Ses Illetes, la spiaggia più bella di Formentera

Sabbia bianca, fondali bassi e un turchese che sembra ritoccato: a pochi chilometri dal porto di La Savina ti aspetta la spiaggia che finisce in cima a ogni classifica. Ecco cosa sapere prima di andarci.

La spiaggia di Ses Illetes è il motivo per cui mezza Europa, ogni estate, si imbarca su un traghetto a Ibiza e si lascia portare a Formentera senza nemmeno chiedersi dove stia andando. Ses Illetes si distende sulla punta più settentrionale dell’isola, lungo la penisola di Es Trucadors, dentro il Parco Naturale di Ses Salines d’Eivissa e Formentera, ed è quel genere di posto che ti fa abbassare il telefono e smettere di cercare il filtro giusto, perché il filtro è già lì, gratis, integrato nell’acqua. È una spiaggia rivolta a ovest, calma, bassa, larga, perfetta per chi vuole un mare che a metà luglio somiglia più a una piscina termale caraibica che al Mediterraneo: famiglie con bambini piccoli, coppie che non hanno voglia di nuotare a venti bracciate dalla riva per toccare il fondo, e chiunque abbia mai sognato un colore d’acqua che dal vivo sembra una bugia ben riuscita.

Nel dettaglio, l’arenile vero e proprio si sviluppa per circa 450 metri, spezzato a metà da una piccola lingua rocciosa che divide la spiaggia in due tratti gemelli, ma se hai voglia di camminare la sabbia non finisce lì: prosegue verso nord lungo Es Trucadors, dove la penisola si assottiglia in un braccio sottile che collega Illetes alla vicina Platja de Llevant. La sabbia è bianca, finissima, e in più punti vira al rosa: non è marketing, è corallo che le mareggiate sbriciolano negli anni e che si mescola alla riva regalandole quella tinta tenue che, contro il turchese, fa un effetto quasi imbarazzante a fotografarsi. Una parte degli ombrelloni e dei lettini è in concessione, spesso legata ai ristoranti e alle strutture vicine e da prenotare per tempo, ma ampi tratti restano liberi: ombra naturale, ti avviso, praticamente zero, quindi cappello e crema non sono un vezzo. I fondali degradano con una pazienza encomiabile, l’acqua resta bassa per decine di metri ed è sorvegliata da bagnini, il che la rende una delle scelte più sensate dell’isola se hai bambini al seguito. La limpidezza non è un caso: i fondali ospitano praterie di posidonia oceanica, la pianta marina che filtra l’acqua e tiene insieme la sabbia, e i resti secchi che a volte trovi sulla battigia, soprattutto in inverno, sono il prezzo (minimo) di un mare così trasparente. Non stupisce che Ses Illetes compaia regolarmente in testa alle classifiche delle spiagge più belle di Formentera e tra le prime al mondo: è il genere di riconoscimento che di solito fa storcere il naso, e che qui invece ti ritrovi a confermare con la faccia nell’acqua.

Cosa fare, oltre alla nobile arte di non fare nulla. La passeggiata che consiglio sempre è verso nord, lungo Es Trucadors, fino al punto in cui la sabbia si restringe in un istmo e davanti a te compare l’isola di Espalmador: tieni presente che lo stretto di Es Pas sembra un guado da niente ma ha correnti serie, quindi guardalo, fotografalo, e non provare ad attraversarlo a nuoto. C’è poi un trucco che cambia la giornata: Illetes guarda a ovest, Llevant a est, e bastano pochi minuti a piedi per spostarti dall’una all’altra; se tira ponente e Illetes si increspa, scavalchi la penisola e trovi il mare piatto sull’altro versante. Sul fronte sportivo si va di paddle surf, snorkeling tra i pesci che vedi a occhio nudo, qualche tavola a vela quando il vento collabora. Per mangiare la zona ha i suoi nomi: il Tiburón più vicino all’ingresso per il cocktail con vista, e poi istituzioni come Juan y Andrea ed Es Ministre, dove gli yacht ancorati al largo mandano i tender a prendere i clienti e i prezzi seguono coerentemente la stessa logica panoramica. La vita notturna vera, però, non è in spiaggia: per quella ci si sposta a Es Pujols, il piccolo centro turistico a una manciata di chilometri, che è anche il punto più comodo dove cenare e fare due passi la sera.

