Playa de Llevant: la spiaggia più selvaggia di Formentera

Sabbia bianca, acqua trasparente e un’anima libera a due passi da Es Pujols: la sorella ribelle di Ses Illetes, sul fianco di levante del Trucador.

La Playa de Llevant — o spiaggia di Llevant, se ti suona meglio all’italiana — occupa il lato orientale di Es Trucadors, la sottile lingua di sabbia che si allunga verso nord fino all’estremità di Formentera, dentro il Parco Naturale di Ses Salines. È, in pratica, la metà che dà sull’alba: mentre dall’altra parte della duna la celebratissima Ses Illetes raccoglie yacht, ombrelloni e gente che si fotografa l’aperitivo, Llevant guarda dritta verso il mare aperto e Ibiza, prende il sole del mattino in pieno volto e conserva un carattere molto più ruvido e selvaggio. È la spiaggia che scegli quando di Formentera vuoi la versione senza filtri: niente file di lettini ordinati, niente coda per il chiringuito, solo una distesa di sabbia chiarissima, qualche cespuglio di ginepro piegato dal vento e l’acqua che cambia di azzurro a ogni passo. Adatta a chi cerca spazio, silenzio e un bagno con vista, un po’ meno a chi non sa stare senza servizi a portata di asciugamano.

Si stende per circa due chilometri, abbastanza da garantirti di trovare sempre un tratto tutto tuo anche nel pieno di agosto, e quando dico “abbastanza” intendo che basta camminare cinque minuti oltre l’ultimo gruppo di bagnanti per ritrovarti completamente solo. L’arenile è sabbia fine e bianca, la stessa farina silicea che ha reso famoso tutto il Trucador, larga e profonda, senza muri né recinzioni alle spalle: qui non ci sono hotel che si annettono pezzi di costa, perché siamo dentro un’area protetta e la spiaggia è pubblica per intero, dalla prima all’ultima duna. Il fondale è basso e sabbioso per parecchi metri, il che nelle giornate di bonaccia la rende perfetta anche per i più piccoli; il punto, però, è che le giornate di bonaccia non sono garantite. Llevant prende il nome dal vento di levante, e quando quello soffia — capita spesso nel pomeriggio — il mare si increspa, arrivano le onde e sulla battigia compaiono i cordoni bruni di Posidonia spiaggiata. Non lasciarti ingannare dall’aspetto: quella alga è il segreto della trasparenza dell’acqua, perché le praterie di Posidonia oceanica del canale tra Ibiza e Formentera sono Patrimonio dell’Umanità UNESCO e sono esattamente ciò che tiene il mare limpido come una piscina. Diciamo che la natura qui ti regala l’acqua più bella delle Baleari, ma in cambio ti chiede di accettarne anche le imperfezioni.

Di cose da fare in senso stretto, su Llevant, ce ne sono poche, ed è proprio questo il bello. La grande attività è la passeggiata lungo Es Trucadors fino a Sa Punta, la lingua più estrema dell’isola: cammini sulla sabbia con il mare da entrambi i lati, perché la penisola in certi punti è larga poche decine di metri, e ti accorgi che stai letteralmente percorrendo il confine tra Llevant e Ses Illetes. Niente lungomare lastricato, niente vetrine: il “lungomare” qui è la duna stessa. Per gli sport acquatici, il vento che a volte ti rovina la tintarella diventa un alleato: il lato di levante è apprezzato da chi pratica windsurf e kitesurf, e nelle baie più riparate il SUP è di casa. Bar e ristoranti veri e propri non li cerchi su Llevant — al massimo trovi qualche chiosco stagionale e gli storici chiringuiti che gravitano sul versante di Illetes, dove ti siedi con i piedi nella sabbia per un pesce alla griglia e un bicchiere di bianco freddo. La vita notturna, invece, la lasci alle spalle: per quella si scende a Es Pujols, l’unico vero centro turistico dell’isola, a una manciata di chilometri, con i suoi locali, le terrazze e quel ritmo serale che a Formentera resta comunque misurato.

