La Savina

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A Formentera ci arrivi da una porta sola, e quella porta si chiama La Savina. Lo dico subito perché è facile commettere l’errore che ho commesso io la prima volta: scendere dal traghetto, guardare il porto come si guarda una sala d’attesa e tirare dritto verso le spiagge, convinto che il bello cominci altrove. È un errore. Quello che c’è da vedere a La Savina non è solo l’imbarco con i suoi noleggi di scooter e i taxi in fila: è un mercatino artigianale che costeggia il lungomare fino a mezzanotte, una flotta di yacht ormeggiati a fare scena, qualcuno dei locali più esclusivi dell’isola, e poi due meraviglie naturali a due passi dall’asfalto. C’è l’Estany des Peix, una laguna salata chiusa al mare se non per un canale minuscolo, Sa Boca, dove vivono gabbiani, cormorani e perfino uno scarabeo che non esiste in nessun altro posto del pianeta, l’akis bremeri. E ci sono le saline, le antiche Ses Salines, patrimonio UNESCO dal 1995, che a fine estate si tingono di rosa e che, prima ancora dei traghetti e dei turisti, hanno dato all’isola il suo nome al tempo di Cartaginesi e Romani. Aggiungici la Posidonia che difende queste coste, uno dei tre fari di Formentera che sta proprio qui, le partenze in barca verso Espalmador e una camminata verso Ses Illetes, e capisci perché La Savina meriti almeno mezza giornata. Una curiosità per chiudere il cerchio: un tempo non era nemmeno attaccata all’isola.

Le saline di Formentera, e il giorno in cui il sale diventa rosa

Spostati di un paio di chilometri a ovest del porto e arrivi a Ses Salines, ed è qui che La Savina smette di essere un punto di transito e diventa un posto da guardare con calma. Sono saline antiche, dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1995, e portano dentro una storia più lunga di quanto immagini: la produzione del sale, ai tempi dei Cartaginesi, era la prima vera fonte di ricchezza dell’isola, prima che i Romani arrivassero a impiantare il frumento e a rendere tutto incredibilmente prospero, al punto che proprio da quel commercio l’isola ricavò il proprio nome. L’estrazione del sale è stata abbandonata da un pezzo, ma il paesaggio non ha perso niente, e c’è un momento dell’anno in cui dà il meglio di sé: la fine dell’estate, quando certi batteri proliferano nelle vasche e tingono il sale di un rosa improbabile. Se vuoi vederlo come si deve, vieni a tarda mattinata o al tramonto, quando la luce smette di appiattire tutto. Intorno alle vasche si ferma una folla di uccelli migratori che fa sosta qui durante i suoi viaggi, e sott’acqua, davanti alla costa, si distendono le praterie di Posidonia Oceanica, una pianta che depura l’acqua e fa da barriera, tenendo insieme spiagge e dune. È così preziosa da essere protetta a sua volta, con progetti come il “Save Posidonia Project” e “Formentera Sostenibile”. Per immergerti e vedere il fondale servono i permessi del Consiglio dell’Isola e l’attrezzatura giusta, ma lo spettacolo ripaga la trafila.

Estany des Peix, la laguna che respira da un canale solo

L’altra bellezza naturale di La Savina è l’Estany des Peix, una laguna salata lunga 3,4 chilometri tenuta separata dal mare da una barriera quasi continua. Il “quasi” è tutto: c’è un’unica entrata, un canale chiamato Sa Boca, profondo un metro scarso e largo una ventina, da cui la laguna respira. Il risultato è un’acqua calma, bassa, senza onde, il genere di posto dove le famiglie passano interi pomeriggi e i bambini imparano a nuotare senza che nessuno trattenga il fiato. Le condizioni così particolari ne fanno anche uno scenario ideale per gli sport nautici, e lungo il litorale le calette si susseguono con le barche posate su un fondale sabbioso. C’è poi un dettaglio che mi diverte: i gabbiani e i cormorani si radunano in stormi proprio qui, mentre nel resto di Formentera fai fatica a trovarli, come se avessero scelto questo angolo per votazione. E se ti metti a guardare in basso, in mezzo agli insetti, puoi incrociare l’akis bremeri, uno scarabeo che vive solo qui e da nessun’altra parte al mondo: il tipo di primato minuscolo che un’isola piccola sa offrire meglio di una grande.

