Spiaggia di Punta de Sa Pedrera: la Formentera che nessuno ti racconta

Niente lettini, niente chiringuito e nemmeno un granello di sabbia bianca: solo roccia, piscine naturali e il tramonto più sfacciatamente bello dell’isola, a un passo da La Savina.

La spiaggia di Punta de Sa Pedrera è uno di quei posti che mandano in cortocircuito chi arriva a Formentera con in testa le cartoline di Illetes. Siamo all’estremità nord-occidentale dell’isola, in una piccola baia incastonata tra Cala Saona e il porto di La Savina, e qui la sabbia farinosa che ha reso celebre Formentera semplicemente non c’è. Al suo posto trovi una vecchia cava di marés, la pietra arenaria che per secoli è stata estratta proprio da questi scogli e portata via per costruire mezza Ibiza. Il risultato è un paesaggio quasi lunare — tagli geometrici nella roccia, grotte, sentieri che si arrampicano su strapiombi bassi — che non somiglia a nessun’altra spiaggia dell’isola e che, proprio per questo, conquista chi cerca acqua trasparente e zero ombrelloni. Se sei un appassionato di snorkeling, di posti deserti e di tramonti che meritano il viaggio, Punta de Sa Pedrera ti darà ragione. Se invece cerchi un’ammiraglia con bagnino, doccia calda e cocktail al banco, ti conviene saperlo prima di mettere in moto lo scooter.


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Parlare di “arenile” qui è quasi un eufemismo. Punta de Sa Pedrera segna l’inizio del tratto di costa chiamato Caló de S’Olí, che corre per circa un chilometro e mezzo fino alla Boca de s’Estany d’es Peix, ma la punta vera e propria è tutta roccia e arenaria compattata dal vento e dalla pioggia. Quella che troverai non è una distesa su cui stendere il telo come nelle migliori spiagge di Formentera, bensì una sequenza di piattaforme di pietra e di tre piccole cale nascoste, vere e proprie piscine naturali in cui ci si tuffa in acque profonde e cristalline piene di vita. È costa pubblica e libera in ogni suo metro: nessun hotel ha mai potuto piantarci una bandiera, e questo è gran parte del suo fascino.

I fondali raccontano due storie diverse: nei pressi della riva sono bassi e tappezzati di praterie di posidonia — la stessa che vale a Formentera il riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità Unesco — perfetti per la maschera; dentro le pozze, invece, l’acqua è scura e fonda, e per buttarti dentro serve un minimo di coraggio. Per gli stessi motivi non è il posto ideale per i bambini piccoli: non c’è sorveglianza, gli scogli sono affilati e le piscine non perdonano la distrazione. La qualità dell’acqua, in compenso, è tra le più alte che incontrerai su tutta l’isola, complice il fatto che da queste parti non ci passa quasi nessuno.

Cosa farci, allora, oltre a tuffarti e galleggiare a faccia in giù tra i pesci? Per prima cosa, camminare. Da Punta de Sa Pedrera parte un reticolo di sentieri che costeggiano i ricoveri di legno delle barche tradizionali e risalgono fino a una sorta di belvedere naturale affacciato sulla costa nord-occidentale, con la vecchia torre di difesa che spunta a un chilometro scarso dal parcheggio. È un’escursione corta ma scenografica, da fare con scarpe chiuse e non con le infradito (lo dico per esperienza personale). Lo sport del posto è uno solo, ed è lo snorkeling: i bassi fondali di posidonia attirano chi non vuole rinunciare ai pesci e alle ricchezze sommerse. Di bar e ristoranti, sulla punta, non c’è ombra: il mitico Kiosko Anselmo che animava le serate degli anni Novanta è sparito da un pezzo, e oggi l’unica concessione alla civiltà è l’area boschiva della tenuta di Can Marroig, con i suoi pini e ginepri e i tavoli per il picnic. Porta acqua, cibo e cappello, perché qui non ti rifornisci e non ti ripari dal sole. Quanto alla vita notturna, te lo dico subito: l’unico spettacolo serale è il sole che cala dritto sull’Estany des Peix incendiando l’arenaria d’oro, ed è uno di quei tramonti per cui la gente, giustamente, si ferma in silenzio.