I dintorni, del resto, sono parte del fascino. La prima vicina è ovviamente Ses Illetes, a un soffio sull’altro versante del Trucador, la spiaggia da cartolina che tutti conoscono. Verso nord, oltre il canale, si profila l’isolotto di S’Espalmador, che nei giorni di marea bassa raggiungi quasi a piedi guadando il braccio di mare sabbioso dalla punta di Sa Punta — un piccolo rito da avventurieri della domenica. Alle spalle si aprono le saline storiche da cui il parco prende il nome, con i loro specchi rosati e i fenicotteri di passaggio, mentre poco più a sud trovi La Savina, il porto da cui sei arrivato, e il borgo bianco di Sant Francesc Xavier, la minuscola capitale. Se hai noleggiato uno scooter, in mezz’ora scarsa puoi infilarti la costa intera: la mezzaluna di Cala Saona a ponente, l’interminabile Platja de Migjorn a sud, il faro di Cap de Barbaria al termine della sua strada lunare e l’altopiano di La Mola dall’estremità opposta. È il vantaggio di un’isola che misura una ventina di chilometri da capo a capo: niente è davvero lontano.

Quanto al periodo, la stagione balneare va grosso modo da maggio a ottobre, e ogni mese ha il suo carattere. Luglio e agosto sono i mesi più vivaci e, prevedibilmente, i più affollati: il parcheggio del parco si riempie presto e il Trucador si popola, anche se Llevant resta sempre più respirabile della dirimpettaia Illetes. I mesi ideali, se posso darti un consiglio, sono giugno e settembre, quando l’acqua è già — o ancora — calda, la luce è morbida e hai la sabbia quasi per te. Sul fronte degli orari, gioca d’anticipo: essendo esposta a est, Llevant è splendida la mattina presto, con il sole basso e il mare in genere più calmo, mentre nel pomeriggio è proprio quando il levante tende a rinforzare. Arriva con le prime ore, insomma, e te ne andrai prima che il vento abbia voce in capitolo.

Dove dormire vicino alla Playa de Llevant

Sulla Playa de Llevant non dormirai, e per fortuna: trovandosi all’interno del Parco Naturale di Ses Salines, la penisola di Es Trucadors non ospita né hotel né residence, e l’unica cosa che vi resta dopo il tramonto sono le stelle. La base più comoda è Es Pujols, a pochi chilometri verso sud, l’unico centro turistico vero dell’isola, con la concentrazione maggiore di hotel, appartamenti e ostelli e la sua bella spiaggia urbana. Se preferisci qualcosa di più tranquillo e autentico, valuta i dintorni di Sant Ferran de ses Roques, nell’entroterra a metà strada, oppure il borgo di Sant Francesc Xavier; chi sbarca via mare e vuole restare vicino agli imbarchi trova anche soluzioni intorno a La Savina. In tutti i casi, sei comunque a un quarto d’ora scarso dalla sabbia.

Come arrivare alla Playa de Llevant

Si parte sempre dall’acqua: a Formentera non c’è aeroporto, quindi raggiungi l’isola in traghetto da Ibiza e attracchi al porto di La Savina. Da lì imbocchi la strada verso Es Pujols e poi la deviazione che entra nel Parco di Ses Salines in direzione di Es Trucadors. In estate l’accesso in auto all’area del parco è regolamentato e a pagamento, con posti limitati: la mossa più furba è arrivare presto, parcheggiare nelle aree dedicate e completare l’ultimo tratto a piedi, valicando le dune per scendere sul versante di levante. Molti scelgono di muoversi in scooter o in bicicletta — il modo più formenterino che ci sia — sfruttando le piste che corrono fin quasi alla penisola. Una volta lasciato il mezzo, ti restano pochi minuti di cammino sulla sabbia, e ti assicuro che valgono ogni passo.

Dove si trova la Playa de Llevant

La Playa de Llevant si trova all’estremità settentrionale di Formentera, sul fianco orientale della penisola di Es Trucadors, la stretta lingua di sabbia che chiude l’isola verso nord. È compresa nel Parco Naturale di Ses Salines, nell’arcipelago delle Isole Baleari, e corre parallela alla più nota Ses Illetes, che le sta dall’altra parte della duna, sul versante di ponente. Guarda a est, verso il mare aperto e l’isola di Ibiza, mentre a nord, oltre un sottile braccio di mare, si profila l’isolotto di S’Espalmador.