermata dell’autobus a un centinaio di metri dall’arenile, oppure i piedi: da La Savina sono quindici minuti a piedi seguendo la costa. Dall’ultimo parcheggio una passerella di legno scavalca le dune e ti porta dritto sulla sabbia.
Dove si trova Cavall d’en Borràs
Cavall d’en Borràs si trova sulla costa nord-occidentale di Formentera, nelle Isole Baleari, all’interno del Parc Natural de Ses Salines. È collocata tra il porto di La Savina, poco più a sud, e la penisola di Es Trucadors che sale verso nord in direzione di Ses Illetes, affacciata a ponente verso Ibiza e con lo stagno dell’Estany Pudent alle spalle.






