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A La Mola di mulini a vento ce ne sono due, vicini di casa, e il visitatore di passaggio quasi sempre ne fotografa uno solo. Il Molí d’en Botigues è l’altro: la torre spuntata che se ne sta in disparte a poche centinaia di metri dal celebratissimo Molí Vell, rassegnata a fargli da spalla. Eppure, se vuoi capire cosa vedere al Molí d’en Botigues, fermarti un momento ha senso, perché certi monumenti minori raccontano più di tanti maggiori. Ti parlerò della torre nuda, ormai senza pale, di quello che oggi resta da guardare; della sua data sorprendentemente recente, il 1893, che ne fa l’ultimo mulino entrato in funzione sull’isola; della forma a cilindro e tetto conico su tre piani che condivide con gli altri sei mulini di Formentera; del degrado che ha rischiato di farlo crollare e della recente corsa a tutelarlo come bene culturale; e del rapporto con il vicino ingombrante che è poi il vero motivo per cui sei salito fin quassù.
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Cosa vedere al Molí d’en Botigues
La prima cosa che noti è ciò che manca. Il Molí d’en Botigues è un cilindro di pietra con il suo tetto a cono, ma le sei grandi braccia di legno che lo facevano somigliare a un mulino non ci sono più: vennero smontate a metà Novecento e non sono mai tornate. Quel che resta è la torre, e basta uno sguardo per capire che non è un edificio in piena salute, con l’aria di chi ha visto tempi migliori e ne ha attraversati di peggiori, piantata com’è in un terreno privato che ti costringe a guardarla da fuori, dal bordo della strada, senza poterci entrare. Eppure proprio quella nudità ha un suo fascino austero: è un mulino ridotto all’osso, l’idea di mulino senza il costume di scena.
Il dato più curioso è una cifra, 1893: mentre il vicino Molí Vell risale al 1778 e gli altri si distribuiscono tra Settecento e Ottocento, questo è l’ultimo arrivato, l’ultimo mulino a vento a entrare in funzione a Formentera — gli storici locali ne fissano la nascita addirittura a un giorno preciso del settembre di quell’anno. Fa un certo effetto pensare che sia stato costruito quando in giro per l’Europa si accendevano le prime lampadine elettriche, come un’idea già nata vecchia, e infatti durò poco: smise di macinare grano verso il 1950, quando gli tolsero le pale, e da lì cominciò la lunga discesa verso l’abbandono.
Sotto le differenze di età e di stato, i mulini farinari di Formentera sono tutti parenti stretti, e il Botigues non fa eccezione, con la sua torre cilindrica imbiancata, il tetto conico, le sei pale e una struttura interna su tre livelli: in cima stavano gli ingranaggi, al piano di mezzo si raccoglieva la farina, il piano terra faceva da magazzino — lo stesso schema essenziale che vedi nel Molí Vell, tanto che se vuoi capire come funzionava il Botigues ti basta entrare nel suo gemello restaurato lì accanto.
La sua storia recente è soprattutto una questione di sopravvivenza: rimasto in abbandono dopo la fine dell’attività, si è degradato al punto che a un certo momento il tetto ha ceduto, e per anni è sembrato candidato al crollo. Trattandosi di proprietà privata la manutenzione spetta ai proprietari, ma negli ultimi anni le autorità del Consell si sono mosse per proteggerlo, avviando l’iter per dichiararlo bene di interesse culturale come monumento e invitando la famiglia a recuperarlo. Non si punta a un restauro spettacolare come quello del Molí Vell — quello ci ha già spiegato com’erano fatti i mulini dell’isola — ma almeno a non perdere un altro pezzo di storia.
Il vicino ingombrante: il Molí Vell
Va detto con franchezza: nessuno arriva al Molí d’en Botigues apposta. Ci si arriva perché si è venuti per il Molí Vell, il mulino del 1778 che si può visitare dentro, con guida e ingranaggi originali, e che è uno degli scorci più fotografati di Formentera. Il Botigues è il fratello rimasto indietro, e il modo migliore di vederlo è esattamente questo: in coppia, come contraltare. Da una parte il mulino salvato e funzionante, dall’altra quello dimenticato e nudo. Insieme raccontano, meglio di qualsiasi pannello, cosa significhi per un edificio rurale essere recuperato oppure no.
Dove dormire vicino al Molí d’en Botigues
Siamo a La Mola, l’altopiano rurale di Formentera, dove di sistemazioni vere e proprie ce ne sono poche: qualche casa di campagna sparsa, e per il resto il silenzio. Chi visita i mulini di solito dorme più a valle, lungo la fascia di Es Caló de Sant Agustí ed Es Pujols, o verso Sant Ferran, dove trovi più scelta tra appartamenti, piccoli alberghi e case in affitto restando comunque a pochi chilometri dall’altopiano. Se invece cerchi la quiete vera e vuoi svegliarti tra i pini, punta su una sistemazione rurale qui in alto, mettendo in conto meno servizi in cambio di più stelle sopra la testa.
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Come arrivare al Molí d’en Botigues
Si sale a El Pilar de la Mola dal porto di La Savina, imboccando la PM-820 in direzione sud: una strada sola, che attraversa l’isola da parte a parte senza che tu debba mai svoltare, e che negli ultimi chilometri si arrampica a curve dentro un bosco di pini e cipressi. Arrivato in paese, sei già nella zona dei due mulini di La Mola. Il Botigues lo individui dal lato della strada, ma ricorda che è proprietà privata: lo si osserva da fuori, non lo si visita. In auto o in scooter è banale; in bici metti in conto la salita, perché l’altopiano si guadagna con un po’ di fatica. C’è anche la linea 2 degli autobus che collega La Savina ai paesi, e a La Mola il parcheggio è gratuito.
Quando andare al Molí d’en Botigues
Trattandosi di una visita tutta esterna, il discorso orari conta poco: il Botigues lo vedi quando vuoi, e la luce migliore è quella radente del mattino presto o del tardo pomeriggio, quando la pietra si scalda e la torre proietta la sua ombra lunga sul terreno. Il momento ideale, però, è quando puoi abbinarlo all’apertura estiva del vicino Molí Vell, visitabile dentro nei mesi caldi e in genere nelle ore del mattino: così in una sola sosta li vedi entrambi. Tieni conto che nei giorni di mercatino il paese di La Mola si riempie e cambia faccia; se cerchi la quiete, scegli una mattina feriale.
Dove si trova il Molí d’en Botigues
Il mulino sorge a La Mola, l’altopiano che chiude Formentera a sud-est, nei pressi del paese di El Pilar de la Mola e a breve distanza dal Molí Vell, lungo la strada che dal porto di La Savina sale fino al faro. È la parte più alta, rurale e ventosa dell’isola, quella che ha conservato meglio i tratti antichi della Formentera contadina — la stessa che i romani conoscevano come terra del grano, e di cui questi mulini, salvati o no, restano la firma sul paesaggio.