I dintorni, lungo questa costa, sono una sfilza di alternative che vale la pena conoscere se trovi Illetes presa d’assalto. A sud dello stesso arenile c’è Cavall d’en Borràs, più ombreggiata dai pini e spesso più tranquilla; a est, come dicevo, la lunga Platja de Llevant. Gli isolotti che danno il nome alla spiaggia — Illa des Forn, Illa de Tramuntana, Escull des Pou, Illa Redona, Es Pouet — punteggiano l’orizzonte come una flotta in miniatura, mentre più a nord s’Espalmador, raggiungibile via mare con i tour in catamarano, è il paradiso semivuoto che cerchi quando Illetes è troppo. Allargando il raggio, Formentera ti mette a disposizione la conchiglia riparata di Cala Saona a ovest, gli infiniti chilometri di Migjorn a sud e gli scogli minuscoli di Es Caló de Sant Agustí: a quel punto la scusa per restare un giorno in più te la sei già costruita da solo.

Sul quando andare, la stagione balneare va grosso modo da maggio a ottobre, con l’acqua davvero godibile da giugno. Luglio e agosto sono i mesi più vivi e, va detto con onestà, i più affollati: i parcheggi si riempiono presto e l’ingresso può chiudere a metà mattina. Il consiglio è semplice e impopolare solo per chi ama dormire: arriva entro le dieci o, in alternativa, presentati a metà pomeriggio quando una parte dei bagnanti smonta. I mesi ideali, se puoi scegliere, sono giugno e settembre — stesso mare, metà folla — e il momento più bello della giornata resta il tardo pomeriggio, quando la luce si addolcisce e il versante ovest di Ses Illetes si prende uno dei tramonti più celebrati delle Baleari. Fuori stagione, infine, diventa il regno delle lunghe camminate: niente bagno, ma neanche un’anima.

Dove dormire a Ses Illetes

Sulla spiaggia, in senso stretto, non si dorme: Ses Illetes è dentro un’area naturale protetta e non ci sono hotel né appartamenti affacciati sull’arenile. La base più comoda e vicina è Es Pujols, l’unico vero centro turistico dell’isola, con la concentrazione maggiore di alberghi, ristoranti e locali serali, a pochi chilometri dall’ingresso del parco. In alternativa c’è La Savina, il paese del porto, pratico se arrivi e riparti via traghetto e ti va di restare leggero negli spostamenti. Chi cerca più silenzio guarda invece all’entroterra attorno a Sant Francesc Xavier o alle zone più appartate verso Migjorn, accettando qualche minuto in più di strada in cambio di tranquillità.

Come arrivare a Ses Illetes

Formentera non ha aeroporto, quindi si arriva via mare: traghetto da Ibiza (o, in alta stagione, collegamenti diretti dalla penisola) fino al porto di La Savina. Da lì, Ses Illetes è a circa 3-5 chilometri verso nord, lungo la strada che taglia le saline e costeggia lo stagno di s’Estany Pudent — un tragitto che è già di per sé uno spettacolo. Trattandosi di parco naturale, dal 2015 l’accesso dei veicoli a motore è regolamentato nei mesi estivi: auto e scooter pagano una piccola tassa ambientale che varia con la stagione (i veicoli elettrici sono esenti, gli ibridi pagano meno), mentre a piedi e in bicicletta si entra gratis. I quad sono vietati nell’intera area protetta, quindi tienine conto quando noleggi. I posti auto sono limitati — qualche centinaio, contro un’abbondanza di stalli per i motorini — e quando si esauriscono l’ingresso chiude fino a sera: ennesima ragione per arrivare presto. Senza mezzo proprio, c’è la linea di bus che collega La Savina ed Es Pujols alla spiaggia a intervalli regolari; e per i più gambuti, dal porto parte anche un sentiero costiero percorribile a piedi in poco meno di un’ora, acqua al seguito.

Dove si trova Ses Illetes

Ses Illetes si trova all’estremità settentrionale di Formentera, nelle isole Baleari, lungo la penisola di Es Trucadors e all’interno del Parco Naturale di Ses Salines d’Eivissa i Formentera. È rivolta a ovest, affacciata sul canale che separa Formentera da Ibiza, con gli isolotti di Es Trucadors a punteggiarne l’orizzonte e l’isola di s’Espalmador a chiuderne la prospettiva verso nord. Dal porto di La Savina dista una manciata di chilometri di strada tra le saline, posizione che la rende al tempo stesso facile da raggiungere e, paradossalmente, ancora capace di sembrare un posto in capo al mondo.