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La Platja de Tramuntana è la spiaggia che Formentera tiene sul lato meno fotografato di sé: niente sabbia da copertina, niente file di lettini, ma un nastro di scogli bassi lungo la costa settentrionale dell’isola, interrotto da piccole calette dove il mare arriva così trasparente che sembra appena versato. La trovi nella fascia centrale della costa nord — Tramuntana è il nome del vento che soffia da settentrione in queste isole, e qui dà il nome a tutta la baia — a circa cinque chilometri da Sant Ferran de ses Roques, incastrata tra Cala en Baster a ponente ed Es Caló de Sant Agustí a levante. È una spiaggia per chi cerca la solitudine, lo snorkeling e l’abbronzatura senza costume; se invece sogni un arenile di sabbia fine con il chiringuito a tre passi, qui resterai spiazzato, perché la sabbia, a Tramuntana, te la devi conquistare.
Detto questo, vale ogni metro. Il tratto, conosciuto anche come Costa des Carnatge, corre per circa due chilometri di lunghezza con una trentina scarsa di metri di ampiezza, ed è essenzialmente un litorale roccioso e basso punteggiato di piccole ensenade di sabbia dove puoi stendere l’asciugamano. I fondali sono di sabbia chiara, l’acqua è cristallina e ferma, perfetta per la maschera. Non aspettarti gestione alberghiera, ombrelloni o stabilimenti: la spiaggia è pubblica e lasciata alla sua natura, ci si arriva da una rete di sentieri che scendono dalla strada e ti chiedono dieci minuti buoni di camminata. Non è insignita di Bandiera Blu, ma non lo considererei un difetto quanto una dichiarazione d’intenti: qui non c’è quasi nulla, ed è esattamente il punto. Una raccomandazione pratica, però, te la do: porta un paio di scarpette da scoglio, perché l’ingresso in acqua è roccioso, e proprio per questo non è la spiaggia più comoda per bambini molto piccoli, che troveranno più riparo nelle calette sabbiose interne. Anche in piena estate, mentre il resto dell’isola si riempie, Tramuntana resta semivuota.
Cosa farci, allora. La cosa più bella è la più semplice: camminare lungo gli scogli da una caletta all’altra, infilare la maschera nelle insenature di Es Picatxo, Es Quintalar o Racó des Cans e guardarti i fondali, e lasciare che le barche all’ancora nella rada di Tramuntana — chiusa dalle punte Prima e de sa Creu — ti facciano da scenografia. Da qui parte anche il Camí de sa Pujada, l’antico sentiero lastricato di epoca romana che risale verso El Pilar de la Mola: due ore di natura asciutta e profumata che vale la sveglia. Non cercare lungomare, bar sulla battigia o vita notturna, perché su questa spiaggia non esistono: per il piatto di pesce e il frìto ti conviene risalire a Es Caló de Sant Agustí, vecchio porticciolo di pescatori con i suoi escars di legno, mentre se vuoi musica e movimento dopo il tramonto il riferimento è Es Pujols, l’unica vera cittadina balneare della zona, a pochi minuti di scooter. Il tramonto, invece, è un affare privato: con il mare aperto davanti e la sagoma di Ibiza sull’orizzonte, la luce della sera qui è di quelle che ti convincono che la solitudine sia un lusso e non una mancanza.
Quanto ai dintorni, sei nel punto giusto per esplorare la Formentera meno turistica. A ponente Cala en Baster con le sue grotte scavate dai pescatori, a levante Ses Platgetes e il già citato Es Caló de Sant Agustí; più in là, verso terra, Sant Ferran de ses Roques con la sua chiesa ottocentesca e Es Pujols con hotel e ristoranti. Se hai una barca, a nord ti aspetta l’isolotto di s’Espalmador con la sua laguna; se preferisci la terraferma, il Parc Natural de ses Salines e i suoi stagni rosa sono a portata di bicicletta. Le icone da cartolina — Ses Illetes, Migjorn, Cala Saona — restano dall’altra parte dell’isola, ma il bello di Tramuntana è proprio non somigliare a nessuna di loro.
Sul quando venire, regolati così: la stagione balneare va da maggio a ottobre, e mentre luglio e agosto riempiono l’intera Formentera, questo tratto di costa resta tra i più tranquilli anche in alta stagione. I mesi ideali sono la fine di maggio, giugno e settembre, quando l’acqua è già calda, la luce è generosa e i sentieri sono tuoi. La mattina presto il mare è uno specchio e gli scogli sono ancora freschi; il tardo pomeriggio regala la luce migliore. D’inverno, quando la tramuntana soffia davvero, il mare si fa mosso e la spiaggia torna a essere quello che è sempre stata: un pezzo di costa selvaggia che si tiene per sé.
Dove dormire a Platja de Tramuntana
Sulla spiaggia non esistono alloggi: Tramuntana è costa libera e disabitata, e questo fa parte del suo fascino. Per la notte il riferimento più vicino e autentico è Es Caló de Sant Agustí, minuscolo borgo di pescatori con qualche casa vacanza e piccola pensione, ideale se cerchi quiete e pesce fresco. Salendo verso l’interno trovi Sant Ferran de ses Roques, a circa cinque chilometri, comodo come base centrale e ben collegato. Se invece vuoi servizi, ristoranti e un minimo di vita serale, punta su Es Pujols, l’unica località balneare strutturata della costa nord, con hotel di ogni fascia, appartamenti e locali a pochi minuti di scooter dalla spiaggia.
Come arrivare a Platja de Tramuntana
A Formentera si arriva solo via mare: i traghetti attraccano al porto di La Savina, con collegamenti rapidi da Eivissa (Ibiza) in una mezz’ora scarsa e linee stagionali da Dénia e Barcellona. Una volta sull’isola, raggiungi la zona di Tramuntana percorrendo la strada PM-820 in direzione Es Caló / Sant Ferran: l’auto, il motorino o la bici si lasciano gratuitamente nei pressi del chilometro 9 circa della carretera de La Savina. Da lì la spiaggia non è visibile dalla strada: scendi a piedi lungo uno dei numerosi sentieri che attraversano la macchia, calcolando una decina di minuti di camminata fino alle calette.
Dove si trova Platja de Tramuntana
La Platja de Tramuntana si trova lungo la costa settentrionale di Formentera, nella fascia centrale dell’isola, all’interno dell’ampia baia di Tramuntana chiusa a est e a ovest dalle punte Prima e de sa Creu. Si estende per circa due chilometri tra Cala en Baster, a ponente, e Ses Platgetes con Es Caló de Sant Agustí, a levante, alle spalle del borgo di Sant Ferran de ses Roques, da cui dista una manciata di chilometri. È il volto roccioso e solitario di un’isola che altrove mostra solo sabbia bianca: la Formentera che dà le spalle alle cartoline e guarda il mare aperto verso Ibiza.