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4.6 / 5

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I dintorni, per fortuna, sono generosi. Scendendo verso sud lungo la costa incontri Cala Saona, l’unica cala raccolta della zona con sabbia vera e qualche servizio, ottima alternativa quando hai voglia di un bagno più “normale”; più giù ancora si arriva al faro di Cap de Barbaria, il finis terrae dell’isola, lunare quanto e più di Punta de Sa Pedrera. Alle spalle hai lo stagno costiero di s’Estany des Peix, un’insenatura quasi chiusa profonda meno di cinque metri e collegata al mare solo da uno stretto canale, Sa Boca — un lago salato unico in tutte le Baleari — e accanto la zona paludosa di es Estanyets, dove vecchie saline in disuso richiamano uccelli migratori, gabbiani e cormorani. A un soffio c’è il porto di La Savina, porta d’ingresso dell’isola, e da lì verso nord si apre il Parco Naturale con Ses Illetes e la penisola di Es Trucadors, cioè la Formentera da copertina che a Punta de Sa Pedrera hai deciso di lasciarti alle spalle.

Sul quando andare, la stagione balneare segue quella di tutta l’isola, da maggio a ottobre. Luglio e agosto sono i mesi più affollati di Formentera in generale, ma è proprio qui che Punta de Sa Pedrera gioca la sua carta migliore: mentre Illetes diventa una scacchiera di teli, questo angolo resta vuoto, perché arrivarci richiede un minimo di impegno e scoraggia i frettolosi. Se puoi scegliere, vieni a giugno o a settembre, quando il sole è generoso ma non feroce e le pozze non sembrano un bagno turco. Il momento perfetto della giornata, invece, è uno solo e non si discute: il tardo pomeriggio, quando la luce radente accende la pietra e il tramonto fa il resto. Evita il mezzogiorno di pieno agosto, a meno che tu non ami cuocere al sole senza un filo d’ombra.

Dove dormire a Punta de Sa Pedrera

A Punta de Sa Pedrera, come è giusto che sia in un’area naturale protetta, non c’è alcuna struttura ricettiva: niente hotel, niente case in affitto a bordo scogliera. Il punto d’appoggio più comodo è La Savina, il paese-porto a pochi minuti di distanza, pratico se arrivi in giornata col traghetto e vuoi restare vicino al mare. Per una scelta più ampia conviene puntare su Sant Francesc Xavier, il capoluogo a metà strada tra i due lati dell’isola, ricco di ristoranti, negozi e alloggi di ogni fascia, oppure su Es Pujols, l’unica vera località turistica di Formentera, se cerchi più movimento e locali serali. Da tutti questi punti Punta de Sa Pedrera resta raggiungibile in pochi minuti di scooter.


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Come arrivare a Punta de Sa Pedrera

Si parte da Sant Francesc Xavier in direzione La Savina; lungo la strada, sulla sinistra, trovi la deviazione per Porto Saler e la tenuta di Can Marroig. Il primo tratto è asfaltato, poi la carreggiata lascia il posto a una serie di sterrati che costeggiano la riva sud di s’Estany des Peix e portano fino al parcheggio di Can Marroig. Da lì in poi si prosegue rigorosamente a piedi, addentrandosi nei paesaggi di pietra spezzata fino alla punta vera e propria. Dal porto di La Savina sei a circa tre chilometri. In alternativa, il modo più scenografico per arrivarci è dal mare: molte imbarcazioni e barche private partono da La Savina e ti lasciano ammirare la baia e i suoi fondali dall’acqua, senza la camminata sotto il sole.

Dove si trova Punta de Sa Pedrera

Punta de Sa Pedrera si trova all’estremità nord-occidentale di Formentera, nelle Isole Baleari, in una piccola baia compresa tra Cala Saona, a sud, e il porto di La Savina. Si raggiunge in fondo al camino de Can Marroig, dopo aver costeggiato la sponda meridionale dello stagno di s’Estany des Peix, proprio di fronte a La Savina. Fa parte di un’area naturale di particolare interesse e segna l’inizio del tratto costiero del Caló de S’Olí, che da qui prosegue verso la Boca de s’Estany d’es Peix.

Cosa vedere vicino Punta de Sa Pedrera

Ses Salines

5.3 Km

Cala en Baster

9.8 Km

Sant Francesc Xavier

4.0 Km

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