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Imbocchi la lunga strada asfaltata che da Sant Francesc scende verso sud e, chilometro dopo chilometro, ti accorgi che il paesaggio attorno a te si sta svuotando di tutto: niente case, niente alberi, niente di niente, solo una distesa rocciosa e brulla che somiglia più alla superficie della luna che a un’isola delle Baleari. È così che si arriva a Cap de Barbaria, l’estremità più meridionale di Formentera — e dell’intero arcipelago balearico — il punto geografico più vicino alle coste africane, lassù su un promontorio arido a picco sul mare. Qui non troverai un bar, un ristorante o un negozio: solo il vento, il faro in lontananza e quella sensazione, rara e preziosa, di essere arrivato esattamente dove finisce il mondo. Persino il nome racconta una frontiera: c’è chi lo lega alla “barbarie” delle incursioni piratesche e chi alle “berberías”, l’antico nome delle coste africane abitate dai Berberi.
Non è un caso che Julio Medem abbia scelto proprio questo orizzonte per alcune delle immagini più celebri di “Lucía e il sesso”: Cap de Barbaria è cinema allo stato puro. In questo fazzoletto di terra ti aspettano il faro di Cap de Barbaria, la grotta segreta della Cova Foradada, la settecentesca Torre des Garroveret e i siti preistorici sparsi nei dintorni, il tutto incorniciato dai tramonti più spettacolari dell’isola, con l’isolotto di Es Vedrà che galleggia all’orizzonte, e da un cielo notturno così buio da sembrare finto. Ti racconto cosa vedere, dove dormire, come arrivare, quando andare e dove si trova.
Cosa vedere a Cap de Barbaria
Mettiamo subito in fila ciò che vale il viaggio fin quaggiù: il faro di Cap de Barbaria, la grotta della Cova Foradada, la Torre des Garroveret e i siti preistorici del promontorio. Le ho ordinate dalla più imperdibile alla più di nicchia, ma considera che qui le distanze sono minime e che il vero protagonista, in fondo, è il paesaggio stesso: un anfiteatro di roccia e cielo dove ogni cosa che vedi sembra messa lì apposta per zittirti.
Il faro di Cap de Barbaria
Il faro è il simbolo assoluto di questo capo, l’immagine che probabilmente ti ha portato fin qui. Inaugurato nel 1971 su un progetto che risale addirittura al 1924, è una struttura sobria — poco più di 17 metri di altezza e circa 3 di diametro — eretta nel punto più a sud del promontorio, con l’unico scopo di fare da segnale: nei secoli passati la sua luce arrivava fino a 18 miglia di distanza ed evitava che le navi finissero a incagliarsi sugli scogli. Oggi è soprattutto un balcone privilegiato sul Mediterraneo: a est si aprono la Playa de Migjorn e il promontorio di La Mola, mentre a ovest, dove cala il sole, è difficile distinguere il punto in cui finisce il mare e comincia il cielo, perché diventa tutto rossastro e Formentera tira fuori il suo lato migliore. Vale la pena ricordare che non è l’unico faro dell’isola: ce ne sono altri due, uno sull’altopiano di La Mola e uno, meno turistico ma fondamentale per la navigazione, al porto di La Savina.
La Cova Foradada
A pochi passi dal faro si nasconde una delle sorprese più belle di Formentera: la Cova Foradada, una piccola grotta naturale che non è segnalata da alcun cartello e che scoprirai seguendo qualche altro turista o semplicemente esplorando il terreno attorno al faro. Scenderci è più facile di quanto sembri: una comoda scala di legno collocata nell’apertura ti permette di calarti dentro la roccia e, dopo qualche passo nella penombra iniziale, ti ritrovi davanti a una terrazza naturale affacciata sul mare. Lo spettacolo che si apre da lì è di quelli che le parole non rendono: è Formentera nella sua essenza più pura, vista da un punto in cui pochi pensano di guardare. Visita la grotta con attenzione, perché l’accesso avviene attraverso un foro nella roccia e il fascino del posto non perdona la fretta.
La Torre des Garroveret
A circa 150 metri a ovest del faro si erge la Torre des Garroveret, una delle cinque torri difensive costruite a Formentera nel corso del Settecento insieme alla Torre de Sa Gavina, alla Torre de Sa Punta Prima, alla Torre des Pi des Català e alla Torre de Sa Guardiola sull’isolotto di Espalmador. Venne realizzata nel 1763 dall’ingegnere García Martínez sulla base dei piani disegnati nel 1756 da Joan Ballester, in pietra calcarea e calce, e con i suoi 9 metri di altezza si articola su due piani, con una garitta di vedetta sulla piattaforma superiore da cui si gode un panorama magnifico. Curiosa la posizione della porta d’ingresso, collocata abbastanza in alto e raggiungibile da terra solo tramite una scala fissata alla parete. In origine era una torre di difesa attiva, dotata di un cannone come quello che all’epoca armava anche la chiesa-fortezza di Sant Francesc, e solo nel 1824 venne disarmata e ridotta a semplice torre di osservazione; da qui i vigías scrutavano il mare e, all’avvistamento delle navi dei pirati saraceni, lanciavano l’allarme con un codice di segnali di fumo. Una leggenda racconta che, nelle giornate particolarmente limpide, da quassù si riescano a scorgere le coste africane.