Il porto, il lungomare e il mercatino fino a mezzanotte

Del vecchio porto, quello che gli isolani usavano per commerciare con Ibiza e Maiorca, è rimasta soprattutto la posizione. Quello che trovi oggi è un luogo moderno, costruito addosso alle esigenze di chi arriva, con ristoranti, bar e negozi a portata di valigia. Sul lungomare, per tutta la stagione estiva, si allunga un mercatino artigianale che resta aperto fino a mezzanotte, ed è il modo migliore per ammazzare l’attesa di un traghetto o per chiudere una serata. Cammina ancora un po’ e vedrai gli yacht ormeggiati uno dietro l’altro, che da soli ti raccontano che tipo di turismo frequenta questo angolo di Mediterraneo: proprio a La Savina si trovano alcuni dei locali più esclusivi dell’isola, per chi cerca il lusso più che la sabbia. Dal porto parte anche la passeggiata verso la Playa de Ses Illetes, una di quelle camminate che valgono il tragitto, e partono i collegamenti via mare verso l’isolotto di Espalmador. Se ti senti avventuroso puoi noleggiare un catamarano e costeggiare Formentera per una giornata intera; se ti basta sentire l’odore dell’isola, ti accorgi già al molo del profumo di macchia mediterranea — pino, rosmarino, fichi, bouganville — che ti viene incontro appena scendi.

Il faro di La Savina

Tra le costruzioni che danno carattere a questo angolo c’è anche un faro, uno dei tre che presidiano Formentera, e si trova proprio qui. Non aspettarti la torre solitaria su una scogliera drammatica: è un faro che convive con il porto, e proprio per questo finisce per somigliare al posto, mezzo funzionale e mezzo evocativo. Vale lo sguardo che gli concedi mentre aspetti, o mentre risali verso le saline.

Dove dormire vicino a La Savina

La Savina è la porta dell’isola, non il suo cuore abitato, quindi la maggior parte di chi visita Formentera dorme poco lontano e qui ci torna per imbarcarsi o per le saline. La scelta più comoda è appoggiarsi alla capitale, Sant Francesc Xavier, a una manciata di chilometri verso l’interno: è vicina, è ben collegata e ha il vantaggio di restare viva anche fuori dall’orario da spiaggia. Se invece cerchi vita serale e movimento, ti conviene puntare verso Es Pujols, il centro più turistico, dove l’offerta di sistemazioni è la più ampia dell’isola. Restando proprio a La Savina e dintorni l’atmosfera è più nautica e tranquilla, fatta più di moli e ormeggi che di locali: aspettati appartamenti e strutture a misura di chi vuole avere il porto sotto casa, con il giusto compromesso tra praticità e silenzio.

Come arrivare a La Savina

A La Savina ci si arriva via mare, perché è l’unico punto d’accesso a Formentera dalle altre isole: il porto principale è qui e basta. Dalla vicina Ibiza partono ogni giorno numerosi traghetti che coprono la traversata in poco più di mezz’ora, ed è la via che useranno quasi tutti. Una volta sbarcato, muoverti è semplice: a pochi passi dal molo trovi i noleggi di scooter e auto, che restano la soluzione preferita da chi visita l’isola, mentre i taxi ti portano ovunque comodamente, a un prezzo però che si fa sentire. Non sottovalutare il trasporto pubblico: proprio a La Savina fanno capolinea quattro delle cinque linee dell’isola — la 1, la 2, la 5 e la 6 — il che la rende, oltre che la porta d’ingresso, anche lo snodo da cui far partire le tue giornate.

Quando andare a La Savina

Il momento perfetto dipende da cosa vieni a cercare. Se il tuo obiettivo sono le saline nel loro abito migliore, punta sulla fine dell’estate, quando le vasche virano al rosa, e all’interno della giornata scegli la tarda mattinata o il tramonto, le ore in cui la luce dà profondità invece di spianare tutto. L’estate piena è anche il periodo del mercatino sul lungomare e della massima vita al porto, con il rovescio della medaglia della folla, soprattutto negli orari in cui i traghetti scaricano e caricano passeggeri. Se la calma conta più del fermento, le code di stagione — primavera inoltrata e inizio autunno — ti regalano lo stesso scenario con metà della ressa, l’Estany des Peix tutto per te e le saline più silenziose.

Dove si trova La Savina

La Savina si trova nella parte settentrionale di Formentera ed è il primo lembo d’isola che incontri arrivando da Ibiza, da cui dista una traversata di poco più di mezz’ora. Il porto è il punto di riferimento, con le saline di Ses Salines un paio di chilometri più a ovest e l’imbocco dell’Estany des Peix lì accanto, mentre verso est la costa si allunga in direzione di Ses Illetes. Un dettaglio geografico spiega il resto del suo carattere: in origine La Savina non era nemmeno parte di Formentera, ma un atollo di terra separato, situato un po’ più a nord, che solo in seguito fu unito all’isola con un pontile. Da quell’unione sono nati il porto che conosci oggi e la località che ha ereditato il nome dell’isolotto originario.