I siti preistorici di Cap de Barbaria
Cap de Barbaria non è solo faro, grotta e torre: il promontorio custodisce anche alcuni siti preistorici, testimonianze di un popolamento antichissimo che spuntano in mezzo a questa terra spazzata dal vento. Li incontri seguendo le rotte verdi 8, 10 e 11, gli itinerari escursionistici che conducono fin quaggiù attraversando proprio i giacimenti archeologici. Non aspettarti monumenti imponenti, ma piuttosto tracce discrete che aggiungono un ulteriore strato di profondità a un luogo già di per sé fuori dal tempo: la prova che, molto prima dei turisti e dei pirati, qualcuno aveva già scelto questo angolo estremo come casa.
Dove dormire a Cap de Barbaria
Sgombriamo subito il campo da un equivoco: a Cap de Barbaria non si dorme. È un promontorio agricolo e selvaggio, privo di servizi, dove in molte zone non arriva nemmeno l’elettricità, e qualsiasi struttura ricettiva stonerebbe con la sua natura incontaminata — il che, a pensarci bene, è esattamente ciò che lo rende speciale. La base naturale per visitarlo è Sant Francesc Xavier, il capoluogo da cui parte la strada che porta fin quaggiù, dove trovi alberghi, appartamenti e tutti i servizi che al capo mancano; da lì raggiungi Cap de Barbaria in pochi minuti e ci torni quando vuoi, magari all’ora del tramonto. In alternativa puoi appoggiarti a una qualsiasi delle località dell’isola, tanto a Formentera nulla è davvero lontano: il capo lo vivi di giorno e al calar del sole, non di notte sotto le coperte.
Come arrivare a Cap de Barbaria
Per arrivare a Cap de Barbaria si parte da Sant Francesc e si segue la lunga strada asfaltata che taglia il paesaggio quasi lunare del sud dell’isola; il mezzo ideale è lo scooter, agile e perfetto per queste distanze, ma va benissimo anche l’auto. C’è però una cosa importante da sapere: dall’estate del 2017, ogni anno dal 25 giugno al 30 settembre, al km 6,5 della strada di Es Cap è stata installata una barriera che vieta l’accesso a auto e scooter per proteggere il paesaggio circostante. In quel periodo dovrai lasciare il mezzo nell’apposito parcheggio — capace di circa 60 auto e 100 scooter — e percorrere a piedi gli ultimi due chilometri: una bella camminata di una mezz’ora che, sotto il sole di mezza estate, è bene affrontare con acqua e cappello. Fuori dalla stagione di punta, invece, puoi avvicinarti molto di più con il mezzo e poi raggiungere faro e grotta con una breve passeggiata. In alternativa, le rotte verdi 8, 10 e 11 conducono fin quaggiù a piedi o in bici, attraversando anche i siti preistorici del capo.
Quando andare a Cap de Barbaria
Non esiste un’ora sbagliata per visitare Cap de Barbaria, ma c’è un momento che batte tutti gli altri: il tramonto. È allora che il cielo si infiamma di rosso, l’isolotto di Es Vedrà si staglia all’orizzonte e il capo si trasforma nel punto di ritrovo di chiunque, sull’isola, voglia salutare il sole come si deve. Se non temi le strade buie, però, ti consiglio caldamente anche una visita notturna: in gran parte di questa zona agricola non c’è elettricità, e la volta stellata che ti ritrovi sopra la testa è di quelle che restano nel cuore per sempre. Tieni presente che il promontorio è esposto e ventoso, e che in piena estate scatta la barriera al traffico: primavera e inizio autunno regalano luce morbida, meno gente e la stessa, identica sensazione di immensa solitudine e libertà.
Dove si trova Cap de Barbaria
Cap de Barbaria si trova nell’estremità sud-occidentale di Formentera, ed è la terra più meridionale non solo dell’isola ma di tutte le Isole Baleari: da qui, in linea d’aria, le coste africane sono più vicine che da qualunque altro punto dell’arcipelago. Il capo è un promontorio arido e roccioso, con una vegetazione bassa e tenace capace di resistere ai venti fortissimi che battono la falesia a picco sul mare, e si raggiunge esclusivamente dalla strada che scende da Sant Francesc verso sud. È questa posizione estrema, sospesa tra Europa e Africa e tra mare e cielo, a dare a Cap de Barbaria il suo carattere unico: un luogo dove la geografia stessa ti ricorda di essere arrivato ai confini di qualcosa.
